mercoledì 11 novembre 2009

Il Tomato Relish

Qualche giorno fa, mi sono lasciata abbindolare da un'offerta speciale nel reparto verdure di un supermercato (con me i pubblicitari guadagnano milioni!!).

Fatto sta che sono tornata a casa con una busta piena di pomodori ciliegini, tralasciando i dettagli di cosa contenessero le altre buste.

Belli, bellissimi. E ora che ci faccio?

La soluzione non ha tardato ad arrivare. Tra le migliaia di pagine scritte di libri e riviste che fino ad oggi affollano gli scaffali (e non solo) di casa, ho trovato una ricetta di cui ho sentito spesso parlare, ma della quale inevitabilmente mi mancava qualche ingrediente: il tomato relish.

Il relish é una salsa a base di frutta e/o verdura, agrodolce, piú o meno piccante.

Questa a base di pomodori, é ideale per le carni grigliate o per gli arrosti freddi.

Occorrono:
  • 1 Kg. di Pomodori
  • 3 Mele (500 gr) sbucciate, private del torsolo e sminuzzate
  • 2 Cipolle a dadini
  • 1 cucchiaino di Zenzero fresco sbucciato e sminuzzato
  • 4 spicchi di Aglio (io ne ho usati 2 perché avevo quello cinese a spicchio unico)
  • 1-2 Peperoncini Rossi, tagliati a striscioline
  • 225 gr. di zucchero di Canna
  • 250 ml di Aceto di Mele
  • Sale

Se si usano i pomodori normali, inciderne la buccia con un taglio a croce, tuffarli per 30 secondi in acqua bollente, trasferirli in una ciotola con acqua ghiacciata, eliminarne la buccia, tagliarli a pezzettoni e metterli in un tegame.

Io ho usato i ciliegini, per cui tutto 'sto passaggio me lo sono risparmiato: li ho tagliati in quarti, aggiunto tutti gli altri ingredienti e lasciato cuocere per circa 2 ore e 1/2 a fuoco moderato, mescolando di tanto in tanto.

Poco prima della fine della cottura, mentre si mescola, bisogna fare attenzione: la massa di pomodori, all'apparenza calma e paciosa, non appena viene mescolata, comincia a schizzare come fosse un vulcano in eruzione (e la temperatura é la stessa).

Appena la salsa si sará asciugata, versarla nei barattoli sterilizzati, chiuderli e capovolgerli per qualche minuto per formare il sottovuoto.

Bisognerá avere la pazienza di aspettare un mese prima di utilizzare il relish, per far sí che gli aromi si liberino ed armonizzino tra di loro.

giovedì 5 novembre 2009

Spezzatino di Cervo al Vino Rosso

La mia giornata ieri é cominciata male, malissimo direi.

Appena svegliata (nel senso che potevo deambulare, ma i motori ancora non erano stati avviati completamente), ho notato una strana chiazza scura sul pavimento. Dopo aver recuperato il minimo di luciditá necessaria per mettere meglio a fuoco, ho notato che la macchia sul pavimento, se ci camminavo sopra, era anche in grado di emettere un rumore ahimé conosciuto: cik/ciak.

Lo sguardo, dapprima smarrito e poi sgomento, ha cominciato a scorrere lungo le finestre e fino al soffitto e constatato che, a seguito di una bella pioggia, é entrata l'acqua in salotto passando dal tetto.

Inutile a questo punto soffermarsi sulla svariata quantitá di Santi piú o meno conosciuti che nel successivo quarto d'ora ho chiamato, loro malgrado, a farmi compagnia.

Si dice che una volta passato il Santo sia finita la festa.

Nel mio caso ho voluto procedere al contrario, visto che avevo bisogno di una coccola pre-invernale che mi desse un buon motivo per farmi piacere una stagione che, quando ci si mette, é veramente puzzona!

Avevo dello spezzatino di cervo (di allevamento, sia ben chiaro!) ed ho pensato che questa fosse la giusta occasione per farmi passare le "paturnie".

Ho usato:
  • 500 gr. di Spezzatino di Cervo
  • 1 Cipolla
  • 2 Carote
  • 2 foglie di Alloro
  • 6 chiodi di Garofano
  • 1 cucchiaio scarso di Bacche di Ginepro
  • 2 cucchiaini di Pepe Nero in grani
  • 250 ml di Vino Rosso
  • Sale e Pepe

Nella pentola a pressione, ho ammorbidito con poco olio evo la cipolla tagliata a pezzettini. Ho aggiunto poi le carote e lasciato cuocere leggermente.

Ho alzato poi il calore e versato la carne, facendola indorare uniformemente. Ho bagnato col vino, versato le spezie, regolato leggermente di sale e pepe ed incoperchiato.

Dal momento del fischio, ho ridotto il calore e lasciato cuocere per 1/2 ora circa.

L'ho poi servito con dei canederli e della marmellata di mirtilli rossi



lunedì 2 novembre 2009

Zuppa di Zucca post Halloween

E pure quest'anno Halloween é passato!

Non ho fatto molto, anche perché non ne sono una grande fan.

Ho tuttavia comprato la zucca, perché al pupone di casa piaceva l'idea di poterla intagliare e lasciarla sul balcone con la candelina accesa.

Io, che sono un "córe peloso", accarezzavo piuttosto l'idea della zucca svuotata per appropriarmi del ripieno (non é vero, ero forse piú eccitata io all'idea!!)

Ad ogni modo, una volta che mi sono trovata l'insalatiera piena di zucca, ho voluto provare a cuocerla in modo diverso dal solito, usando delle spezie alternative.

Ho usato:
  • Ripieno della zucca di Halloween (non ho idea di quanto pesasse. Ad ogni modo, un'insalatiera piena) privata dei semi
  • 1 Porro
  • 1 Mela sbucciata, privata del torsolo e tagliata a dadi
  • 1 Anice Stellato (1 stella intera)
  • 1 Stecca di Cannella
  • 1 tazza di Brodo Vegetale
  • Olio evo
  • Latte (per contrastare la densitá della zuppa)

In un tegame con un giro di olio evo, ho ammorbidito il porro lavato e tagliato a rondelle. Ho aggiunto poi la mela e la zucca.

Dopo aver fatto stufare a fuoco basso, a coperchio chiuso e girando di tanto in tanto, ho aggiunto l'anice stellato, la stecca di cannella e la tazza di brodo, portando il tutto a cottura.

Ho eliminato la cannella e l'anice e frullato il tutto col minipimer. Con del latte ho regolato la densitá della zuppa.

Dopo aver lasciato riposare per qualche minuto, ho servito la zuppa senza peró dimenticarmi un bel giro di olio evo.




Un'altra cosa: ho avuto la piacevole sorpresa da Manuela di ricevere un premio ed un meme

Bisogna rispondere a 10 domande e passarlo ad altre 14 persone.

Allora:

  1. In quale animale ti incarneresti? In un leone (per la pigrizia e per l'aggressivitá se vengo attaccata);
  2. Di chi o di che cosa non potresti fare a meno? Della mia famiglia e del mio minipimer;
  3. Cosa apprezzo di piú in una persona? La forza di carattere e l'ottimismo (sono due cose, va bene lo stesso?);
  4. Di che colore preferisci vestirti? Di rosa, ma anche di nero
  5. Definisciti con tre parole: Allegra, bambinona, genialoide (con tutti i pregi ed i difetti connessi)
  6. Un viaggio che vorresti fare o un paese che vorresti visitare: Giappone o Perú? O tutti e due?
  7. Citazione preferita: Passiamo alla domanda successiva?
  8. Cosa ti piacerebbe fare: aprire un negozio di cioccolate;
  9. Se ti dedicassi a quello che fai, cos'altro ti piacerebbe fare? Gestire un Bed & Breakfast;
  10. Qual'é la tua maggiore stravaganza? Posso tenere ferma una penna unendo le scapole (ma posso anche muovere le orecchie, anche separatamente, posso piegare la lingua a metá, posso girare il braccio tenendo ferma la mano, posso...).

A questo punto, vorrei evitare scene del tipo fughe sotto ai tavoli o colpetti di tosse qui e lí, per cui cedo volentieri il meme a chi ha voglia di farlo ed il premio a tutti voi che passate a trovarmi!!

sabato 31 ottobre 2009

Torta alle Pere

Io bloggo, gugolo, leggo, cerco e qualche volta trovo pure.

Cercavo a questo proposito, giá da qualche tempo, una torta alle mele di quelle stile "della mia mamma" e per questo avevo acceso i motori (di ricerca) e cominciato a navigare.

Beh, cerca che ti ricerca, alla fine sono incappata nel blog di Gustosa...Mente e lí sono stata fulminata da lei, la torta alle mele stile "della mia mamma"!!

Leggendo il suo post, sono stata indirizzata ad un altro blog (avevo un po' l'impressione di stare in un ufficio pubblico e di rimbalzare da una parte all'altra. Sicuramente qui mi sono divertita molto di piú!!), il Cavoletto di Bruxelles ed allora ho capito il perché quella torta mi avesse acchiappato al primo sguardo: la ricetta era stata tratta da un giornale del 1956!!

Io sono nata qualche (piú qualcosina, abbondiamo su!) anno dopo, ma ricette come queste mi hanno portato di botto indietro nel tempo e suscitato i ricordi dell'infanzia ove mia madre spesso preparava torte come queste (o il suo mitico ciambellone che non sono mai riuscita ad eguagliare) per la merenda delle 5 (ci potevo rimettere l'ora!).

Volevo prepararla pure io ed in effetti giá avevo fatto la conta degli ingredienti necessari.

Appena arrivata all'ingrediente clou (le mele), ho purtroppo constatato che c'era un gruppetto di pere che cominciava a ballare la macarena (che tradotto, significa che dovevo toglierle di mezzo e alla svelta!)

Io la ricetta ormai l'ho bella che salvata. La torta che ho fatto io, invece, l'ho stravolta un po'.

Gli ingredienti riportati, sono quelli copiati pari pari. Quelle scritto in verde (su sfondo nero, che pretendi?!?), sono le modifiche che ho apportato.

Ho usato:

  • 2 Uova
  • 150 gr. di Zucchero
  • 180 gr. di Farina
  • 7 cl di Latte
  • Buccia di 1/2 Limone
  • 1 cucchiaino di Lievito per Dolci
  • Granella caramellata di Nocciole
  • 4 Mele (3 Pere molto molto, alcune troppo mature)
  • 25 gr. di Burro (io... ho dimenticato di aggiungerlo)

Nella planetaria, ho mescolato le uova con lo zucchero per 10 minuti circa. Ho aggiunto poi la farina, il latte, la buccia di limone ed il lievito.

Nella planetaria, ho mescolato le uova con lo zucchero per 10 minuti circa. Ho aggiunto poi la farina, il latte, la buccia di limone ed il lievito.

Ho amalgamato il tutto, dopodiché ho aggiunto la granella di nocciole e le pere (sia quelle che sono riuscita a tagliare a dadi, sia la purea di quelle che mi si sono "squacquarate nel tentativo di tagliarle).

Con una spatola ho amalgamato delicatamente l'impasto e versato il tutto in uno stampo da plum-cake.

Ho cotto in forno a 170° per un'ora scarsa (fa fede la prova stecchino) e lasciato poi raffreddare su una gratella, dopo averla sfornata.

Devo dire che, dato l'alto tasso di umiditá delle pere, il dolce non ha risentito della mancanza del burro (la prossima volta comunque proveró a farla con e vedró la differenza).

Con una tazza di the fumante, ci sta che é una bellezza!


giovedì 29 ottobre 2009

La Gauffre, per gli amici Wafer Belga alle Mele

Che meraviglia approfittare di qualche giornatina un po' grigia per potersi concedere qualche coccola insieme alla dolce metá e ad un bel thé caldo!

Dopo essermi comprata l'ennesimo "impiccio" per la cucina ed averlo puntualmente "parcheggiato" nell'armadio, mi sono finalmente decisa ad usarlo (anche perché avevo la mia dolce metá alle calcagna che, ogni volta che ci passava davanti, lanciava al "coso" parcheggiato e poi a me uno sguardo bieco).

Ho usato:
  • 150 gr. di Burro a temperatura ambiente
  • 150 gr. di Zucchero
  • 3 Uova
  • 350 gr. di Farina
  • Rhum
  • qualche goccia di Essenza di Vaniglia
  • 1 cucchiaino di Lievito per dolci
  • 1 Mela tagliata a dadini
  • Latte q.b.

Nella planetaria ho sbatazzato il burro fino a renderlo gonfio e spumoso.

Ho unito il resto degli ingredienti fino ad ottenere un composto liscio e piuttosto spesso.

Ho scaldato la waffeliera ed unto leggermente con un po' di burro, versando poi il composto a cucchiaiate e lasciando poi indorare i wafers.

Li ho serviti cospargendoli di zucchero "arricchito" con un pizzico di cannella e sciroppo d'acero (anche il miele, magari riscaldato al microonde, fa la sua porca figura!).

mercoledì 28 ottobre 2009

Gelatina al Vino e Rosmarino

Nel rimettere a posto le fotografie nel computer, mi é caduto l'occhio (ma non si é fatto male, tranquilli!) su una fotografia scattata qualche tempo fa che aveva per me un aria un po' commemorativa.

Perché commemorativa? Perché il rosmarino usato e di cui andavo tanto fiera, con una giornata di freddo é passato... a miglior vita. :-(

La gelatina invece, sta bella lí (anche se non per molto) e me la cucco spalmata sui toast per colazione.

Per farla, ho usato:

  • 2 Kg di Mele Verdi
  • 1 bottiglia da 750 ml di Vino Bianco secco
  • Zucchero (poi spiego piú avanti quanto)
  • 2 cucchiai di foglie di Rosmarino (sono foglie o aghi?)
  • 1 ramo di Rosmarino (per ogni barattolo di gelatina ottenuta)

Le mele verdi le ho lavate, le ho tagliate a pezzettoni (con la buccia ed i semi) e le ho messe in un tegame insieme al vino.

Ho portato a bollore e cotte poi a fuoco lento per circa 1 ora.

Ho versato poi il tutto in un telo a maglie sottili e lasciato gocciolare (SENZA PIÙ TOCCARLO, sennó la gelatina diventerá opaca) in una ciotola per tutta la notte.

Dopo aver misurato la quantitá di liquido ottenuto, ho pesato la stessa quantitá di zucchero (ecco quanto). Ho portato nuovamente il liquido con lo zucchero a bollore, aggiungendo le foglie (?) di rosmarino ed eliminando la schiuma formatasi.

Dopo 10 minuti circa ho eliminato le foglie di rosmarino e versato nei barattoli sterilizzati (nei quali avevo giá messo i rametti interi).

Ho tenuto i barattoli capovolti per 5 minuti circa per formare il sottovuoto e lasciato raffreddare.



Con questa ricetta, partecipo alla raccolta di Martina:

martedì 27 ottobre 2009

Aridaje!!

Stamattina ero partita in tromba con l'intenzione di postare una ricetta e, come di consueto, mi sono fatta un giro di blog per sapere cosa si raccontasse in giro.

Ebbene, si dice in giro che la storia dei plagi si ripete!

Ekkeppalle!!

Ma é possibile che non ci sia niente di meglio da fare per alcune persone che passare le proprie giornate alla ricerca di foto e/o ricette da copiare e divulgare come se fossero le proprie?

Le vittime illustri stavolta sono Lydia e Adriano.

La cosa peggiore stavolta, é che i "ladri" in questione non sono quattro scalzacani qualunque.

C'é di mezzo una rete televisiva a diffusione nazionale, con tanto di trasmissione a tema e conduttrice (anch'essa complice, pare) e che la rete in questione sia bene informata sulle leggi sul copyright (quando si tratta di difendere i propri prodotti, non quando usa quelli degli altri).

C'é una simpatica iniziativa proposta da Rosemarie & Thyme. Per i dettagli, consiglio di leggere il suo post.

I siti che rubano esistono e continueranno ad esistere. Trovo che sia peró importante fare muro contro queste persone che, oltretutto, sfruttano il lavoro gratis di molti di noi per guadagnarci su.

L'idea di guadagnare facile non é male. É il principio di realizzarlo alla spalle degli altri che é fallato!