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domenica 21 dicembre 2014

Tortina blitz al cioccolato e pere


Mi è capitato qualche giorno fa di incappare in un libro di ricette di "mug cakes" e cioè di tortine super veloci da preparare direttamente nelle tazze da the, di caffè o comunque in recipienti monoporzione e da cuocere col forno a microonde.

Che diavoleria, mi sono detta! Soprattutto, con un tenero sorriso, ho pensato ad una persona a me molto cara che col microonde ha un rapporto, come dire, ... burrascoso...

Vero è che, vivendo in un epoca dove tutti andiamo di corsa, dove manca il tempo (almeno a me!) per potersi dedicare con passione alle cose che più ci (mi) piacciono, quest'idea delle mug cakes l'ho trovata geniale.

Le versioni sono sia dolci che salate, per cui si può spaziare da un aperitivo/antipasto ad un contorno/dessert, senza dover passare troppo tempo dietro i fornelli. Fantastico, nel caso di ospiti "last minute"...

Io ho provato una versione dolce e penso che, con qualche piccolo accorgimento, la potrei benissimo adattare al fine cenone natalizio.

Essendo la mia numerosa famiglia composta da due persone, ho adattato le dosi usando:

  • 1 + 1/2 Pera
  • 1 cucchiaio di Zucchero
  • 1 cucchiaio di Succo di Limone
  • Liquore a piacere (io ne ho usato uno alle Albicocche)
  • 30 gr. di Burro
  • 1 Uovo
  • 2 cucchiai di Farina
  • 2 cucchiai di Zucchero
  • 1 cucchiaino di Cacao in Polvere
  • 1/2 Bacca di Vaniglia (i semini)
  • 1/4 di cucchiaino di Lievito in Polvere

Ho sbucciato la pera più la mezza, l'ho tagliate a dadini e, con lo zucchero ed il succo di limone, ne ho fatto una compote.

Nel microonde, ho sciolto brevente il burro. Ho unito, mescolando di volta in volta, tutti gli altri ingredienti e 2/3 della compote di pere.

Ho diviso il composto in due bicchieri di vetro (non lasciarsi ingannare dalla "misera" quantità dell'impasto) e cotti a microonde alla massima potenza per 1 minuto e 40 secondi.

Alla rimanente compote, ho aggiunto un cucchiaio circa di liquore.

Una volta sfornate le "blitz" tortine, le ho decorate con le pere rimaste.

Mai come in questo caso, il detto "ci vuole più a dirsi che a farsi", fu più azzeccato...

domenica 29 gennaio 2012

Le Meringhe

Le meringhe, questo concentrato di aria e zucchero. Per me, sono state un tabú e/e croce per tanto tempo perché:

1. la prima e ultima volta che le ho fatte ho mangiato praticamente delle "frittatine squacquarate" dal colore poco invitante
2. memore del punto 1., ci avevo messo una croce sopra e al diavolo!

Poiché peró per mia indole voglio e devo eliminare gli stessi tabú che mi creo, un giorno non troppo lontano ho deciso di riprovarci.

Stavolta peró mi sono documentata, ho studiato qui e lí, cercato, gugolato, confrontato ricette ed opinioni. Nemmeno mi fossi dovuta cimentare in chissá che. Dovevo peró riuscirci e ci sono riuscita!!

Tra le cose lette, ho scoperto che ci sono due versioni di meringa: alla francese e all'italiana.

Ora mi infilo gli occhialoni da nerd, salgo in cattedra e spiego:

- la meringa alla francese, é quella fatta col metodo a freddo (quello in pratica che, se fatto male, genera le famose frittatine squacquarate del giá citato punto 1.): si montano gli albumi a neve, si aggiunge lo zucchero, si continua a montare e, con un sac à poche, si formano i "ciuffetti" che si cuoceranno al forno

- la meringa all'italiana, invece, é fatta col metodo a caldo: si montano gli albumi a neve e si aggiunge uno sciroppo bollente di acqua e zucchero. Si continua a montare fino al raffreddamento completo e si puó procedere con le eventuali altre preparazioni.

Io ho scelto il metodo all'italiana perché ha il vantaggio di pastorizzare gli albumi e permettere quindi al composto di essere utilizzato anche per mousse a freddo. Capito la finezza?

Ho utilizzato:

  • Chiare d'uovo (non é la quantitá, ma il peso che conta)
  • stessa quantitá di zucchero (ecco svelato l'arcano)
  • 1-2 cucchiai di Acqua
  • qualche goccia di Limone
  • 1 pizzico di Sale
  • Termometro da cucina
Con la planetaria, cominciare a montare gli albumi a velocitá moderata, aggiungendo solo le gocce di limone ed il pizzico di sale (mi infilo nuovamente gli occhialoni e riprendo a spiegare: se si parte a velocitá moderata e non "a manetta", l'aria incorporata negli albumi resta imprigionata e non permette poi al composto di smontarsi).
Mentre la planetaria lavora, mescolare in un pentolino lo zucchero con l'acqua e scaldare fino a raggiungere la temperatura di 120° (Termometro!!). Raggiunta la temperatura, versare lo sciroppo bollente nella planetaria in movimento.

ATTENZIONE: versare il liquido in direzione dei bordi e non delle fruste, sennó vengono le "ragnatele"!!

Aumentare la velocitá e continuare a montare fino al completo raffreddamento della meringa. A questo punto, diventerá talmente soda che sembrerá panna montata. Resistere dall'affondarci le dita é cosa assai ardua!

Rivestire una, ma anche due teglie da forno con un foglio di silicone o con carta da cucina. Rempire un sac à poche col composto e formare sulle teglie tanti ciuffetti (o forme, secondo il gusto).

Mettere la teglia in forno scaldato a 100° (non ventilato), lasciare lo sportello socchiuso (io ci ho messo il manico di un cucchiaio di legno) e dimenticarsi per almeno un'ora, se non 2, che qualcosa "bolle in pentola". Le meringhe si seccheranno belle belle e resteranno bianche pallide.



Poiché di composto me ne é rimasto un po', l'ho coperto, messo in frigo ed utilizzato poi per... per... 

lunedì 15 novembre 2010

Dolce di Natale, il Christstollen

Lo so non é ancora Natale, ma dappertutto si vedono giá le decorazioni, i rami di abete intrecciati con palle dai mille colori. Devo dire che questo scenario non si addice molto al tempo, visto che nonostante siamo a fine Novembre, fa un caldo fuori dal normale.

Volendo peró adeguarmi all'atmosfera, mi sono cimentata nella preparazione di quello che qui in Germania passa come il "compare" (cugino é giá un po' troppo) tedesco del panettone italiano.

La preparazione é molto meno elaborata di quella del panettone ed il tempo di lievitazone é decisamente inferiore.

Ci sono diverse versioni di questo dolce: con i canditi (che a me non piacciono) e l'uvetta, con la frutta secca, col lievito di birra o con quello per dolci, ecc. ecc.

Unico denominatore comune é il burro: di quello purtroppo non se ne puó fare a meno. Non a caso, si chiama anche Butterstollen.

Io ho provato la versione coi pistacchi, il marzapane ed il lievito di birra.

Per realizzarlo, occorrono:
  • 500 gr di Farina
  • 1 dado di Lievito di Birra (42 gr.)
  • 1/8 l di Latte
  • 5 cucchiai di Zucchero
  • 250 gr. di Burro
  • 100 gr di farina di Mandorle
  • 1 pizzico di Sale
  • 1 bustina di Zucchero Vanigliato
  • 1 fialetta di Aroma di Mandorle
  • Buccia grattugiata di 1 Limone
  • 250 gr di Marzapane
  • 80 gr. di Pistacchi
  • Zucchero a Velo
In una ciotola (io ho usato quella del robot da cucina), disporre la farina a fontana. Riscaldare leggermente la metá del latte, aggiungere 2 cucchiai di zucchero e sciogliervi il lievito. Versare il composto al centro della fontana e mescolare unendo parte della farina, fino ad ottenere una poltiglia bella densa. Coprire con un panno e lasciare riposare il lievitino per 15 minuti circa.

Sciogliere 200 gr. di burro ed unirli alla 2. metá del latte. Lasciar raffreddare ed unire la farina di mandorle, 3 cucchiai di zucchero, il sale, lo zucchero vanigliato, l'aroma di mandorle e la buccia di limone grattugiata.

Versare il tutto nella ciotola e, inserendo il gancio per impastare, lavorare l'impasto fino a che tutti gli ingredienti saranno amalgamati uniformemente.

Coprire nuovamente con un panno e lasciare lievitare per 1 ora (io l'ho messo nel forno leggermente riscaldato e poi spento).

Trascorso il tempo, versare l'impasto su un piano di lavoro infarinato (o su un foglio di silicone) e, lavorandolo leggermente, distribire i pistacchi, amalgamando. Stendere con le mani fino ad ottenere un rettangolo. Lavorare il marzapane fino a farlo diventare un salsicciotto ed adagiarlo nel senso della lunghezza sul rettangolo ottenuto. Ripiegare su se stesso, in modo da avvolgere completamente il marzapane.

Trasferire il panetto con tutto il foglio di silicone su una teglia da forno e coprire di nuovo per 30 minuti.

Scaldare il forno a 200° (evitare il ventilato) ed infornare a metá altezza per 50 minuti circa. Trascorsi 10 minuti, ridurre il calore a 175° e proseguire la cottura.

Trascorso il tempo, sfornare il dolce e spennellarlo ancora caldo col rimanente burro fuso. Avvolgerlo in un foglio di alluminio e lasciarlo in pace (non spiluccare, t'ho visto!!!) fino al giorno dopo.

Cospargerlo con zucchero a velo e... HO HO HOOOO!!

Per conservarlo a lungo (a lungo? beato chi ci riesce!), riavvolgerlo nel foglio di alluminio.

giovedì 11 novembre 2010

Tortino alle Mele

Certe volte, anzi troppo spesso, nel fare la spesa dimentico che la nostra numerosissima famiglia é composta da due persone: me e Ciccio.

Mi ritrovo a comprare caterbe di roba che puntualmente vanno poi ad alimentare il congelatore (conoscendomi, l'ho comprato apposta a forma di armadio).

Credo, anzi ne sono certa, di avere ereditato questa strana abitudine da mio nonno: pure lui aveva la mania di "azzeppare" il frigorifero con ogni sorta di cibi. La differenza tra i due peró, sta nel fatto che mentre lui sopravvisse a due guerre e quindi sviluppó col tempo una sorta di autodifesa alla fame patita all'epoca, io mi limito ad accumulare nel caso in cui, non si sa mai... É anche vero che i frigoriferi e le dispense semivuote mi mettono 'na tristezza!!

Tutto ció premesso, per spiegare che l'altra settimana non ho saputo (tra le altre cose) dir di no ad una cassetta di mele che primeggiava sugli scaffali di un supermercato.

Avevo a disposizione (naturalmente!) un rotolo di pasta sfoglia, un tempo da lupi e tante tante mele. "Combinazione perfetta!" mi sono detta e quindi...

Ho usato:
  • 1 Rotolo di Pasta Sfoglia
  • 4 Mele
  • 1 noce di Burro
  • 1 cucchiaio di Zucchero di Canna
  • 2, ma anche 3 cucchiai di Amarettini
  • Cannella in polvere (io ne ho usata a gogó, ma degustibus)
Tanto per cominciare, ho acceso il forno a 200°.

Gli amarettini e la cannella, li ho messi nella moulinette e tritati fini.

Ho sbucciato le mele, private dei torsoli, tagliate a pezzetti e messe ad ammorbidire in un tegame insieme al burro e allo zucchero di canna.

La pasta sfoglia, dopo averla stesa, l'ho tagliata a misura di due pirofile da forno (mono/bi-porzione) e ne ho rivestito il fondo. Non essendo le forme di silicone, le ho prima leggermente imburrate.

Ho aggiunto alle mele gli amaretti tritati con la cannella, ho amalgamato il tutto e versato poi il composto nelle pirofile.

Infornato per 30 minuti circa e... Buon Natale (l'ho giá detto che c'é un tempo da lupi?)!!


lunedì 8 febbraio 2010

Muffin al Cioccolato mascherati da Arlecchino

Ebbene sí, é finalmente arrivato il tempo di festeggiare il Carnevale!!

Fa sempre freddo, ma almeno ora ci si distrae pensando a come mascherarsi, a come truccarsi e, soprattutto, a cosa mangiare (lo so, siamo nati per soffrire...).

In attesa di conciarmi per le Feste (é il caso di dirlo), ho pensato per l'occasione di mascherare da Arlecchino i muffins per la prima colazione.

La ricetta mi é stata data dal mio amico Marco, mentre al trucco e parrucco ci ho pensato io .

Ho usato:
  • 250 gr di Farina
  • 125 gr. di Zucchero
  • 2 cucchiai di Cacao Amaro. Ma facciamo 3!!
  • 1 bustina di Lievito
  • 250 ml di Latte
  • 1 Uovo
  • 90 ml di Olio di Semi
  • Tante Pastiglie colorate al cioccolato
Mescolare all'inizio gli ingredienti secchi, avendo cura di setacciare il cacao ed il lievito attraverso un colino.

Unire poi quelli liquidi. Aggiungere le pastiglie al cioccolato, avendo cura di mescolarle dall'alto verso il basso per evitare che affondino.

Versare negli stampini pre-imburrati ed infarinati (o direttamente in quelli di silicone) e "decorare" con qualche pastiglietta qua e lá.

Infornare a forno giá caldo a 180° per 20-30 minuti circa (prova stecchino!!) ed aspettare che si raffreddino prima di toglierli dagli stampini.

Che dire? Non posso parlare con la bocca piena...

mercoledì 13 gennaio 2010

Fudge di Cioccolato alle Pere

Era da tanto (troppo, troppo!!) tempo che non mi dedicavo piú alla cioccolata ed ai suoi derivati.

Ho trovato questa ricetta su una rivista ed é stata una fulminata a prima vista!

Il fudge (cito Wikipedia), é un tipo di dolce (zozzissimoooo!!! Ma questo é un commento mio) a base di caramello, latte, burro e panna (ideale per la dieta...), di cui ne esistono diverse varianti. Quella al cioccolato é una delle tante ed é quella che ho scelto io.

Qui serve il termometro, perché il raggiungimento di una data temperatura determina la riuscita del dolce.

La ricetta originale prevedeva una banana molto matura, ma quando la mia dolce (dolcissima, tessóro!!) metá ha visto la banana moooolto matura, ha pensato bene di darla in pasto ai fiori, pensando che l'avessi dimenticata in cucina... Ho usato in alternativa, una pera.

Per realizzarlo, serve:
  • 80 gr. di Pere mature (molto mature)
  • 1 cucchiaio di Miele
  • 280 gr. di Zucchero
  • 100 ml di Panna
  • 100 gr. di Cioccolato al Latte
  • 20 gr. di Burro
  • 1 cucchiaio di Chicchi di Caffé
  • Pirottini di carta
Con una forchetta, sbriciolare ben bene le pere (ecco perché devono essere molto mature. In alternativa, ricorrere al minipimer). Metterle in un tegamino ed unire al miele. A fuoco lento, lasciarle cuocere e, continuando a girare, ridurle ad una mousse.

In un secondo pentolino medio-grande, unire lo zucchero alla panna e lasciarli riposare, senza toccarli, per 15 minuti. Portare poi ad ebollizione, aggiungere il burro e raggiungere la temperatura di 115° (ecco il perché del termometro). Prestare attenzione, perché durante l'ebollizione lo sciroppo di zucchero tenderá a crescere oltremodo.

Togliere il tegame da fuoco, aggiungere il cioccolato tagliato a pezzi, amalgamare bene e lasciare raffreddare per 15 minuti.

Unire a questo punto la mousse di pere ed amalgamare con delicatezza, fino a che la massa comincerá ad ispessirsi.

Con un cucchiaio versarla nei pirottini, decorarla coi chicchi di caffé pestacchiati a dovere e lasciare indurire per una notte almeno.

Se trascorso questo tempo i fudge dovessero rimanere ancora troppo morbidi, prolungarne il riposo (sempre che si riesca a resistere).



venerdì 11 dicembre 2009

La Torta Sacher

Ci ho pensato su qualche giorno se postare o meno questa autentica botta di calorie, ma visto che la temperatura é finalmente calata e per il fine settimana é prevista qui da noi addirittura la neve, perché no?

Ricordo di averla fatta per la prima volta diverso tempo fa, ma mi si depositó sullo stomaco come una zavorra piombata (forse perché la sbranai? Mi avvalgo della facoltá di non rispondere!).

Questa l'ho sfornata durante l'ennesimo corso di cucina (finché dura...) .

Se si esclude il piccolo "incidente" che mi ha costretto a rifare la copertura finale, costringendomi - non volevo, mi hanno forzato!!!! - a portare a casa un intero barattolo di cioccolato semi-solido spalmabile ('na goduria, altro che sofferenza!!), la torta é venuta proprio... zozza!!

Per farla, ho usato:
  • 120 gr di Cioccolato Fondente
  • 100 gr di Burro
  • 100 gr di Zucchero in Polvere
  • 5 Rossi d'Uovo
  • 4 Chiare d'Uovo
  • 1/2 stecca di Vaniglia (i Semi)
  • 50 gr di Farina
  • 120 gr. di Mandorle tritate
  • 200 gr di Marmellata di Albicocche
Per la copertura:
  • 100 gr di Cioccolato Fondente
  • 300 gr di Zucchero
  • 60 gr di Cacao in Polvere
  • 1/8 L di Acqua
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e tenerlo in caldo.

In una ciotola, lavorare energicamente il burro con i rossi d'uovo ed 1/3 dello zucchero in polvere. Aggiungere poi i semini della vaniglia ed il cioccolato fuso tenuto in caldo.

Montare a neve ferma gli albumi ed aggiungere il restante zucchero, unendo poi delicatamente al composto di cioccolato con movimenti dal basso verso l'alto. Aggiungere la farina setacciata e le mandorle, amalgamando il tutto.

Versare l'impasto in una teglia di 22 cm di diametro precedentemente imburrata e ricoperta di farina o pangrattato (o una di silicone, omettendo il resto) e cuocere in forno precedentemente riscaldato a 180°, scomparto centrale, per 40-50 minuti circa. Fare la prova stecchino e lasciare poi raffreddare.

Per la copertura, spezzettare il cioccolato, mescolarlo con gli altri ingredienti e farlo sciogliere a fuoco dolce, sempre mescolando. Sará pronta, non appena si verranno a formare dei "nastri" sulla superficie.

Versare la copertura in una ciotola e, con un cucchiaio di legno, continuare a mescolarla fino a farla diventare una massa lucida ma semiliquida.

Riprendere la torta, tagliarla a metá, spalmare la parte inferiore con la marmellata di albicocche e ricomporre il dolce.

La marmellata che resta, allungarla con un goccio di acqua e farla bollire qualche minuto, passarla attraverso un colino ed usare questo sciroppo per lucidare la torta.

Versare la copertura di cioccolato in modo uniforme (cosa avrei dato per essere io quella torta in quel momento!!!), lasciarla asciugare e finalmente azzannarla come si deve!!



sabato 31 ottobre 2009

Torta alle Pere

Io bloggo, gugolo, leggo, cerco e qualche volta trovo pure.

Cercavo a questo proposito, giá da qualche tempo, una torta alle mele di quelle stile "della mia mamma" e per questo avevo acceso i motori (di ricerca) e cominciato a navigare.

Beh, cerca che ti ricerca, alla fine sono incappata nel blog di Gustosa...Mente e lí sono stata fulminata da lei, la torta alle mele stile "della mia mamma"!!

Leggendo il suo post, sono stata indirizzata ad un altro blog (avevo un po' l'impressione di stare in un ufficio pubblico e di rimbalzare da una parte all'altra. Sicuramente qui mi sono divertita molto di piú!!), il Cavoletto di Bruxelles ed allora ho capito il perché quella torta mi avesse acchiappato al primo sguardo: la ricetta era stata tratta da un giornale del 1956!!

Io sono nata qualche (piú qualcosina, abbondiamo su!) anno dopo, ma ricette come queste mi hanno portato di botto indietro nel tempo e suscitato i ricordi dell'infanzia ove mia madre spesso preparava torte come queste (o il suo mitico ciambellone che non sono mai riuscita ad eguagliare) per la merenda delle 5 (ci potevo rimettere l'ora!).

Volevo prepararla pure io ed in effetti giá avevo fatto la conta degli ingredienti necessari.

Appena arrivata all'ingrediente clou (le mele), ho purtroppo constatato che c'era un gruppetto di pere che cominciava a ballare la macarena (che tradotto, significa che dovevo toglierle di mezzo e alla svelta!)

Io la ricetta ormai l'ho bella che salvata. La torta che ho fatto io, invece, l'ho stravolta un po'.

Gli ingredienti riportati, sono quelli copiati pari pari. Quelle scritto in verde (su sfondo nero, che pretendi?!?), sono le modifiche che ho apportato.

Ho usato:

  • 2 Uova
  • 150 gr. di Zucchero
  • 180 gr. di Farina
  • 7 cl di Latte
  • Buccia di 1/2 Limone
  • 1 cucchiaino di Lievito per Dolci
  • Granella caramellata di Nocciole
  • 4 Mele (3 Pere molto molto, alcune troppo mature)
  • 25 gr. di Burro (io... ho dimenticato di aggiungerlo)

Nella planetaria, ho mescolato le uova con lo zucchero per 10 minuti circa. Ho aggiunto poi la farina, il latte, la buccia di limone ed il lievito.

Nella planetaria, ho mescolato le uova con lo zucchero per 10 minuti circa. Ho aggiunto poi la farina, il latte, la buccia di limone ed il lievito.

Ho amalgamato il tutto, dopodiché ho aggiunto la granella di nocciole e le pere (sia quelle che sono riuscita a tagliare a dadi, sia la purea di quelle che mi si sono "squacquarate nel tentativo di tagliarle).

Con una spatola ho amalgamato delicatamente l'impasto e versato il tutto in uno stampo da plum-cake.

Ho cotto in forno a 170° per un'ora scarsa (fa fede la prova stecchino) e lasciato poi raffreddare su una gratella, dopo averla sfornata.

Devo dire che, dato l'alto tasso di umiditá delle pere, il dolce non ha risentito della mancanza del burro (la prossima volta comunque proveró a farla con e vedró la differenza).

Con una tazza di the fumante, ci sta che é una bellezza!


venerdì 10 luglio 2009

Uozzamerica...

Vedo qui e lí che vengono pubblicate diverse ricette sulle cheese cake. Approfittando di un raro momento di luciditá del mio pc, mi sbrigo a postare la mia versione.

Qualche giorno fa, nel fare la spesa ho trovato un tipo di formaggio chiamato "Schichtkäse" (letteralmente "formaggio a strati") il quale, narrava la confezione, si prestava per le preparazioni al forno.

Essendo io curiosa come una scimmia e non avendolo mai visto prima, l'ho voluto provare.

Cosa dire di lui? La consistenza é quasi granulosa (un po' piú "spessa" della ricotta), mentre il gusto é leggeremene acidulo. Il contenuto di grassi é ridotto rispetto a quello della Philadelphia - 20% - e questo ne fa di lui un buon candidato per le prossime zingarate in cucina, sia dolci che salate.

Per la cheese cake, ho usato:
  • 25 Biscotti (i classici frollini per la prima colazione)
  • 50 gr. di Burro
  • 1/2 cucchiaino di Cannella in polvere
  • 1 cucchiaio di Miele
  • Sale
  • 500 gr. di Schichtkäse o ricotta o Philadelphia o icché vi pare
  • 250 gr. di Yoghurt
  • 160 gr. di Zucchero
  • 3 Uova
  • 1 Limone (solo la scorza grattugiata)
  • 1/2 fialetta di aroma alla Vaniglia

Col minipimer ho frantumato i biscotti, ho unito il burro, la cannella, il miele, un pizzico di sale e continuato a mescolare fino a che ho ottenuto una pasta granulosa.

Versato la base in un anello da dolci di 22 cm circa appoggiato su un telo di silicone, livellato e messo in forno a 180° per 5 minuti circa.

Nel frattempo, in una ciotola ho mescolato il formaggio con lo yoghurt, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone, la vaniglia e le uova una ad una.

Una volta ottenuta una crema liscia, l'ho versata sulla base ormai fredda e rimessa in forno, sempre a 180° per un'ora circa. Gli ultimi 5 minuti, ho azionato il forno ventilato per accelerare l'indoratura.

A tempo scaduto e ad indoratura avvenuta della torta, l'ho lasciata in forno spento per un'altra ora.

Qui c'é da dire una cosa: durante la cottura, il dolce é cresciuto quasi come fosse un soufflé ed é stata una fortuna che l'anello fosse cosí alto (circa 10 cm.). Fortuna (o sfortuna) che durante la fase di riposo, si sia "ammosciato" e compattato.

Dopo averlo fatto freddare, l'ho messo in frigorifero per un paio di ore e l'ho servito con una salsa ai frutti rossi.

sabato 25 aprile 2009

É arrivata l'amnistia?

Allora pare che oggi e solo fino ad oggi possa uscire dal mio "guscio" e, grazie a quest'iniziativa della Trattoria Muvara, possa deliberatamente scopiazzare la ricetta di qualche blogghista senza rischiare di trovarmi poi davanti la porta di casa un nerboruto signore in doppiopetto nero con cappello Borsalino leggermente inclinato sulla testa e pesanti occhiali scuri che mi aspetta con ghigno beffardo a braccia conserte sul petto...

La vittima designata del mio scopiazzamento é Imma, la quale mi ha fornito (suo malgrado) una ricettina niente male per la realizzazione della torta alla banana.

Se perfino mio marito é riuscito a sostituire nella colazione mattutina il suo adorato "bombolino" al cioccolato, vuol dire che ne vale veramente la pena.

Devo dire che ho leggermente modificato la ricetta originale (ci sará pure l'amnistia, ma ho pur sempre una coscienza!!) e scoperto che, sostituendo il burro con l'olio di semi, ottengo un dolce morbido e leggero leggero.

Ricapitolando, ho usato:

  • 350 gr. di Banane (talmente mature che devono avere la buccia praticamente nera)
  • 245 gr. di Farina
  • 150 gr. di Zucchero
  • 2 Uova
  • 115 gr. di Olio di Semi
  • 200 gr. di Cioccolato Fondente in Scaglie
  • 1 Bicchierino di Rhum (o, per gli "analcolici", una fialetta aromatica)
  • 100 gr. di granella di Nocciole Caramellate
  • 1 bustina di Lievito in Polvere

Preriscaldare il forno a 180°.

Sbucciare le banane e metterle nel recipiente della planetaria dopo averle spezzate grossolanamente. Versare la farina ed azionare la planetaria. Aggiungere uno per volta tutti gli ingredienti ed in ultimo il lievito, preferibilmente facendolo passare attraverso un colino.

Versare l'impasto (piuttosto liquido, ma no panic!) in uno stampo da plum-cake o in stampini individuali da muffin ed infornare per 40 minuti circa.

Prima di sfornare, fare sempre la prova stecchino. Grazie Imma!!

lunedì 6 aprile 2009

Pannacotta con puré di pesche

Questa é una ricetta che ho visto da qualche parte (si dice il peccato, ma non il peccatore).
L'ho peró leggermente modificata non tanto per crearmi un alibi da salutista, quanto per la effettiva mancanza dell'ingrediente chiave a disposizione (che cialtrona!).
Comunque, anche questa volta ho avuto fortuna e realizzato e piuttosto velocemente, un dessert fresco, colorato ed in tema con la (finalmente) stagione primaverile che sempre piú insistentemente bussa alle porte.

Per la realizzazione della Pannacotta con puré di pesche

ho usato:

  • 300 gr. di Pesche sciroppate e sgocciolate (in alternativa, si puó utilizzare qualunque tipo di frutta, anche fresca ed eventualmente arricchita da uno "spritz" di succo di limone)
  • 200 gr. di Panna
  • 50 gr. di Latte scremato
  • 50 gr. di Zucchero
  • 1/2 baccello di Vaniglia
  • 1 foglio (o 4 gr.) di Colla di Pesce
  • 250 gr. di Latticello
  • Pistacchi non salati sgusciati
Col mio adorato Minipimer (mio marito manifesta evidenti segni di gelosia per le mie sempre meno celate dimostrazioni di affetto nei confronti di questo inseparabile elettrodomestico), ho ridotto le pesche a puré e distribuito nelle coppette.

Le ho messe nel freezer per circa 3 ore, affinché si solidificassero ed evitare che si "muovessero" quando avrei successivamente versato la pannacotta (o panna cotta?).

Nel frattempo, ho messo la colla di pesce in una ciotola con dell'acqua fredda e l'ho lasciata ammorbidire.

In un pentolino, ho versato la panna, il latte, lo zucchero ed i semini ricavati dal mezzo baccello di vaniglia (raschiati con la lama di un coltello) e portato quasi a bollore. Ho unito la colla di pesce strizzata dall'acqua in eccesso e, continuando a mescolare, ho lasciato che si sciogliesse completamente.

Una volta spento il fuoco, ho fatto intiepidire il composto di panna ed aggiunto il latticello (avevo paura che, col calore, mi si "coagulasse" dividendo irrimediabilmente il tutto a mo' di Montecchi e Capuleti). Lasciato raffreddare abbastanza ma non troppo ed aggiunto alle pesche.

Messo in frigo a solidificare e guarnito infine con i pistacchi sminuzzati (indovina un po' con che?).

domenica 10 febbraio 2008

Ci sono riuscitaaaaaaa!!!!!

Dico: Ma ti sei impazzita?
Rispondo: Mhhmm, direi di no
Dico: E allora?
Rispondo: Beh, mi é riuscito!
Dico: Ma riuscito che?
Rispondo: Il ciambelloooooneeeee!
Dico: E che, é questo il modo di strombazzarlo per tutta casa? I vicini penseranno che hai vinto il lotto e vorranno subito diventare tutti amici tuoi!
Rispondo: E che vengano pure, cosí lo vedranno pure loro che sono riuscita a fare il ciambellone!
Dico: Per me, sei tutta scema!
Rispondo: Per me pure, peró rimane il fatto che mi é riuscito!
Dico: E come sarebbe venuta l'idea di fare 'sto benedetto ciambellone?
Rispondo: Beh oggi é domenica, il marito lavora al pc e GUAI se lo disturbo!
Mi sono messa a scartabellare appunti letti e copiati qua e lá e tra le tante "cianfrusaglie", ho ritrovato il meme del ciambellone cui avevano partecipato un po' di spentolatrici impavide.
Mema che tirimema, alla fine ho optato per la ricetta di Ady.
Il ciambellone é per me un ritorno all'infanzia, é uno di quei dolci che mi fanno pensare alle pubblicitá di altri tempi.
Mia madre, tanto per dirne una, mai abituatasi ad usare lo sbattitore elettrico, usava tenere ferma tra le ginocchia la ciotola e con un cucchiaio di legno, amalgamava energicamente i vari ingredienti.
Il rito consisteva poi nel versare il magico impasto nello stampo imburrato ed infarinato e nel dare a me la ciotola con il cucchiaio di legno, affinché ripulissi ben bene i residui (che scene: nel ciambellone bicolore, mi venivano fuori certi baffi neri, che sembravo un generale in pensione!).
Ho provato nel corso del tempo, a rifare questo dolce. La maggior parte delle volte peró, mi é venuto fuori un biscotto a forma di salsiccia circolare...
Poiché la voglia di farlo mi é sempre rimasta, ecco qui che ho preso il coraggio a due mani, ho cambiato forno (tradizionale e non piú ventilato) e cambiato stampo (silicone e non alluminio). Morale della favola, per misurare quanto alto mi sia venuto, ho dovuto mettere i tacchi al dito...