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venerdì 28 marzo 2014

Una quasi Tajine di Pollo con le Albicocche

Che mi piaccia sperimentare nuovi sapori non é un gran mistero.

Ogni singolo ingrediente, ogni spezia, ogni aroma reperibile sul mercato, sono per me come i colori sulla tavolozza di un pittore, da abbinare, mescolare e re-inventare ogni volta.

E dopo questa dolciastra sviolinata, di corsa dal dentista...

Bah, tornando a bomba - ho detto bomba? Meglio usare un altro termine, che di questi tempi... - ...

Bah, tornando al tema del post (ecco, già andiamo meglio), ho voluto abbinare il sapore agro delle albicocche a quello amarognolo delle mandorle, passando per quello gradevolmente piccante dello zenzero...

Perché quasi tajine? Perché il posto per la famigerata pentola non ce l'ho. L'ho sostituita con una pentola in ghisa smaltata.

Eh, ma insomma che c'hai messo?!?

Allora, ho usato:

  • 1 Pollo tagliato a pezzi
  • 1 noce di Burro
  • Olio di Argan (sostituibile con altro olio a piacere)
  • Sale e Pepe
  • 3 Cipolle medie sbucciate e tagliate a spicchi
  • 2 cucchiai di Miele
  • 1 cucchiaino di Cannella
  • 2 spicchi di Aglio tritati
  • 1 Limone (il succo)
  • 1/2 cucchiaino di Curcuma
  • 1 cucchiaio di Zenzero grattugiato
  • 1/2 litro di brodo
  • 2 cucchiai di Albicocche secche
  • 2 cucchiai di Mandorle spellate 
  • Prezzemolo Fresco
Il pollo, l'ho rosolato col burro e l'olio nel tegame di ghisa precedentemente riscaldato a dovere. Ho salato e pepato quanto bastava. Ho aggiunto le cipolle ed il miele e continuato a rosolare.

La cannella, l'aglio, il succo di limone, la curcuma e lo zenzero, li ho mescolati fra di loro ed uniti successivamente al pollo. Ho aggiunto il brodo, incoperchiato e lasciato cuocere a fuoco moderato per circa 40 minuti.

Nel frattempo, ho fatto rinvenire le albicocche in acqua bollente.Le mandorle, le ho tostate in una padella di ferro.

A cottura quasi ultimata (10 min. circa), ho aggiunto le mandorle e le albicocche ed aggiustato di sale/pepe.

Ho servito accompagnando con un trito di prezzemolo

Buon appetito



domenica 22 gennaio 2012

Polpettone al... Vetro

Quando si dice che a volte ritornano...

Manco da una marea di tempo, lo stesso tempo che mi toglie il fiato e che non mi dá piú la possibilitá di scrivere. Mi arrabbio, mi ribello, ma come cantava Lorenzo qualche anno fa: 

"...Tempo, 
comunque vadano le cose lui passa
e se ne frega se qualcuno é in ritardo
puoi chiamarlo bastardo ma intanto lui é andato..."

Io che ultimamente di tempo non ne ho piú molto, cerco di trovare il modo per poter cucinare velocemente senza peró dover ricorrere ai cibi in scatola o peggio ancora liofilizzati.

Ieri sera, per esempio, avevo a disposizione della carne macinata. Avevo in un primo tempo l'intenzione di farne degli hamburger. Poi, l'illuminazione: mi sono ricordata di avere i barattoli in vetro temperato (perché la mia cucina é come il gioco del Tetris: é tutto riposto ad incastro e quello che "giace" nascosto sotto altri oggetti, spesso e volentieri viene dimenticato) e li ho usati per far sí che il forno cucinasse per me.

Ho usato:

500 gr di Carne macinata
1 Cipolla a dadini
2 Carote tagliate a bastoncino
5-6 Funghi Champignon tagliati grossolanamente
1 Uovo
Prezzemolo tritato
Noce Moscata
2 cucchiaini di Zenzero in Polvere
5, ma anche 6 cucchiai di Pan Grattato
2 cucchiai di Parmigiano Grattugiato
Brodo
Sale, Pepe e Peperoncino

In una ciotola ho mescolato la carne con tutti gli altri ingredienti (ad esclusione del brodo).

Ho riempito i vasi di vetro fino ad 1 cm dall'orlo circa con l'impasto e versato in ognuno circa 2 cucchiai di brodo.

Ho scaldato il forno a 180° e sistemato una teglia sul fondo, riempita per metá con dell'acqua.

Nella seconda teglia, ho disposto i barattoli e li ho infornati a metá altezza, lasciandoli cuocere per 35-40 minuti circa. Terminata la cottura, li ho lasciati "riposare" a forno spento per qualche minuto, dopodiché ho capovolto i polpettoni al vetro direttamente nei piatti.




Tempus fugit, io pure... 

martedì 9 novembre 2010

Timballini di Patate e Spinaci al Forno

Comincio col ringraziare Sonnenblume per avermi consegnato un premio (alla latitanza?):



A questo punto dovrei passarlo ad altri 15 bloggers, ma poiché manco da tanto onestamente non saprei da chi cominciare. Lo passo quindi a tutti e buonanotte!

Detto ció, confesso di esserci cascata di nuovo: piú cerco di tenermi alla larga da negozi che vendono "impiccia-cucine" e piú puntualmente la "vocina suadente" dentro di me, mi dice: "Ma entra, tanto non trovi piú niente che non abbia giá..." ERRORE DI SBAGLIO!!!! Pure stavolta hanno vinto loro ed io, tapina, ho ceduto alla tentazione.

L'impiccio di oggi, in realtá non é proprio nuovo nuovo. O meglio é nuovo di negozio, ma porta egregiamente sulle spalle circa una settantina di primavere.

É nato come cuociuova, ma io le uova non le avevo. Potevo lasciarlo cosí bello bello a guardarmi dallo scaffale? Eh no, carino!! Cosí l'ho messo subito al lavoro.

Ho usato:
  • 1 Kg. di Spinaci freschi
  • 3-4 Patate
  • 1/4 l. di Latte
  • 1 dl ca. di Panna
  • 1 rametto di Rosmarino
  • 3 spicchi di Aglio
  • Formaggio grattugiato (Parmigiano o Emmenthal o icché vi pare)
  • Sale e Pepe
In un tegame (io non ho usato olio, ma é soggettivo), ho fatto asciugare gli spinaci puliti, insieme a due spicchi di aglio schiacciati.

In un altro tegamino, ho portato a bollore il latte insieme all'aglio ed il rosmarino e lasciato insaporire per qualche minuto.

Ho Sbucciato le patate e con una mandolina le ho tagliate a fette di 3 mm. di spessore circa.

Dopo aver eliminato l'aglio ed il rosmarino dal latte, ho aggiunto la panna, salato con moderazione, pepato e mescolato il tutto.

Ho imburrato leggermente gli stampini e li ho foderati con le fette di patate. Ho aggiunto uno strato di spinaci, insaporito col fomaggio grattugiato e ripetuto il procedimento fino ad esaurimento degli ingredienti.

Ho versato il miscuglio di latte e panna negli stampini riempiendoli fino a metá circa ed infornati per 35 minuti circa in forno preriscaldato a 190° o fino a che le patate non siano risultate belle dorate.

Ho lasciato riposare qualche minuto prima di servire (anche perché sarebbe stato impossibile mangiarli prima).

E pure 'st'impiccio l'abbiamo "battezzato"!!

venerdì 5 novembre 2010

A Zamp de Puerc al Forno, meglio conosciuta come "Schweinshaxe"

Ricordo il mio stupore quando atterrai in terra teutonica, convinta che la Germania fosse il Paese dove piove sempre, dove i tedeschi indossano i calzini bianchi, le Golf sono arancioni e dove si mangia che "manco a li cani"...

10 anni sono trascorsi da allora e ancora oggi trovo questo paese straordinario sotto tanti aspetti. Certo, le radici italiane non le taglio, ma rimane il fatto che aprire il cuore ad altri orizzonti mi ha fatto capire quanti pregiudizi spesso hanno condizionato il mio modo di vedere le cose.

Tutto ció premesso, presento oggi Siore e Siori, quello che ha segnato in modo inesorabile il mio giro vita, che mi fa addannare perché colpisce il mio punto debole e al quale proprio non riesco a resistere (sono facilmente corruttibile, accidenti!): la Schweinshaxe (oppure, detta in soldoni, stinco di maiale al forno).

Devo dire di aver provato diversi metodi di cottura, ma nessuno mi ha mai soddisfatto in pieno: o mangiavo un "carognone" duro arrabbiato nonostante lo irrorassi con vini, birre, brodi e accidenti vari oppure, nel cercare di aggiustare i tempi di cottura ottenevo un "mortaccino" moscetto e quasi lesso...

Finalmente, posso dire con orgoglio di aver scoperto la cottura ideale!

Ho usato:
  • 2 Stinchi di Maiale
  • Verdure per brodo (cipolle, carote, sedano, porri, alloro, ecc.)
  • 1 pugno di Pepe in grani
  • 1 cucchiaio di Bacche di Ginepro (facoltativo)
  • 3-4 Chiodi di Garofano
  • Sale
In una pentola bella grande, ho messo tutti gli ingredienti (ad esclusione del sale) e gli stinchi. Ho coperto di acqua e portato ad ebollizione a tegame coperto. Salato e, abbassando la fiamma, ho lasciato sobbollire per 1 ora e 1/2 circa.

Trascorso il tempo, ho acceso il forno a 190°, ho tolto gli stinchi dal brodo (che potrá essere usato una volta sgrassato, nella preparazione di zuppe. Oppure si potrá congelare in attesa di tempi migliori), li ho appoggiati su un tagliere e ne ho incideso la cotenna con tagli trasverali (essendo caldi, sará questione di un attimo!).

Ho nuovamente aggiustato di sale, dopodiché ho adagiato gli stinchi direttamente sulla griglia e li ho infornati sistemando una leccarda riempita di acqua (raccoglierá il grasso ed eviterá che la carne si secchi durante la cottura).

Li ho lasciati cuocere per 1 ora circa, fino alla completa doratura della cotenna. Volendo, si puó usare il grill per qualche minuto.

Li ho serviti, accompagnati con del puré alle erbe (si puó, in alternativa, optare per dei cavoli rossi stufati, o icché vi pare).

Anche questa volta, degli stinchi ho lasciato solo le iniziali nel piatto. Puonizzimo, carantito!!



domenica 21 febbraio 2010

Satay di Pollo con Salsa alle Arachidi

Sono vittima della legge del contrappasso.

Non so se capita solo a me, ma spesso nella vita mi trovo a dover prendere una decisione che mi porta a rifiutare categoricamente di fare una determinata cosa, di dire "MAI E POI MAI E MAI PIÙ" e di illudermi che il mio rifiuto sia per sempre accettato ed archiviato.

Succede poi che col tempo (anche a distanza di mesi o anni), si ripresenti la stessa occasione mascherata in modo tale che non riesca a riconoscerla subito e che mi veda costretta ad accettarla, perché é ormai troppo tardi per tornare indietro.

Queste cose mi mandano in bestia, ma al tempo stesso non riesco a fare nulla per evitarle (oh, sono vittima del contrappasso!).

Beh, piccolo preambolo per dire che forse latiteró per qualche giorno perché, come un pollo, sono ricaduta nella trappola...

Proprio a proposito di pollo, tanto per restare in tema, ho fatto i satay thailandesi.

Data la consistente presenza del burro di arachidi e del latte di cocco, non é un piatto che si possa definire dietetico, ma é un peccato di gola che vale la pena togliersi (tanto fa freddo...).

Ho usato:
  • 2 Petti di Pollo
  • 1/2 bicchiere ca. di Salsa di Soia
  • 2 cucchiai di Olio
  • 1 Spicchio d'Aglio
  • 1 pezzo (circa 2 cm.) di Zenzero Fresco
  • 200 ml ca. di Latte di Cocco
  • 1 cucchiaio di Pasta di Curry rosso (occhio che pizzica cummacché!!!)
  • 2 cucchiai di Burro di Arachidi
  • 1 cucchiaio abbondante di Zucchero di Palma (o Zucchero di Canna)
  • Sale
  • Olio di Arachidi
  • Spiedini di Legno tenuti almeno 1/2 ora a mollo in acqua
Nel mortaio, ho ridotto l'aglio e lo zenzero sbucciato ad una pasta.

In una ciotola, ho mescolato la salsa di soia con l'olio e la pasta di aglio e zenzero.

Il petto di pollo, l'ho tagliato per il lungo a strisce di 1 dito di spessore circa (ho le mani piccole...) ed infilato poi le strisce ad onde negli spiedini di legno umidi.

Ho adagiato gli spiedini ottenuti in una pirofila ed irrorati con la salsa di soia, lasciandoli marinare, coperti ed in frigorifero, per almeno un paio di ore.

Per la salsa, in un tegame ho messo poco olio di arachidi ed aggiunto la pasta di curry, facendola rosolare brevemente.

Ho aggiunto il latte di cocco, il burro di arachidi e lo zucchero di palma (o di canna), lasciando cuocere per qualche minuto a fuoco dolce fino a far diventare la salsa cremosa e regolando di sale.

In una padella antiaderente, ho rosolato a fuoco vivo per pochi minuti gli spiedini da ambo le parti e li ho serviti poi con la salsa alle arachidi.

A questi , "MAI E POI MAI E MAI PIÙ", sono sicurissima di non dirlo. Che il contrappasso sia di nuovo in agguato?

martedì 2 febbraio 2010

Coscio d'Anatra con Cavoli Rossi e Patate Duchessa

Quando sentii parlare per la prima volta delle patate duchessa, mi immaginavo chissá quale trionfo di cosa complicatissima e lunghissima da preparare.

Sorpresa sorpresona, ho scoperto che invece altro non é che un puré di patate "rinforzato", cotto in forno e servito come contorno.

Nonostante la Candelora sia alle porte, continua a nevicare senza sosta. Non mi é quindi parso vero cogliere la palla al balzo ed accendere il forno. Non avendo il camino, fa tanta atmosfera (?) e soprattutto, calore (!).

Ho usato:
  • 2 cosci d'Anatra
  • 1 cucchiaio di Miele
  • il succo di 1 Arancia
  • Sale e Pepe
  • 1 bicchiere di Vino
  • Cavoli Rossi o Cavoli Rossi (li avevo congelati e "riesumati" per l'occasione)
  • 800 gr. di Patate
  • 3 Uova
  • 1 noce di Burro
  • Noce Moscata
  • Parmigiano
Si insaporiscono le cosce d'anatra con sale e pepe, si bucherella la pelle con una forchetta e si mettono in forno a 190° per 30 minuti circa, bagnandole col vino.

Trascorso il tempo, si mescola il succo d'arancia col miele e si spennella la superficie.

Rimettere in forno per altri 15 minuti circa. Se si secca troppo, bagnare di tanto in tanto col sughetto.

Lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle finemente.

Aggiungere il burro, il parmigiano, la noce moscata e le uova (una per volta), amalgamando il tutto. Ne deve risultare un impasto sodo e non troppo liquido.

Metterlo in una sac-à-poche con la punta a stella e distribuirlo su una teglia rivestita con un foglio di silicone (o pre-unta).

Una volta pronta la carne, dare il cambio alle patate: metterle nel forno abbassando la temperatura a 180° e cuocerle per 15 minuti circa o fino a che indoreranno.

E pure oggi puó nevicare quanto vuole, ché qualcosa di caldo ci scappa lo stesso!!

mercoledì 20 gennaio 2010

Ma... un bell'Abbacchietto con le Patate?

Non posto niente di eccezionale dal punto di vista della preparazione, ma non mi é parso vero di aver trovato un carré di agnellino (la parola abbacchio, credo sia solo tipica del Lazio) che ho cotto al forno con le patate.

La ricetta originale prevede che la carne venga insaporita con aglio, olio, sale, pepe e rosmarino, venga adagiata in una teglia ed arrostita brevemente, aggiungendo poi le patate e completando la cottura.

Il carré che ho trovato io, era talmente piccolo e morbido che mi sembrava un affronto il doverlo tenere troppo tempo in forno.

Ho fatto cosí, utilizzando:
  • 1 piccolo carré di Agnellino
  • 3-4 spicchi di Aglio
  • 3-4 rametti di Rosmarino
  • 5 Patate
  • 1/2 bicchiere di Vino bianco
  • Sale e Pepe
  • Olio evo
Ho lavato le patate e, senza sbucciarle, le ho tagliate in 16 pezzi (a metá, ed ogni metá in 8 spicchi).

Le ho messe in un'insalatiera e le ho insaporite con 2 spicchi di aglio tagliati a pezzi, gli aghi di due rametti di rosmarino, sale, pepe e tanto olio evo.

Le ho trasferite in una teglia di metallo (in precedenti tentativi avevo usato quelle in silicone, ma mi sono sempre venute quasi lesse) e messe in forno (non ventilato) a 210° per 30 minuti circa.

In una padella, ho insaporito a fuoco medio dell'olio evo col resto dell'aglio e del rosmarino.

Ho aggiunto la carne e l'ho rosolata da tutti i lati (ha schizzato l'ira di Dio, ma tant'é il bene che mi aspetta...), insaporendola poi col sale, il pepe ed il vino.

L'ho aggiunta alle patate, irrorando col sughetto e rimesso il tutto in forno per altri 15 minuti.

Ho tagliato poi le singole bracioline, accompagnandole con le patate ed il sughetto.

Beh, che devo dire? Per una volta, avrei voluto avere i baffi...


venerdì 18 dicembre 2009

Filetti di Orata su letto di Gamberi con salsa Aioli e Curry Rosso

Altro corso di cucina all'insegna del menú di S. Silvestro e altra mega mangiata (ma io vado lí solo per imparare, mica per altro...)!!!

Ieri sera il nostro mastro cuoco ha voluto essere magnanimo (mai parola fu piú azzeccata) con noi, decidendo all'ultimo minuto la preparazione di "solo" 5 portate, anziché 7.

Inutile dire che alla 3. giá volevo sventolare bandiera bianca, ma é pur vero che ho una reputazione da difendere e che a certe sfide non mi tiro indietro

Anche questa serata é stata all'insegna di piatti provenienti da svariati paesi del mondo.

Uno di quelli che piú ha attirato la mia attenzione, non solo per il gusto ma anche per la relativa velocitá di preparazione, sono stati i filetti di orata adagiati su un letto di gamberi, conditi da una salsa aioli e curry rosso.

Occorrono:
  • 1 Kg. ca di Filetti di Orata
  • Farina per impanare i filetti
  • 1 Limone
  • 1/2 Kg. di Gamberi lessi e giá sgusciati
  • 2 Cipolle Rosse
  • 2 Peperoni Gialli
  • 2-4 Spicchi d'Aglio
  • 1/2 Kg. di Funghi Champignon
  • 100 gr. di Arachidi
  • 1 bicchiere di Panna
  • Brodo Vegetale q.b.
  • 1 bicchierino di Cognac
  • Olio di Arachidi
  • Pasta di Curry Rossa
  • Sale e Pepe
Lavare i peperoni e tagliarli a striscioline. Pulire i funghi con una spazzola e tagliarli a fettine. Tagliare le cipolle a dadini e spremere gli spicchi di aglio fino a ridurli in crema.

In un tegame, con poco olio saltare tutte le verdure a fuoco sostenuto.

Versare il cognac e farlo fiammeggiare (occhio alle sopracciglia!).

Aggiungere le arachidi, i gamberi, la panna ed un goccio di brodo, mescolando il tutto.

Insaporire col sale, pepe e la pasta di curry (occhio che pizzica di brutto!!).

Infarinare i filetti di orata da ambo i lati e friggerli per qualche minuto.

Comporre il piatto versando la salsa aioli coi gamberi e le verdure e completando con i filetti di orata.

Data la massiccia presenza di aglio, sconsiglio di preparare questo piatto in occasioni tipo Capodanno, ove la gente ad una certa ora si bacia ed abbraccia... Capisciammé...



martedì 15 dicembre 2009

Pollo al Masala

Ho voluto provare l'ennesima ricettina indiana. Questa me l'ha data un ex collega, indiano DOC (e quindi non é una delle mie zingarate in cucina!).

L'unica differenza con la ricetta originale, é l'uso piú moderato dell'aglio e del peperoncino. L'uno per via del giorno lavorativo a seguire; l'altro perché quando gli indiani ci si mettono, sanno essere veramente... "focosi"!

Ho usato:
  • 2 cucchiaini di Semi di Papavero bianchi
  • 2 cucchiaini di Anacardi
  • 1 pezzetto (2 cm. ca) di Zenzero fresco
  • 1/2 spicchio di Aglio
  • 1/2 cucchiaino di Cannella in polvere
  • 1/4 cucchiaino di Chiodi di Garofano
  • 1/4 cucchiaino di Cardamomo
  • 1/4 cucchiaino di Curcuma in polvere
  • 1/2 cucchiaino di Peperoncino
  • 1 1/2 cucchiaino di semi di Coriandolo
  • Olio di Semi
  • 1 Cipolla tagliata a dadini
  • 1 barattolo di Pomodori pelati sminuzzati
  • 1/2 cucchiaino di Zucchero
  • 1 bustina di Zafferano (come colorante)
  • 1 tazza di Latte
  • Sale
  • 250 gr di Petto di Pollo tagliato a dadi 2x2
Si comincia col tostare leggermente i semi di papavero e gli anacardi in un padellino antiaderente.

Metterli poi in un mortaio ed aggiungere tutte le spezie. Pestacchiare il tutto a dovere, fino ad ottenere una pasta.

In un tegame, con l'olio di semi ammorbidire a fuoco dolce le cipolle. Aggiungere poi i pomodori sminuzzati, la pasta ottenuta, lo zucchero e lo zafferano sciolto in un goccio d'acqua.

Lasciare cuocere per qualche minuto (neanche piú di tanto) ed aggiungere infine il latte, aggiustando di sale.

In una padella, con un goccio d'olio saltare a fuoco sostenuto i petti di pollo fino a farli indorare. Unirli poi alla salsa. FATTO!

Si possono mangiare cosí o, come ho fatto io, accompagnati da riso lesso.



mercoledì 9 dicembre 2009

I Rognoni Trifolati

Nonostante viva ormai da qualche anno in territorio teutonico, l'imprinting romano non l'ho dimenticato.

Devo dire che in casa molti progressi sono stati fatti in fatto di abbattimento di pregiudizi culinari, ma su certi punti la mia dolce metá é irremovibile!!

Fortuna mia e sua, sono una persona molto accomodante e soprattutto so aspettare (sangue 'taliano tengo!!!). Quando mangiamo insieme accontento i suoi gusti, ma appena si presenta l'occasione di rimanere a casa da sola, mi scateno con quello che piace a me.

Sono riuscita a trovare i rognoni (i reni) di vitello e, approfittando di una cena di lavoro di Ciccio, me li sono spadellati bene bene!!

Non so se la preparazione sia la scoperta dell'acqua calda, ma io l'ho imparata cosí da mia madre e cosí la ripropongo.

Ho usato:
  • 1 Rognone medio
  • Aceto
  • 1 Spicchio di Aglio
  • Sale, Pepe e/o Peperoncino
  • abbondante Prezzemolo
La cottura é molto "faffú". Quello che invece é piuttosto "rognoso", é la preparazione della carne prima della cottura. É forse da questo che i rognoni hanno preso il nome?

Separare i rognoni dal grasso centrale ('na gran rottura, ma tant'é il bene che mi aspetta...) e tagliarli poi a tocchetti.

Metterli a mollo in una ciotola contenente aceto per 15-20 minuti circa, per eliminare l'odore forte che emanano.

In una padella (io per questa operazione uso solo quella di ferro, come mamma m'insegna), con dell'olio evo rosolare l'aglio. Aggiungere poi la carne scolata dall'aceto e farla andare a fuoco sotenuto.

Eliminare la gran parte del liquido che si verrá a formare, aggiustare di sale, pepe e/o peperoncino e portare a cottura, aggiungendo un ulteriore goccio di aceto.

Servire (in questo caso, servito a me) in tavola cospargendo di tanto prezzemolo fresco tritato.

A volte, sono queste le piccole soddisfazioni che mi rendono felice.


venerdì 4 dicembre 2009

Petto d'Anatra con Spezie per Panpepato e Salsa di Mele al Porto

Nel periodo che precede il Natale, é consuetudine qui in Germania preparare i tipici biscottini al panpepato (ne parlava anche Alex qualche tempo fa).

Personalmente non ho mai amato questi biscotti, forse per la presenza di qualche spezia troppo predominante sulle altre.

Beh, poi é successo 'o miracolo: ho comprato la mia rivista di cucina preferita e lí ho trovato la ricetta per realizzare la mistura di spezie da me e di utilizzarla in versione salata.

Sará che la mistura prevedeva altre spezie, sará che io ho tostato un chicchillino di troppo i semi, sará che ormai col mortaio sono diventata una maestra, ma stavolta mi sono baciata le orecchie da sola per l'entusiasmo e conto di usare la polvere ottenuta anche per i famosi biscotti.

Per la mistura di spezie, ho utilizzato:
  • 2 gr. di Pimento
  • 2 gr. di Semi di Coriandolo
  • 2 gr. di Anice Stellato
  • 1 gr. di Semi di Cardamomo
  • 2 gr. di Macis
Tutte queste spezie vanno tostate per qualche minuto in una padellina antiaderente, dopodiché andranno pestacchiate a dovere fino ad ottenere una polvere. Setacciarle attraverso un colino ed aggiungere poi (cosa che io non ho fatto) 2 gr. di zenzero in polvere, 6 gr. di chiodi di garofano in polvere e 20 gr. di cannella in polvere.

Per il petto d'anatra con la salsa, ho usato:
  • 1 Petto d'Anatra da 400 gr. ca.
  • 1 e 1/2 cucchiaio di Spezie per Panpepato (vedi sopra)
  • 3 cucchiai di Miele liquido
  • 400 ml di Brodo (la ricetta originale prevede il fondo d'anatra, che qui si trova giá in barattolo)
  • 2 Cipolle
  • 1 Mela
  • 200 ml di Porto
  • 1 cucchiaino di Fecola o di Maizena
  • Sale, Pepe, Zucchero
  • 2 rametti di Estragone
La pelle del petto d'anatra andrá tagliata a rombi, avendo cura di non intaccare la carne.

Mescolare il miele con le spezie per il panpepato e, con un pennello da cucina, distribuirle sulla carne,  lasciandola marinare per un'ora circa.

Portare ad ebollizione il brodo (od il fondo) e farlo ridurre della metá.

Sbucciare le cipolle e le mele. Privare queste ultime del torsolo a ridurre il tutto a dadini.

In una padella, rosolare a fuoco sostenuto la carne dal lato della pelle per 3 minuti circa (non serve aggiungere grassi, dato che l'anatra ne ha di suo). Rivoltarla e cuocerla per altri 2. Metterla in una teglia ed infornarla a forno preriscaldato a 140° per circa 10-15 minuti.

Nella padella dove é stata rosolata la carne, eliminare l'eventuale grasso in eccesso ed usarla per stufare le cipolle con le mele. Aggiungere il porto, il brodo e portare a cottura, facendo ridurre ulteriormente la salsa della metá.

Aggiungere un pizzico di zucchero, regolare di sale e pepe e legarla con la maizena o la fecola disciolta in un poco di acqua fredda.

Separare le foglie di estragone dai rametti, tagliuzzarle grossolanamente ed aggiungerle alla salsa.

Dopo aver sfornato la carne, lasciarla riposare 2-3 minuti prima di tagliarla a fette e servirla con la salsa.

Tutto 'sto pappié di roba, é molto piú a dirsi che non a farsi. Lo garantisce una che di solito si mette ai fornelli quando gli altri giá cominciano a mangiare...



mercoledì 2 dicembre 2009

Bistecche di Cavallo con Fagioli Neri al Curry Rosso e Rösti di Verdure

Di nuovo alle prese con un nuovo corso di cucina!

Stavolta era incentrato sul menu di Natale. Il menu era tuttavia alquanto improbabile, visto che le portate provenivano da diversi paesi del mondo e che, con la nostra tradizione culinaria non avevano molto a che fare.

Sta di fatto che comunque come al solito, mi sono fatta delle belle risate e, cosa da non sottovalutare, anche una bella mangiata. Siamo nati per soffrire? E allora soffriamo come si deve!!

Una delle portate, é un piatto proveniente da Trinidad e Tobago (appunto), sicuramente riveduto e corretto per adeguarsi ai nostri gusti.

L'ho realizzato, usando i seguenti ingredienti:
  • 600 gr. di Bistecche di Cavallo
  • 200 gr. di Funghi Cardoncelli
  • 1 Cipolla
  • 1 Peperoncino
  • 1 cucchiaino di Curry Rosso in Pasta (si trova, credo, nei negozi orientali, oppure si puó fare in casa)
  • 200 ml di Panna da Cucina
  • 200 ml di Brodo Vegetale
  • 1 barattolo di Fagioli Neri
  • 500 gr. di Patate
  • 100 gr. di Carote
  • 100 gr. di Sedano Rapa
  • 100 gr. di Coste di Sedano
  • 2 Uova
  • 2 cucchiai di Farina
  • Sale, Pepe, Paprika in Polvere

Pulire i funghi con un panno e tagliarli a fette.

In una padella, con poco olio imbiondire la cipolla tagliata a dadini. Aggiungere poi i funghi e farli saltare per qualche minuto. Insaporire col peperoncino sminuzzato e la pasta curry (occhio perché é molto piccante. Consiglio di partire con una piccola quantitá ed eggiungerla in base al proprio gusto). Versare poi il brodo, i fagioli e la panna e lasciare addensare la salsa. Aggiustare eventualmente di sale.

Per i rösti, sbucciare le cipolle, mondare le carote, pulire il sedano rapa e privare le coste di sedano dei filamenti.

Con una grattugia, sminuzzare le verdure e riunirle in una ciotola (le coste di sedano basterá tagliuzzarle con un coltello). Unire poi le uova, salare, pepare ed aggiungere la paprika.

Con l'aiuto di un cucchiaio, versare piccole quantitá di composto in una padella e cuocere i rösti da ambo le parti, tenendoli poi in caldo.

Cuocere la carne in base al proprio gusto, comporre il piatto e condire il tutto con la salsa al curry.





venerdì 27 novembre 2009

Coscio d'Anatra brasata al Vino Rosso

Qualche anno fa, la mia dolce metá mi regaló per il compleanno un corso di cucina presso una cuoca professionista (mica un'azzeccagarbugli come me).

Fu proprio quell'occasione che mi portó successivamente ad iscrivermi a svariati siti di ricette online, ad ulteriori corsi di cucina e, last but not the least, a cominciare a scrivere il blog. É il caso di dire che fu veramente una fulminata (o sono fulminata di mio?)!!

Tra le varie ricette della serata, c'era anche quella del coscio d'anatra al vino rosso.

Questa é una ricetta che rispolvero ogni anno in questo periodo, visto che le anatre rientrano nell'alimento principe della stagione.

Ho "epurato" la ricetta originale, perché la signora cuoca c'era andata un tantino pesante coi grassi. Professionista sí, ma anche bella rotondetta!

Occorrono:
  • 2 Cosce d'Anatra private delle piumette
  • Timo (fresco o secco)
  • 2 Cipolle
  • 1 Porro
  • 2 spicchi d'Aglio
  • 2 Patate farinose (circa 150 gr)
  • 1 Carota
  • 200 ml ca. di Vino Rosso
  • 150 ml ca di Brodo
  • 1 cucchiaio di Concentrato di Pomodoro
  • Sale e Pepe
Si comincia distribuendo sulle cosce d'anatra le foglioline di timo e si lasciano poi riposare per 1 ora.

Si tagliano poi tutte le verdure e gli odori e si tengono da parte.

In una pirofila da forno metallica provvista di coperchio (se é pure antiaderente abbiamo fatto BINGO!), si indorano uniformemente e a fuoco vivace le cosce d'anatra (occhio a tenere il coperchio a portata di mano, ché schizzano cummacché). Io non ho aggiunto alcun grasso, visto che la pelle ne ha di suo.

Una volta rosolate, vanno tolte dalla pirofila, messe in un piatto, salate e pepate. Nella pirofila, versare poi le cipolle e l'aglio e farli imbiondire. Aggiungere tutte le altre verdure, insaporire col concentrato di pomodoro, dopodiché versare il vino ed il brodo.

Adagiare le cosce di pollo sul letto di verdure (modello Paolina Borghese sulla chaiselongue), incoperchiare ed infornare in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti. Trascorso questo tempo, abbassare la temperatura a 160° e proseguire la cottura per altri 45 minuti.

Estrarre la carne dalla pirofila e tenerla in caldo nel forno. Frullare la salsa con le verdure (se risultasse troppo densa, si puó allungare con altro brodo o con un goccio di vino rosso), aggiustare di sale e pepe ed usarla per nappare il piatto.

Servire le cosce con la loro salsa e come contorno i cavoli rossi stufati alle mele.

Credo che il resto di salsa avanzata (ne é venuta una bidonata circa), lo utilizzeró come condimento per delle pappardelle, tanto per dirne una.



giovedì 5 novembre 2009

Spezzatino di Cervo al Vino Rosso

La mia giornata ieri é cominciata male, malissimo direi.

Appena svegliata (nel senso che potevo deambulare, ma i motori ancora non erano stati avviati completamente), ho notato una strana chiazza scura sul pavimento. Dopo aver recuperato il minimo di luciditá necessaria per mettere meglio a fuoco, ho notato che la macchia sul pavimento, se ci camminavo sopra, era anche in grado di emettere un rumore ahimé conosciuto: cik/ciak.

Lo sguardo, dapprima smarrito e poi sgomento, ha cominciato a scorrere lungo le finestre e fino al soffitto e constatato che, a seguito di una bella pioggia, é entrata l'acqua in salotto passando dal tetto.

Inutile a questo punto soffermarsi sulla svariata quantitá di Santi piú o meno conosciuti che nel successivo quarto d'ora ho chiamato, loro malgrado, a farmi compagnia.

Si dice che una volta passato il Santo sia finita la festa.

Nel mio caso ho voluto procedere al contrario, visto che avevo bisogno di una coccola pre-invernale che mi desse un buon motivo per farmi piacere una stagione che, quando ci si mette, é veramente puzzona!

Avevo dello spezzatino di cervo (di allevamento, sia ben chiaro!) ed ho pensato che questa fosse la giusta occasione per farmi passare le "paturnie".

Ho usato:
  • 500 gr. di Spezzatino di Cervo
  • 1 Cipolla
  • 2 Carote
  • 2 foglie di Alloro
  • 6 chiodi di Garofano
  • 1 cucchiaio scarso di Bacche di Ginepro
  • 2 cucchiaini di Pepe Nero in grani
  • 250 ml di Vino Rosso
  • Sale e Pepe

Nella pentola a pressione, ho ammorbidito con poco olio evo la cipolla tagliata a pezzettini. Ho aggiunto poi le carote e lasciato cuocere leggermente.

Ho alzato poi il calore e versato la carne, facendola indorare uniformemente. Ho bagnato col vino, versato le spezie, regolato leggermente di sale e pepe ed incoperchiato.

Dal momento del fischio, ho ridotto il calore e lasciato cuocere per 1/2 ora circa.

L'ho poi servito con dei canederli e della marmellata di mirtilli rossi



lunedì 19 ottobre 2009

La Rheinischer Sauerbraten

La rheinischer Sauerbraten non é una parolaccia né tantomeno un'imprecazione da auto appena tamponata.

É invece una specialitá della Renania ed é la versione "acida" del nostro brasato. Acida, perché la carne viene lasciata insaporire da un minimo di 2 ad un massimo di 7 giorni in una marinata a base di aceto, vino rosso ed aromi vari.

La conseguenza primaria di questa lunga permanenza in una soluzione acida, fá sí che le fibre di collagene si sciolgano, rendendo la carne particolarmente morbida. La ricetta originale prevede l'uso di carne equina, ma visto che io originale non sono, ho ripiegato su quella di manzo.

Per farla, occorrono:
  • 750 gr. di Polpa di Manzo
  • 1/4 L di Vino Rosso
  • 1/4 L di Aceto
  • 1/2 L di Acqua
  • 1 foglia di Alloro
  • 5 Bacche di Ginepro
  • Sale
  • 1 cucchiaio ca. di Pepe Nero in grani
  • 3 Chiodi di Garofano
  • 1 Cipolla + 1 Carota sminuzzata
  • 1 cucchiaino di Semi di Senape
  • 1 cucchiaino di Semi di Coriandolo
  • Uvetta Sultanina
  • 2 cucchiai di Caramello bello scuro (per il colore finale della salsa e per il sapore)
  • 1 cucchiaio di Fecola o Maizena o Farina, diluita in un goccio d'acqua

Tutti gli ingredienti, ad eccezione dell'uvetta sultanina e della carne, si versano in un tegame. Si porta leggermente il tutto ad ebollizione, si lascia freddare e si versa sulla carne.

Riporla in frigo, dimenticarsela per qualche giorno ed avere l'accortezza di girarla di tanto in tanto (se la marinata non la ricoprisse completamente).

Trascorsi i 2-3-4-5-6-7 giorni, scolare la carne dalla marinata e rosolarla a fuoco bello vivo con un goccio d'olio evo da tutte le parti. Aggiungere la marinata filtrata (io di solito evito di farlo) e lasciare cuocere a fuoco lento per almeno 1 ora, girando di tanto in tanto.

Poco prima del termine della cottura, aggiungere l'uvetta sultanina e lasciare insaporire.

Togliere la carne dal sugo e lasciarla da parte. Aggiungere al sugo il caramello e la farina e lasciare addensare.

Tagliare la carne a fette e servirla col sugo.

Di solito viene servita con i tipici canederli a base di pane e patate, composta di mele e cavoli rossi stufati con le mele.

Poiché ero stufa di mio, mi sono limitata ai soli canederli :-)

lunedì 12 ottobre 2009

Pollo al Curry

Il week-end trascorso, pioggia qui e pioggia lí, é stato all'insegna del mercato delle mele.

Ne abbiamo approfittato per godere dei fantastici colori autunnali che stanno prepotentemente sostituendo quelli estivi, passeggiando lungo il parco che costeggia casa nostra.

É una sensazione piacevolissima il contrasto tra i caldi colori ambrati delle foglie e l'aria fredda, densa di umiditá, che avvolge i respiri con nuvole di fumo.

É forse questo cambio di stagione che mi rende particolarmente romantica o sono i primi segni del tempo che passa che fa sí che sia piú attenta e ricettiva? Forse sono entrambe le risposte.

Fatto sta che da questa giornata ne siamo usciti con 4 kili di mele, 2 bottiglie di succo di mele, assaggi di torte qui e lí e tanto buon umore.

Ho scoperto che di mele ne esistono circa 170 specie (eeeeeeh? 170?!?), alcune delle quali grandi come ciliegie, mentre altre sembrano meloni. I colori sono svariati, di profumi e sapori poi non ne parliamo.


Tutto 'sto popó di mele, oltra all'acquolina mi hanno ispirato la ricetta per la cena!

Per realizzarla, ho usato:

  • 4 Cosce di Pollo
  • 1 Cipolla
  • 1 Carota
  • 1 Mela Granny Smith (quella verde per capirci!)
  • 1 Cucchiaio di Curry
  • 2 Cucchiaini di Zenzero in Polvere
  • Pepe Bianco
  • 1 tazza di Brodo
  • 1 Cucchiaio scarso Fecola di Patate o Amido di Mais sciolta in poca acqua
  • Succo di un Limone

Dopo aver eliminato le eventuali piumette, ho rosolato il pollo in un tegame bello caldo (non ho aggiunto grassi: le ho messe direttamente dalla parte della pelle), rivoltandolo di tanto in tanto per uniformarne l'indoratura.

Ho aggiunto successivamente la cipolla, la carota e la mela dopo averle preventivamente sminuzzate (la mela l'ho sbucciata), lasciando insaporire.

Ho mescolato il curry, lo zenzero ed il pepe nella tazza di brodo e versato sul pollo, incoperchiando il tutto e lasciando cuocere a fuoco moderato per 30 minuti circa.

A cottura ultimata, ho levato la carne dal tegame e frullato le verdure col sugo formatosi, addensando con la fecola/maizena ed aggiungendo poi il succo di limone.

Ho rimesso il pollo al posto suo (non per molto peró), lasciando che si irrorasse con la salsa e l'ho servito poi con del riso basmati lesso.

Cosa volere di piú?


mercoledì 9 settembre 2009

Pollo con noci Macadamia

Altra ricettina "faffú" e di vaga impronta "famocinese".

É di una velocitá e semplicitá imbarazzante, per cui non mi dilungo troppo.
Servono:
  • 2 Petti di Pollo
  • 2 Cipollotti tagliati a rondelle
  • 1 pezzo di Zenzero sbucciato e sminuzzato
  • 2 cucchiai di Olio di Semi
  • 100 gr. ca di Noci Macadamia
  • 150 gr. ca di Funghi Shiitake
  • Salsa di Soia
  • 2 cucchiaini di Maizena diluita in acqua
  • Olio di Sesamo

In una padella di ferro bella calda, ho saltato i petti di pollo tagliati a dadi.

Una volta indorati, ho aggiunto i cipollotti e lo zenzero, mescolando bene.

Ho aggiunto l'olio di semi e le noci macadamia, lasciando che queste ultime si arrostissero.

Ho sfumato con la salsa di soia e lasciato cuocere a fuoco moderato per qualche minuto, dopodiché ho lasciato che i funghi shiitake raggiungessero l'allegra compagnia.

In chiusura, ho aggiunto la maizena diluita, per consentire alla salsa di addensarsi.

Servito con un giro di olio di sesamo ed una "sparata" di erba cipollina sminuzzata.

That's it!


mercoledì 26 agosto 2009

Carré di Agnello al Forno

In questi giorni, ho latitato dal bloggomondo per evidenti problemi legati alla temperatura atmosferica. Devo anche dire che la mia dolce metá, nonché cavia da laboratorio culinario, é stato letteralmente "rapito" dal suo ufficio, tornando a casa in orari impossibili.

Sará che ormai mi sono abituata a cucinare esclusivamente quando c'é lui per cui, quando non c'é, ridimensiono notevolmente quello che é il mangiare (talvolta regredisco a livello di "donna di Neanderthal", sbocconcellando al volo quello che mi capita sotto mano).

Finalmente ieri, sia il tempo che l'ufficio sono stati clementi!

Ne ho approfittato per gustare finalmente i piaceri della carne (eccheavetecapito?!?!? I piaceri della carne, intesi in senso MANGERECCIO!!!).

Ho fatto il carré di agnello al forno, "arricchito" da una crosticina alla menta, condito con una salsina a base di aceto e contornato da piselli mangiatutto (mangiatutto prima di incontrare me!) saltati in padella con bacon. Al sol pensiero, mi ritorna fame...

Procediamo con ordine. Ho usato:
  • 1 piccolo Carré di Agnello
  • 1 Spicchio d'Aglio (in camicia)
  • 1 bicchiere di Pangrattato
  • 1/2 spicchio d'Aglio tritato
  • 10 foglie di Menta
  • 2 cucchiai di Parmigiano grattugiato
  • 1 Uovo
  • Olio evo
  • Sale e Pepe
  • Senape
  • 1 bicchiere di Aceto di Vino rosso
  • 1 Scalogno
  • 4 rametti di Menta
  • Zucchero (per correggere l'aciditá dell'aceto)
  • 1 pizzico di Dado granulare

Dopo aver "pulito" le ossa con uno spelucchino, ho massaggiato leggermente la carne (pare che si rilassino le fibre), l'ho asciugata con carta da cucina, l'ho salata e arrostita brevemente in una padella rovente con poco olio evo e lo spicchio d'aglio (per cauterizzare le fibre e far sí che i succhi rimanessero "imprigionati" all'interno).

Ho poi infornato la padella (occhio, il manico della mia é termoresistente!) a 190° per 10 minuti circa.

Nel frattempo, ho preparato la crosta: in una ciotola, ho mescolato il pangrattato con l'aglio grattugiato, le foglie di menta sminuzzate, il parmigiano, l'uovo e l'olio. Ho amalgamato il tutto fino ad ottenere quasi una pasta granulosa, ho salato leggermente e lasciato insaporire.

Trascorsi i 10 minuti, ho spalmato la carne con la senape da ambo le parti, ho distribuito il composto di pangrattato e rimesso in forno per altri 10 minuti.

Per la salsa, ho lasciato cuocere lo scalogno sminuzzato ed i rametti di menta nell'aceto, fino a farlo quasi evaporare. Ho aggiunto lo zucchero ed il dado, controllandone il gusto.

Il contorno é stato anch'esso rapidissimo: in una padella ho arrostito uno spicchio d'aglio in un po' di olio. Ho aggiunto i piselli mangiatutto lavati e puliti e li ho fatti saltare. A metá cottura, ho aggiunto il bacon a dadini (ho usato quello light senza traccia di grasso) e proseguito per qualche minuto. Se fossero troppo asciutti, aggiungere un goccio (POCO!) di brodo.

Una volta tolta la carne dal forno, ho tagliato le singole costolette, le ho condite con la salsina all'aceto e portato in tavola con le verdure.

Devo confessare che il contrasto con la salsa all'aceto é una "dritta" datami da un amico, cuoco sul serio (non una bruciategami come me!). Grazie Pippo!

giovedì 30 luglio 2009

Filetto di Maiale al Marsala

Ogni tanto mi prendono degli attacchi di pigrizia esagerati. Lo svolgere qualunque azione, anche la piú banale, mi costa una fatica enorme: mi giro, mi rigiro, mi distraggo, vado poi ritorno, ecc. ecc.

Dovendo tuttavia mantenere un contegno per via della dolce metá, non posso esimermi dal cucinare: se dovessi propinargli ogni volta delle insalate, gli crescerebbe la barbetta e comincerebbe a belare...

Siccome necessitá fa virtú, ecco che mi dó al cibo faffú (fast food). Niente junk-food sia ben chiaro, ma piuttosto qualcosa che mi tolga dai fornelli il piú rapidamente possibile, che sia d'effetto e che non faccia rimpiangere le mancate insalate :-)

Dunque dunque, il mio piatto faffú é un filetto di maiale con salsa al marsala e contorno di verdure.

Veloce veloce, serve:
  • 1/2 Filetto di Maiale tagliato a rotelle piuttosto spesse
  • Bacon a fette (1 per ogni pezzo di carne)
  • Marsala
  • Sale e Pepe
  • 1 Spicchio di Aglio
  • Olio evo
  • 1 Carota tagliata a julienne
  • 1 Peperone verde tagliato a strisce
  • Peperoncino
  • Salsa di Soia

Le fette di filetto le ho avvolte nelle fettine di bacon. Le ho rosolate in una padella antiaderente con una lacrima di olio evo a fuoco vivace da ogni lato e sfumato col marsala. Ho salato, pepato e mantenuto il fuoco alto, cosí da far ridurre il vino ad una salsa densa.

Nel frattempo, in un altro padellino ho rosolato l'aglio nell'olio e aggiunto poi il peperoncino, le carote ed il peperone, facendo cuocere a fuoco alto per qualche minuto. Ho versato la salsa di soia, pepato e solo all'ultimo ho regolato di sale.

Piú veloce di cosí...

mercoledì 20 maggio 2009

Barche di Melanzane al Forno

Oggi sono alle prese con la mia ennesima "zingarata" in cucina.

Essendo questo un periodo ancora non particolarmente caldo (quanto durerá?), ne ho approfittato per giocare ancora una volta col forno.

Uno dei miei ortaggi preferiti é la melanzana. La "morte sua", come si dice a Roma e secondo i miei gusti, é fritta. L'ultima volta che peró mi sono cimentata in questa impresa, ho passato una buona mezza giornata a ripulire la cucina dagli schizzi d'olio sparati a raggiera. Da allora e a malincuore, ho modificato le mie abitudini preferendo preparazioni piú innocue.

L'intrugliata del giorno, quindi, l'ho fatta cosí:
  • 2 Melanzane medie
  • 1 Cipollotto
  • 200 gr. di Carne macinata
  • 1 bicchiere di Vino bianco
  • 1/2 spicchio di Aglio ridotto in pasta (o in polvere: é meno "alitoso")
  • 1 Zucchina tagliata a "julienne"
  • 1/2 cucchiaio di Timo
  • Foglie di Menta sminuzzate
  • Sale e Pepe
  • Olio evo
  • Ricotta stagionata

Le melanzane, dopo averle lavate, le ho tagliate a metá, ne ho inciso la polpa in profonditá, le ho leggermente salate e "sporcate" di olio evo e le ho messe a cuocere in forno riscaldato a 180° per 30 minuti circa.

Nel frattempo in una padella, con dell'olio evo ho imbiondito i cipollotti tagliati a rondelle, ho aggiunto e rosolato la carne, bagnato col vino bianco, lasciato sfumare, salato e pepato. Aggiunto le zucchine e fatte saltare 5 minuti (non troppo, ché essendo "sfrizzolate" si cuociono in un attimo).

A cottura delle melanzane, con un cucchiaio ho estratto la polpa, avendo cura di non rompere la buccia. L'ho sminuzzata e versata nella padella con la carne. Ho aggiunto l'aglio in pasta, il timo, la menta ed amalgamato il tutto.

Con questo popó di roba, ho riempito le melanzane e le ho rimesse in forno per 10 minuti circa.

Guarnito con la ricotta grattugiata, aspettato qualche minuto (il tempo che mi ci é voluto per fare qualche foto accettabile) e pappato.