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mercoledì 28 ottobre 2009

Gelatina al Vino e Rosmarino

Nel rimettere a posto le fotografie nel computer, mi é caduto l'occhio (ma non si é fatto male, tranquilli!) su una fotografia scattata qualche tempo fa che aveva per me un aria un po' commemorativa.

Perché commemorativa? Perché il rosmarino usato e di cui andavo tanto fiera, con una giornata di freddo é passato... a miglior vita. :-(

La gelatina invece, sta bella lí (anche se non per molto) e me la cucco spalmata sui toast per colazione.

Per farla, ho usato:

  • 2 Kg di Mele Verdi
  • 1 bottiglia da 750 ml di Vino Bianco secco
  • Zucchero (poi spiego piú avanti quanto)
  • 2 cucchiai di foglie di Rosmarino (sono foglie o aghi?)
  • 1 ramo di Rosmarino (per ogni barattolo di gelatina ottenuta)

Le mele verdi le ho lavate, le ho tagliate a pezzettoni (con la buccia ed i semi) e le ho messe in un tegame insieme al vino.

Ho portato a bollore e cotte poi a fuoco lento per circa 1 ora.

Ho versato poi il tutto in un telo a maglie sottili e lasciato gocciolare (SENZA PIÙ TOCCARLO, sennó la gelatina diventerá opaca) in una ciotola per tutta la notte.

Dopo aver misurato la quantitá di liquido ottenuto, ho pesato la stessa quantitá di zucchero (ecco quanto). Ho portato nuovamente il liquido con lo zucchero a bollore, aggiungendo le foglie (?) di rosmarino ed eliminando la schiuma formatasi.

Dopo 10 minuti circa ho eliminato le foglie di rosmarino e versato nei barattoli sterilizzati (nei quali avevo giá messo i rametti interi).

Ho tenuto i barattoli capovolti per 5 minuti circa per formare il sottovuoto e lasciato raffreddare.



Con questa ricetta, partecipo alla raccolta di Martina:

giovedì 3 settembre 2009

Marmellata al Ribes, Pesche e Menta

Comincio ringraziando Betty e Gatadaplar per avermi dato questo premio.

L'ho gradito molto anche perché, per certi versi, credo veramente di fare delle magie in cucina (piú che altro, applico il principio del fine che giustifica i mezzi e questo spiega molte cose).

Non sono molto brava a ridistribuire i premi ricevuti, per cui lo dedico a tutti voi. Ritengo sia giusto cosí, perché in ogni blog c'é della magia e qualcosa che lo rende speciale ed unico!

Ora veniamo al post del giorno. Ieri ho letto la ricetta di Alex ed é stata per me come un'illuminazione. Perché? Perché tanto per cambiare, avevo ... ehm ... delle "eccedenze" di frutta in frigorifero che si avviava lentamente ad... illuminarsi d'immenso.

Continuo imperterrita a comprare frutta con la speranza e l'illusione di consumarla quando é ancora bella fresca. Puntualmente, passano i giorni e la frutta resta lí ignorata, in attesa di diventare cibo per i miei fiori (almeno qualcuno se la mangia).

Stavolta peró, i fiori sono rimasti all'asciutto ed ho fatto una bella marmellata, usando:

  • 500 gr. ca di Ribes
  • 150 gr. ca di Pesche
  • 150 gr. ca. di Peschenoci
  • 1 pezzetto di Zenzero fresco grattugiato
  • 400 gr. di Zucchero per marmellate 2:1
  • Succo di Limone o Acido Citrico
  • 10 foglie di Menta fresca

Dopo aver lavato la frutta, ho sgranato i ribes, tagliato le pesche a dadini e messo tutto in un tegame con lo zucchero, lo zenzero e l'acido citrico.

Ho portato ad ebollizione, dopodiché ho aggiunto la menta lavata e tagliata a strisce.

Dopo aver eliminato la schiuma, ho invasato la marmellata in un barattolo sterilizzato, l'ho chiuso e capovolto per formare il sottovuoto.

Ho preso due piccioni con una fava: mi sono liberata della frutta in eccesso e fatto posto in frigorifero

mercoledì 1 luglio 2009

Cronaca di un "crimine" alla Fantozzi

Vista cosí, sembra di essere sulla scena del crimine di CSI Kronberg (tanto per farla un po' piú "de noantri").

In realtá, questo é quello che rimane di una giornata passata a raccogliere ciliegie lungo la strada che ci porta verso casa.

Non so chi di voi ricorda la canzoncina della Bella Tartaruga la cui morale era: chi corre si perde il meglio della vita.

Per restare in tema tartarugoso dunque, la strada dei ciliegi l'ho sempre percorsa in macchina e non ho mai fatto caso a quanti alberi ci fossero a bordo strada, né soprattutto a quanto fossero carichi di frutti.

Approfittando di una passeggiata serale e armata di busta, marito e buona volontá, ci siamo dati alla raccolta selvaggia di ciliegie.

Il bottino é stato piuttosto grassoccio, per cui ho deciso di destinarne una parte per farci la marmellata che mi avrebbe allietato nei mesi invernali. Perché parlo al condizionale? Perché la procedura per realizzare la marmellata é andata come da programma: snocciolate una per una (una mangiata e una messa da parte), pesate ed aggiunto lo zucchero 2:1 (1 parte di frutta e metá di zucchero), cotto leggermente, schiumato e messo nel barattolone sterile.

Fino a qui, niente di strano. Il bello (si fa per dire) é arrivato quando ho dovuto girare il barattolo per far sí che si creasse il sottovuoto: é letteralmente esploso, "sparando" a raggiera il suo contenuto.

Non so se si possa immaginare cosa succede quando un futto a bacca rossa con zucchero gelificante a presa rapida incontra una cucina le cui piastrelle e relative fughe sono bianche...

Io non ho avuto la fortuna di immaginarlo, ma la grande sfiga di constatarlo :-(

Tra un "moccolo" e l'altro, non mi é rimasto altro che ciucciare la carta da cucina usata per togliere il grosso dello sfacelo.
Ora manco a dirlo, non solo torno a riprendere la macchina, ma appena ripasso davanti agli alberi melliflui, accelero e cosí mi passa la tentazione.

venerdì 19 giugno 2009

La pseudo Nutella

Il bello dei blogs di cucina in generale, é che si ha la possibilitá di imparare tante ricette e/o di scambiarne altrettante. Per non parlare poi dei vari motori di ricerca che permettono di trovare in un battibaleno qualunque desiderio godereccio-alimentare.

In uno dei miei attacchi di cucina fai-da-te, mi sono data alla ricerca della ricetta della Nutella. Sapevo fin dall'inizio che l'esito sarebbe stato negativo: credo che la ricerca della ricetta della Nutella e quella del Santo Graal vadano di pari passo, ma nessuna dei due ha dato finora risultati concreti.

Fatto sta che comunque in rete ho trovato una cosa che ci si avvicina molto come consistenza e che, anche se con la Nutella non ha molto in comune, é comunque bonazza (nel senso del gusto) e gradevole da spalmare.

I francesi la definirebbero una "crème à tartiner" ed il significato ci sta tutto.

Occorrono:
  • 45 gr. di Nocciole tostate e spellate
  • 30 gr. di Cacao
  • 30 gr. di Cioccolato Bianco
  • 350 ml di Latte
  • 65 gr. di Zucchero

Le nocciole tostate si mettono in un frullatore insieme ad un cucchiaio di zucchero. Si aziona e si lascia in movimento fino a che le nocciole non si polverizzano ed amalgamano allo zucchero in una pasta compatta (grazie alla fuoriuscita dell'olio naturale).

Si mescolano in un recipiente 2 cucchiaini di zucchero, il cacao e 50 ml. di latte, dopodiché si unisce la pasta di nocciole. Si aggiungono successivamente ulteriori 50 ml di latte e si amalgama il tutto.

In un tegame si versano il latte e lo zucchero rimasti ed il cioccolato bianco e si mescola a fuoco moderato. Una volta sciolto il cioccolato, si unisce la miscela di cacao e nocciole e si continua a mescolare per 40 minuti (ebbene sí, dopo il ginocchio della lavandaia ed il gomito del tennista, esiste anche il polso della cochetta golosa), fino al rassodamento della crema.

Trascorso il tempo, si versa in un barattolo pulito e si lascia raffreddare scoperchiato. Si conserva in frigo per una settimana circa (sempre che ci arrivi!).

Io l'ho spalmato su pane bianco fatto seguendo la ricetta della MdP, "arricchito" da mandorle tostate.

Gelatina di Uvaspina con Menta

In questo periodo, sono costretta ad una latitanza coatta non perché abbia deciso di darmi alla macchia, quanto per il fatto che il pc fa le bizze. Per sopperire a tale mancanza, devo utilizzarne uno "a pedali" (tanto per rendere l'idea di come stia combinata). Sto seriamente prendendo in considerazione l'idea di comprarne uno nuovo, magari alle mele verdi e non alle pere cotte come questo!

Tutto ció peró non mi esime dal continuare a spignattare, assaggiare, provare e fotografare. Oggi che il mio computer riesce a reggere, ne approfitto per postare veloce veloce.

Questo é l'inizio della stagione per l'uvaspina ed essendo un frutto che mi piace da morire, ne ho fatto una gelatina, arricchita da menta fresca.

Non so se sia per il cambio di aria o perché con le mie piante ci parlo tutti i giorni, ma sta di fatto che ultimamente assisto ad una specie di mutazione genetica tale per cui mi sembra di essere Gulliver nel paese di Brobdingnag. Certo, un gigante non lo sono mai stata, ma mi pare che crescano un po' troppo...



A parte questa piccola divagazione sul tema, dicevo di aver fatto la gelatina: di una facilitá mostruosa e di una buonezza buonosa (vige sempre e comunque il detto "Ogni scarrafone é bello a mamma sua", sia ben chiaro).

Ho usato:
  • 500 gr. di Uvaspina
  • 50 gr. di Zucchero Semolato
  • 125 gr. di Zucchero per Marmellate 2:1 (cioé per un tot di frutta, l'esatta metá in peso di zucchero. In mancanza, dose doppia di 1:1)
  • succo di Mela (eventuale)
  • un rametto di Menta fresca

In un pentolino, ho messo l'uvaspina lavata e privata dei "ciccetti"alle estremitá. L'ho pestacchiata a dovere e ho aggiunto lo zucchero. Dopo aver portato a bollore e lasciato che uscisse lo sciroppo dai frutti, ho versato il tutto in un telo e fatto scolare (senza piú toccarlo, sennó diventava opaco!!) in un contenitore graduato.

Una volta raccolto tutto il succo (parliamo di un'oretta circa), l'ho versato in un pentolino.

A questo punto c'é da dire una cosa: se il succo raccolto raggiunge i 250 ml, allora si puó continuare con la fase successiva. Se cosí non fosse, si aggiunge tanto succo di mela quanto basta.

Versato il succo nel pentolino, ho aggiunto lo zucchero 2:1 e riportato a bollore, eliminando di volta in volta la schiuma formatasi.

Dal rametto di menta ho staccato le foglie, le ho lavate, sminuzzate ed unite alla gelatina.

Messo tutto in un vasetto di vetro sterilizzato, chiuso il coperchio, capovolto e fatto freddare.

martedì 21 aprile 2009

Marmellata all'Ananas e Pomodoro

Una volta, tanto tempo fa, mi capitó di assaggiare una marmellata dal colore verdastro e dal sapore molto simile al mango.
Ma che bontá, ma che bontá, ma che cos'é questa robina qua mi chiesi all'epoca e la risposta fu: marmellata di pomodori verdi.

Meraviglia delle meraviglie pensai e mi sono sempre ripromessa di poter rifare un giorno questa marmellata dal gusto quantomai ingannevole ed insolito. Piccolo problema: i pomodori verdi non sono mai riuscita a trovarli sul mercato e quelli disponibili erano talmente verdi che non avevano nemmeno avuto il tempo di sviluppare un qualunque aroma o sapore.

Accantonata (ma non abbandonata) l'idea di poter un giorno realizzare questa "chicca", ne ho nel frattempo realizzata un'altra. I pomodori ci sono lo stesso, ma sono rossi e con l'aggiunta dell'ananas.

É facile, veloce e servono:
  • 1 Kg. ca di Pomodori (io ho usato i ciliegini)
  • Ananas in Scatola
  • 1 Limone (il succo)
  • Zucchero gelificante 2:1 (gugolando qua e lá, ho visto che questo tipo é reperibile alla Lidl)

Ho semplicemente tagliato i pomodorini a pezzi (avrei potuto scottarli in acqua e pelarli, ma le bucce dei ciliegini non sono cosí spesse da rivelarsi fastidiose) e messo in un tegame insieme all'ananas scolato tagliato anch'esso a pezzetti e al succo di limone.
Versato il pacchetto di zucchero (2:1 significa che per 2 Kg di frutta, si usa 1 pacchetto di zucchero. Ció rende le marmellate meno stucchevoli dolci e piú povere di zuccheri).
Ho portato dolcemente ad ebollizione mescolando con un cucchiaio di legno e, continuando a far bollire per 15 minuti circa, ho eliminato la schiuma che si é via via venuta a formare.
Ho versato la marmellata nei vasetti precedentemente sterilizzati, chiuso, capovolto e lasciato che si raffreddasse.
I barattoli chiusi, lasciati in un luogo fresco e non illuminato, si conservano anche per un anno (sempre che si riesca a resistere cosí a lungo!).