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sabato 20 settembre 2014

Ketchup alle Fragole e Curry

Quando, navigando negli sconfinati oceani del web, sono incappata in questa ricetta, è stato amore a prima vista: la mia più volte sbandierata passione per l'uso della frutta non solo a fine pasto, mi ha fatto provare questa salsa che si accompagna divinamente a tutto ciò che si possa grigliare, animale e non (e quindi anche formaggi, verdure e, perchè no, patatine fritte).

Essendo le fragole l'ingrediente principale, potrei quasi definirlo un ketchup estivo. Nulla vieta però di sostituirlo con, udite udite, marmellata di albicocche. Sì, ho detto proprio marmellata di albicocche! Ovviamente, in dosi ridotte rispetto alle fragole

Per farla breve, ho usato:


  • 1kg di Fragole
  • Zenzero fresco (30 gr. circa)
  • Olio evo
  • 1 Cipolla
  • 1-2 Peperoncini freschi (se destinato ad un pubblico non adulto o sensibile al piccante, meglio evitare)
  • 80 gr. di concentrato di Pomodoro
  • 100 ml di Aceto di Mele
  • 3 cucchiai di polvere di Curry
  • 1 cucchiaino di Paprika dolce
  • Noce Moscata (un pizzico o poco più)
  • 250 gr. di zucchero per marmellate 2:1 (o, in mancanza, zucchero ed una bustina di pectina come addensante)
  • Sale & Pepe


Togliere il picciolo alle fragole, lavarle velocemente e frullarle. Se piace, frullarle a "singhiozzo", evitando la purea completa.

In un tegame, scaldare l'olio e lasciare ammorbidire per qualce minuto le cipolle, lo zenzero ed il peperoncino.

Aggiungere tutto il resto e, a fiamma media e mescolando di tanto in tanto, fare sobbollire qualche minuto, fino a che la salsa comincia ad addensarsi.
Sterilizzare dei barattoli a chiusura ermetica (io li metto nel microonde per qualche minuto, dopo averli riempiti con un po' d'acqua), dopodichè versarvi la salsa ancora calda. Chiudere, capovolgere, attendere qualche minuto e, nell'attesa, leccare a dovere il cucchiaio di legno... 

P.S.: con la dovuta fantasia, se si trovano i barattoli giusti, è una buona (buonissima!) idea da regalare... 


giovedì 1 maggio 2014

Asparagi con salsa all'arancia

L'arrivo degli asparagi qui in Germania è atteso ed amato quasi come il Superbowl in America, tanto per capirci.

Non appena appaiono le prime "capocchie" verdi o bianche che sia, si scatenano supermercati, ambulanti, mercati all'aperto nel fare a gara a chi ne vende di più. I consumatori, manco a dirlo, fanno a gara a chi ne compra di più e prima degli altri. Insomma, è una corsa all'acquisto come quelle tipiche del 23 dicembre alle 19:30 di sera...

Di varianti su come consumarli ne esistono a migliaia. Io mi sono attenuta alla "quasi" tradizione, lessandoli e servendoli con una salsa all'arancia.

Ho usato:


  • 1 Kg. di Asparagi bianchi
  • 1 noce di Burro
  • 2 cucchiai di Farina
  • 1 Arancia bio
  • 200 gr. Di Mascarpone
  • Sale e Pepe
Gli asparagi, li ho pelati col pelapatate e tagliato le estremità finali legnose. Le bucce ed i "tronchetti", li ho tenuti da parte per la salsa (arriva, arriva).

Gli asparagi, li ho lessati circa 15 minuti in acqua portata ad ebollizione, salata e con aggiunto un cucchiaio di zucchero.

Nel frattempo, in un colapasta ho messo i resti degli asparagi e li ho sciacquati sotto l'acqua corrente. Li ho lessati in circa 1/2 litro di acqua leggermente salata e tenuto da parte il "brodo".

Nel tegame n. 3 (meno male che la cucina di fuochi ne ha 4), a fuoco dolce ho sciolto il burro, unito la farina e lasciato leggermente imbiondire. Ho aggiunto poi, poco per volta, parte del brodo e creato una quasi besciamella.

Ho aggiunto la buccia grattugiata dell'arancia, il suo succo ed il mascarpone. Continuando a mescolare, ho regolato la densità della salsa aggiungendo ulteriore brodo.

Ho regolato di sale e pepe e, ancora calda, l'ho versata in una salsiera e servita con gli asparagi (io nel piatto di portata ci ho aggiunto anche delle patatine novelle lesse e del prosciutto di Praga tagliato "allegramente" spesso).


Beh, che dire? Ho fatto in tempo a portare la salsiera in salvo, sennò mi mangiavano pure quella...




martedì 9 novembre 2010

Timballini di Patate e Spinaci al Forno

Comincio col ringraziare Sonnenblume per avermi consegnato un premio (alla latitanza?):



A questo punto dovrei passarlo ad altri 15 bloggers, ma poiché manco da tanto onestamente non saprei da chi cominciare. Lo passo quindi a tutti e buonanotte!

Detto ció, confesso di esserci cascata di nuovo: piú cerco di tenermi alla larga da negozi che vendono "impiccia-cucine" e piú puntualmente la "vocina suadente" dentro di me, mi dice: "Ma entra, tanto non trovi piú niente che non abbia giá..." ERRORE DI SBAGLIO!!!! Pure stavolta hanno vinto loro ed io, tapina, ho ceduto alla tentazione.

L'impiccio di oggi, in realtá non é proprio nuovo nuovo. O meglio é nuovo di negozio, ma porta egregiamente sulle spalle circa una settantina di primavere.

É nato come cuociuova, ma io le uova non le avevo. Potevo lasciarlo cosí bello bello a guardarmi dallo scaffale? Eh no, carino!! Cosí l'ho messo subito al lavoro.

Ho usato:
  • 1 Kg. di Spinaci freschi
  • 3-4 Patate
  • 1/4 l. di Latte
  • 1 dl ca. di Panna
  • 1 rametto di Rosmarino
  • 3 spicchi di Aglio
  • Formaggio grattugiato (Parmigiano o Emmenthal o icché vi pare)
  • Sale e Pepe
In un tegame (io non ho usato olio, ma é soggettivo), ho fatto asciugare gli spinaci puliti, insieme a due spicchi di aglio schiacciati.

In un altro tegamino, ho portato a bollore il latte insieme all'aglio ed il rosmarino e lasciato insaporire per qualche minuto.

Ho Sbucciato le patate e con una mandolina le ho tagliate a fette di 3 mm. di spessore circa.

Dopo aver eliminato l'aglio ed il rosmarino dal latte, ho aggiunto la panna, salato con moderazione, pepato e mescolato il tutto.

Ho imburrato leggermente gli stampini e li ho foderati con le fette di patate. Ho aggiunto uno strato di spinaci, insaporito col fomaggio grattugiato e ripetuto il procedimento fino ad esaurimento degli ingredienti.

Ho versato il miscuglio di latte e panna negli stampini riempiendoli fino a metá circa ed infornati per 35 minuti circa in forno preriscaldato a 190° o fino a che le patate non siano risultate belle dorate.

Ho lasciato riposare qualche minuto prima di servire (anche perché sarebbe stato impossibile mangiarli prima).

E pure 'st'impiccio l'abbiamo "battezzato"!!

venerdì 26 marzo 2010

♫♫Viva lla Pappappappa col Popopopopopopomodorooooo...♫♫

Eh si, la pappa col pomodoro é una di quelle zuppe che lasciano il segno.

É di una facilitá disarmante, di un gusto strepitoso e di calorie... lasciamo perdere!

Avendo ultimamente poco tempo a disposizione (che si é notato?), devo ingegnarmi per riuscire a mangiare in orari normali e senza dovermi "abbassare" a scongelare piatti pronti last minute.

Poiché avevo a disposizione una baguette che era diventata talmente dura da poter essere utilizzata come manganello, ho preferito farle fare una fine piú gloriosa.

Con le dosi sono andata molto ad occhio. Il risultato é che ho ottenuto una "cofana" di zuppa, capace di sfamare un reggimento...

Il fine ha comunque giustificato i mezzi.

Ho usato:
  • 2 Spicchi di Aglio
  • 1 Baguette rafferma
  • 1/2 l ca di Brodo
  • 1 Kg. di pomodori
  • Passata di Pomodoro
  • Basilico Fresco (tanto!)
  • Sale e Pepe
  • Parmigiano grattugiato
In un tegame, con dell'olio evo ho rosolato a fuoco dolce gli spicchi di aglio tagliati a rondelle sottili.

Ho aggiunto poi il pane tagliato grossolanamente (praticamente mi si é sbriciolato sotto la lama del coltello) ed il brodo precedentemente riscaldato.

I pomodori li ho tagliati a pezzettoni ed uniti al resto, facendo cuocere il tutto per circa 1/2 ora e comunque fino a che hanno quasi disfatto il pane.

Poiché la zuppa era un po' troppo "anemica", ho aggiunto la passata di pomodoro in quantitá tale da ravvivarne il colore (e quindi, ad occhio!).

Dopo aver aggiustato di sale e pepe, ho aggiunto il basilico spezzato grossolanamente (a mano e NON col coltello, ché si sprigiona meglio tutto l'aroma!!) ed amalgamato il tutto.

Ho impiattato e servito in tavola, non prima peró di aver unito una bella spolverata di Parmigiano ed un giro di olio d'oliva quello buono


Ora veniamo ai ringraziamenti a Luca & Sabrina e a Federica per avermi dato questo bellissimo premio (in ritardissimo perché io ed il tempo andiamo in direzioni opposte!!)

Per ritirarlo le modalità sono queste:


1) postare il premio
2) passare il premio a 12 amici…
3) mettere i loro link
4)avvisarli del premio ricevuto
5) dire chi ti ha regalato il premio

Mi piacerebbe poter scegliere "solo" 12 persone cui donarlo a mia volta, ma essendo tutti voi sempre cosí carini nei miei confronti, ve lo passo paro paro.


martedì 9 marzo 2010

Zuppa di Lenticchie Rosse al Cocco

Si dice che il lavoro nobiliti l'uomo. Si dice sí, é vero. Ma che il lavoro debba strizzarmi come un limone, questo non lo dice nessuno. Eppure é cosí!!

Da qualche giorno sono alle prese con l'impossibile ed il riuscire ad affacciarmi nel bloggomondo é diventato veramente un lusso. Mi dico che passerá, ma intanto "sguazzo" beatamente (in senso lato!) tra mari di carte, fotocopie, appunti in pdf e quant'altro riesca ad atterrare sulla mia scrivania.

Ho fatto una minestrina "faffú" (fast food) che, devo dire, ha appagato l'occhio e calmato l'animo esagitato da rientro dopo una delle ennesime giornate da dimenticare...

Ho usato:
  • 3 Patate
  • 250 gr di Lenticchie Rosse
  • 1 Cipolla
  • 1 stecca di Lemongrass
  • 1 pezzo (2 cm. ca) di Zenzero fresco sbucciato e grattugiato
  • 1/2 lattina di Latte di Cocco
  • Brodo (qb)
  • 1 cucchiaino di Curcuma
  • Sale e Pepe
Ho rosolato in poco olio evo la cipolla con lo zenzero ed il lemongrass tagliato a rondelle.

Ho aggiunto poi le patate sbucciate e tagliate a pezzi, le lenticchie rosse. il latte di cocco e tanto brodo necessario a coprire a filo le verdure.

Ho lasciato cuocere per 20 minuti circa, dopodiché ho ridotto il tutto ad una crema col minipimer.

Ho regolato di sale, pepe (ho usato quello bianco, perché non mi piaceva che si vedessero i puntini neri) ed aggiunto la curcuma.

Impiattato, mangiato e, stracca cummacché mi sono poi lasciata languidamente abbracciare da Morfeo (di lui, la mia dolce metá non é geloso!!)


mercoledì 3 febbraio 2010

Insalata di Patate al Pepe Rosa

Una ricettina veloce veloce per preparare l'insalata di patate in versione alternativa.

La ricetta originale prevedeva l'uso del peperoncino fresco.

Va bene che fuori fa freddo, ma di lessarmi la lingua col peperoncino nel tentativo di scaldarmi, ancora non ho voglia. Per questo motivo, ho ripiegato sui grani di pepe rosa.

Occorrono:
  • 600 gr ca. di Patate
  • 6 cucchiai di Olio evo
  • 2 cucchiai di Acqua bollente
  • 2 cucchiai di Aceto di Vino
  • 1 cucchiaino di Zucchero
  • scorza grattata di 1/2 lime
  • 1 cucchiaio abbondante di Pepe Rosa in salamoia
  • Sale e Pepe
Ho sbucciato le patate, le ho tagliate a fette e le ho messe in una pirofila di vetro (con coperchio!) con poca acqua salata. Le ho lessate al microonde a 600 watt per 10 minuti.

In una ciotola, ho mescolato tutti gli altri ingredienti avendo l'accortezza di pestacchiare preventivamente il pepe rosa in un mortaio.

Condire le patate ancora calde con questa vinaigrette e lasciarle insaporire per una mezz'ora almeno.

Penso che piú veloce di cosí, nemmeno Speedy Gonzales ci riuscirebbe...

mercoledì 27 gennaio 2010

Zuppa Cremosa di Lenticchie Rosse

L'inverno é tornato prepotentemente con forti nevicate e cadute in picchiata delle temperature.

Non potendo rischiare l'alcolismo bevendo vin brulé in continuazione (anche perché, come si dice a Roma, il troppo stroppia), mi consolo con piatti caldi che rimangono tali fino al momento di consumarli.

Non so quante volte capita di portare un tegame a tavola e dover prendere il tempo col cronometro per velocizzare al massimo l'operazione servintavola/mangiafinchéccaldo.

Un'ottima soluzione sono le zuppe, meglio se ridotte in creme dense: si raffredda solo la superficie e proteggono, come un coperchio, la parte sottostante.

In un libro di cucina indiana ne ho trovata una che mi ha intrigato parecchio, anche perché avevo tutti gli ingredienti e prepararla é stato un attimo!!

Occorrono:
  • 350 gr. di Lenticchie rosse
  • 3 Pomodori
  • 1 cucchiaio scarso di Concentrato di Pomodoro (facoltativo, l'ho usato come colorante)
  • 1 pezzo di Zenzero di 2 cm ca.
  • 1 l di Brodo Vegetale
  • 1 cucchiaino scarso di Curcuma
  • Latte
  • Sale e Pepe
  • 1 Cipolla
  • 1 cucchiaio di Ghee (o burro)
  • 1 cucchiaio di Olio di Semi (o dal gusto neutro)
  • 1 cucchiaino di Cumino in polvere (olio di polso e mortaio)
Si sciacquano le lenticchie messe in un colino, finché l'acqua non diventa limpida. Si mettono poi in un tegame insieme al brodo, ai pomodori lavati e tagliati in pezzi, allo zenzero sbucciato e tagliuzzato ed alla curcuma.

Si porta ad ebollizione il tutto, dopodiché si abbassa la fiamma al minimo e si lascia cuocere per 30 minuti (a tegame coperto).

Frullare col minipimer ed aggiungere il latte per regolarne la densitá. Salare e pepare.

In una padellina, col ghee (o burro) e l'olio rosolare la cipolla tagliata ad anelli. Aggiungere la polvere di cumino e lasciare insaporire.

Servire la zuppa, condendola con la cipolla e parte dell'olio.

Scalda il cuore e non solo!!



martedì 12 gennaio 2010

Risotto coi Mirtilli

É divertente certe volte fare sperimentazioni in cucina e scoprire che molto spesso, i pregiudizi nei confronti di alcuni ingredienti o abbinamenti, sono solo frutto della nostra immaginazione.

A proposito di frutta, dopo aver sperimentato la polenta con le amarene, é la volta del risotto con i mirtilli.

A dire la veritá, la ricetta originale datami da un conoscente prevedeva le more.

Non ho niente contro le more, ma poiché non le avevo, ho ripiegato sui mirtilli. E te pare che mi fermi di fronte a 'ste quisquilie!!

Facile, veloce e servono:
  • 180 gr di Riso
  • 1 Cipolla piccola
  • 1 bicchiere di Vino Bianco
  • 1/2 l di Brodo
  • 125 gr. di Mirtilli
  • 1 noce di Burro
  • Sale e Pepe
Il procedimento é talmente facile che quasi quasi non lo scrivo.

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Lo scrivo? Va bene: in un tegame, con poco olio evo rosolare la cipolla tagliata a dadini.

Aggiungere il riso e farlo tostare. Bagnarlo col vino e lasciare evaporare.

Versare poco brodo e lasciare assorbire prima di aggiungerne di nuovo.

Quando il riso é bello al dente (ma bello bello), aggiungere i mirtilli, mescolare delicatamente e terminare la cottura.

Aggiungere la noce di burro, regolare di sale e di pepe e servire.

FATTO!


lunedì 21 dicembre 2009

Curry di Verdure

Questo week-end ha fatto veramente freddino e, cosa che mi ha rincuorato un po' (mal comune, mezzo gaudio), é stato il fatto che a battere i denti non fossi da sola: l'Europa é tutta avvolta dalla morsa del freddo e pare che questo Natale molti lo passeranno a bere corposi vini rossi, magari caldi e arricchiti da un po' di zucchero, qualche bella stecca di cannella, chiodi di garofano e scorze di arancia e limone...

La foto, a dispetto dell'orario mostrato, l'ho fatta alle 9 del mattino...

L'importante, in questi casi, é non perdersi d'animo. Mutandoni di lana, maglione corazzato, guanto con rinforzino, "materasso" (che sarebbe il piumino lungo fino ai piedi), cappello e paraorecchie e via a passeggiar pe' boschi a godere della vista della neve che scende copiosa.

Per cena, ci siamo ricompensati dal tanto freddo concedendoci una bella zuppa di zucca speziata e, come contorno, un curry di verdure.

Per preparare le verdure, ho usato:
  • 1 Porro
  • 3 Patate
  • 3 Carote
  • 1/2 Cavolfiore
  • 1 cucchiaio di Ghee
  • 1 cucchiaino di Curcuma
  • 1 cucchiaino di Semi di Cumino
  • 1 cucchiaino di Semi di Finocchio
  • 1 cucchiaino di Curry
  • 1 bicchiere di Latte
  • Sale
In un tegame, col ghee ho ammorbidito a fuoco dolce il porro.

Ho aggiunto le patate sbucciate e tagliate a dadini e rosolato per qualche minuto.

É stata poi la volta delle carote, sbucciate e tagliate a rondelle e dei cavolfiori, lavati e divisi in cimette.

Col mortaio, ho pestato finemente i semi di finocchio.

In una tazza, con un goccio d'acqua ho stemperato la polvere di curcuma, i semi di finocchio pestati, il curry ed i semi di cumino. Ho mescolato bene e versato sulle verdure.

A tegame coperto e fuoco basso, ho portato a cottura.

Ho regolato di sale ed aggiunto il latte.

Sará stata la zuppa, sará stato il curry piccante o forse l'abbondante vino bevuto (?), ma alla fine sono perfino riuscita a raggiungere una temperatura corporea accettabile...


giovedì 17 dicembre 2009

Pesto di Spinaci

Non capita tutti i giorni di trovare nel mio supermercato preferito gli spinaci e, soprattutto, non capita tutti i giorni di trovare nel mio supermercato preferito gli spinaci provenienti dall'Italia.

Ancora sono fermamente convinta di voler rimanere in terra teutonica, ma é anche vero che quando ho l'occasione di comprare qualcosa originaria del bel Paese, beh non dico di no.

Ho comprato 'sta bustata di spinaci belli verdi con l'intenzione in origine di farci la pasta (nel senso delle tagliatelle paglia e fieno senza paglia).

Quando ho visto che di pasta in cucina ne avevo in abbondanza, ho ripiegato sul piano B, o meglio, sul piano P.

Sí, perché mi sono lasciata tentare dal verde brillante delle foglie e volevo provare a prepararlo in modo diverso dal solito.

Che mi sono inventata? sicuramente nulla di nuovo, ma la chiamerei piuttosto una reinterpretazione del piú famoso pesto.

Ho usato:
  • 500 gr. di Spinaci
  • 100 gr. di Noci
  • 50 gr. di Semi di Girasole (avevo in origine pensato ai pinoli, ma ho scoperto all'ultimo minuto che mi mancavano e allora ho fatto come... a Faenza, cioé senza)
  • Parmigiano e Pecorino (a occhio, non li ho pesati)
  • 1/2 Spicchio di Aglio
  • Olio evo
  • Sale e Pepe
Dopo aver lavato gli spinaci, li ho lessati quasi a secco (li ho messi gocciolanti in un tegame, senza aggiungere altra acqua), salando leggermente a fine cottura.

Li ho trasferiti poi nel bicchiere del frullatore, aggiungendo le noci, i semi di girasole leggermente tostati e tutti gli altri ingredienti.

Frulla frulla, é venuta una mezza tonnellata di pesto (come avrebbe potuto essere altrimenti?).

Un parte l'ho usata per condirci gli spaghetti, una parte l'ho congelata in attesa di usi futuri ed una parte l'ho utilizzata in versione tortina monoporzione.

In un tegamino da forno, ho messo una nocciola di burro, ho adagiato delle patate lesse tagliate a spicchi, una dadolata di speck, il pesto, altre patate, una spolverata di formaggio, una di pepe e via in forno a 200° per 1/2 ora circa.

Com'éra? "... Ai posteri l'ardua sentenza..."


lunedì 7 dicembre 2009

Sono cavoli amari? No, Cavoli Rossi alle Arance e Mirtilli Rossi

Io sono pigra, ma pigra pigra pigra. Quanto pigra? Come un'otaria spiaggiata (magari un po' piú magrolina).

Perché questo esordio? Perché qualche giorno fa postai la ricetta "faffú" dei cavoli alle mele rosse, andando quasi fiera del fatto che avessi realizzato questo piatto con la pentola a pressione evitando il passaggio della marinatura di 24 ore.

Beh, avendo questa volta rispettato le regole, devo ammettere che il risultato finale é stato decisamente diverso da quello precedente (mi sono quindi ampiamente bacchettata le dita col righello).

La versione di oggi é con le arance e marmellata di mirtilli rossi e, malgrado le apparenze, non li ho mangiati per colazione.

Ho usato:
  • 600 gr. di Cavoli Rossi
  • 20 cucchiai ca. di Succo d'Arancia
  • 20 cucchiai ca. di Vino Rosso
  • 4 cucchiai di Miele
  • 4 cucchiai di Marmellata di Mirtilli Rossi
  • 4 cucchiai di Aceto di Vino Rosso
  • qualche Bacca di Ginepro
  • 2-3 fogli di Alloro
  • 3 Arance
  • 1 Cipolla
  • Olio evo o Burro
  • Sale e Pepe
Tagliare i cavoli a striscioline (ho scoperto, a proposito, di aver vinto il poco ambito "Scemo d'oro". Perché? Perché l'altra volta mi sono fatta venire le mani viola a furia di usare la mandolina. Parlando con un'amica e raccontandole l'accaduto, mi ha ricordato che io ho anche la mandolina elettrica. Il resto non lo aggiungo per decenza...).

Aggiungere il miele, la marmellata, il succo d'arancia, il vino, l'aceto, un pizzico di sale e lasciare marinare tutta la notte.

Pelare le arance a vivo e, insieme alle cipolle tagliate a dadini, stufarle a fuoco basso in un tegame con poco olio.

Aggiungere i cavoli con tutta la marinata, le bacche di ginepro (io le ho pestate, come di consueto, nel mortaio), le foglie d'alloro e portare a cottura a fuoco dolce.

Come legante, si possono usare alcuni chicchi di riso Vialone: evita al liquido di diventare troppo "colloso".

Una volta che i cavoli avranno raggiunto la morbidezza desiderata, aggiustare di sale, pepe e, al gusto, di eventuale altra marmellata di mirtilli.

Cosa direbbe ora Gerry Scotti? "Signori.....!!!"




giovedì 26 novembre 2009

I Cavoli rossi stufati alle Mele

Devo dire che, in un certo senso, lo scrivere un blog di cucina mi ha cambiata.

Mi ha cambiata, perché ho notato una serie di "segnali" ai quali all'inizio non ho prestato molta attenzione, ma che via via hanno modificato e di molto le mie abitudini alimentari: una volta andavo a nozze con le zozzime piú zozze, coi piatti pronti da scaldare al microonde (quando erano ancora una novitá), con gli aromi artificiali venduti in ammiccanti confezioni tutte belle colorate (ha fatto storia la bottiglietta di "fumo", miscuglio di sostanze varie riproducenti alla perfezione l'odore del fumo tipico della carne cotta al barbecue). Fare la spesa, soprattutto in paesi stranieri, era per me un vero spasso perché trovavo sempre cose che era impensabile trovare in casa - vedasi la storia del fumo.

Poi l'arrivo del blog e da allora é come se avessi un altro paio di occhi.

In giro nei supermercati ci vado lo stesso, ma stavolta mi soffermo nei reparti casalinghi (agli "introvabili di Euronova" ancora non so resistere) o sulle materie prime. Leggo con attenzione le etichette prediligendo i prodotti senza conservanti e/o con aromi naturali, evito i prodotti finiti perché dalle foto esposte penso (talvolta a ragione, ma altre volte a torto) di poterli rifare tranquillamente e cosí via.

Esempio piú lampante sono i cavoli rossi alle mele. Questo é un tipico contorno tedesco che viene servito spesso e volentieri come accompagnamento a carni arrosto o brasate.

É talmente di uso popolare che si possono comprare belli e pronti sia in barattolo che congelati.

Io ho sapientemente bypassato sia il reparto conserve che quello surgelati, soffermandomi invece nel banco delle verdure. Normalmente bisognerebbe prepararli in due fasi: la prima prevede una marinatura di 24 ore in una soluzione a base di zucchero di canna ed aceto, mentre la seconda é la cottura.

Visto che ancora non ho sviluppato la pazienza necessaria per aspettare tutto questo tempo (l'attesa per la preparazione della pizza é giá il massimo dei miei livelli raggiunti), ho chiesto aiuto alla pentola a pressione. Sará forse un parere personale, ma il risultato non mi ha deluso affatto.

Ho usato:
  • 1 Cavolo Rosso
  • 1 Cipolla
  • 2 Mele sbucciate e tagliate a pezzetti
  • 3 cucchiai di Zucchero di Canna
  • 3 foglie di Alloro
  • 6 Chiodi di Garofano
  • 5 Bacche di Ginepro
  • 1 cucchiaio di Miele
  • 1 bicchiere di Aceto di Mele (se ne potrá aggiungere in seguito per regolarne l'aciditá)
  • 1/2 l circa di Brodo

Dopo aver lavato il cavolo, l'ho tagliato a striscioline con la mandolina - e qui scatta il pensiero traparentesi: perché in quei programmi di televendite maledette le cipolle, i pomodori e tutti i cavoli del mondo vengono tagliati con grande nonchalance come fossero fettine di burro, mentre io a momenti mi ritrovavo sí 5 dita per mano, ma sprovviste ognuna delle rispettive falangette? Perché la suddetta operazione é durata per me un'eternitá, benché fermamente concentrata, mentre alla tv trovano il tempo, oltre alle verdure, anche di ciacolare del piú e del meno? E soprattutto, perché quelle signorine o quei maledetti cuochi "Hey, look at this, it's amazing!" rimangono sempre belli freschi come rose, mentre io a fine operazione sembravo uscita da una centrifuga ed ho dovuto smacchiare le mani dal poco invitante colore "tumefatto d'autunno"? Misteri dell'etere!

Comunque sia, ho messo poi la cipolla a rosolare con poco olio evo a fuoco dolce nella pentola a pressione. Una volta ammorbidita, ho aggiunto i cavoli, le mele, lo zucchero e tutti gli altri ingredienti. I chiodi di garofano e le bacche di ginepro, per evitare poi di doverli ripescare nel torbido, li ho polverizzati col mortaio.

Ho chiuso la pentola e, una volta portata a pressione, ho lasciato cuocere 10 minuti circa dal sibilo.

Ho regolato di sale e pepe e servito come contorno. A cosa? Arriverá, arriverá...


giovedì 8 ottobre 2009

Cannelloni di crepes ai funghi e formaggio

Il bello delle vacanze é che esistono. E fino a qui non fa una piega.

Il brutto delle vacanze, é che una volta terminate tocca rimettersi al chiodo e riordinare tutto, svuotare i 46 Kili di valigie (mannaggia a quella compagnia aerea che ha alzato la soglia del peso massimo bagagli) e soprattutto LAVARLI, riprendere possesso della propria casa e vederla come se fosse la prima volta, spolverare, spuzzare dal chiuso, buttare a malincuore le piante mummificate per non essere state innaffiate, ecc. ecc..

Trascorsi un paio di paio di giorni dal rientro, questo "trauma" piano piano si attenua. Ecco cosí che le sane vecchie abitudini tornano come le anatre in primavera ed una di queste é quella di riprendere a scrivere sul blog.

Ho assaporato il piacere di riempire nuovamente il frigorifero, fino ad allora abitato solo da bottiglie di birra, di ketchup e da un paio di fantasmi. Ho comprato verdure fresche, latte, le uova e tutto ció che dá colore ad una cucina "spenta" per mancanza di personale.

Parte delle uova, le ho utilizzate per farci delle crepes che ho utilizzato poi a mo' di cannelloni.

Per i cannelloni ai funghi, ho usato:
  • 3 Uova
  • 200 gr. di Farina
  • 400 ml di Latte
  • 500 gr. di Funghi champignon
  • 1 spicchio d'Aglio
  • 250 gr. di Formaggio Raclette
  • Parmigiano Reggiano
  • 50 gr. di Burro
  • 2 cucchiai di Farina
  • Latte (poi spiego quanto, tanto c'é tempo)
  • Noce Moscata
  • Sale e Pepe

Con la farina, le uova, i 400 ml di latte ed un pizzico di sale, ho preparato l'impasto delle crepes e lasciato riposare per due ore circa (pare che il riposo faccia miracoli). Se la crema fosse troppo liquida, prima di metterla a riposo si puó aggiungere altra farina (dipende da quanto sono grosse le uova).

In una padella, ho scaldato dell'olio evo e rosolato lo spicchio d'aglio. Ho aggiunto i funghi lavati ed affettati e portato a cottura.

Ho preparato la besciamella, tostando la farina con il burro. Ho levato il tegame dal fuoco e lentamente ho aggiunto del latte (io non lo verso bollente, non mi va! I risultati sono buoni comunque), mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Ho continuato a mescolare fino a che ho ottenuto una crema piuttosto densa e liscia. Ho rimesso il tegame sul fuoco e lasciato addensare, insaporendo con la noce moscata ed un pizzico di sale.

Se a questo punto la besciamella fosse troppo densa, si puó "allungare" con altro latte. A salsa ultimata, ho aggiunto poco formaggio raclette, quanto ne é bastato per "profumarla". Aggiustato di sale.

Ho preparato le crepes e le ho farcite con i funghi trifolati ed il resto del formaggio tagliato a striscioline, dopodiché le ho arrotolate ed adagiate in una teglia da forno (antiaderente o con una "lacrima" di burro fuso).

Ho ricoperto di besciamella, spolverato di parmigiano grattugiato, una bella pepata ed infornato a 200° per 10 minuti.



martedì 8 settembre 2009

Zuppa di Carote all'Arancia

Spesso mi capita di ascoltare delle mamme parlare tra di loro, lamentandosi del fatto che i loro piccoli principi o le loro piccole principesse non mangino verdure cotte ma nemmeno se si prendono in ostaggio i loro orsacchiotti di peluche e si minaccia di far fare loro le fini piú truci.

Io ho un "bambone" di quasi 2 metri di altezza che talvolta ha lo stesso problema. A lui non posso di certo rapire l'orsacchiotto né tantomeno minacciare di bruciargli l'auto (anche perché, vista la statura, penso che non ne uscirei tanto bene), per cui mi tocca spesso escogitare dei trucchi.

Le verdure di turno iscritte nella "lista nera", sono le carote. Lui le adora crude ed io le amo cotte (é proprio il caso di dire "Chi la vuole cotta e chi la vuole cruda"!).

Avevo, tanto per cambiare, delle carote in frigorifero che cominciavano a cantare tutte in coro la Marsigliese e che non potevo piú consumare crude.

Siccome necessitá fa virtú e di ingrassare ulteriormente i fiori non avevo voglia, mi sono messa di buzzo buono e con tanta (ho detto Santa?) pazienza, ho eliminato le parti rovinate delle carote e con queste ci ho fatto una zuppa.

Ho usato:
  • 1 Kg. ca di Carote
  • 4 Patate
  • 1 Cipolla
  • Zenzero il polvere (1 cucchiaio circa, ma va a gusto personale)
  • 1/2 L. di Brodo
  • il succo di 3 Arance

Con dell'olio evo, ho ammorbidito la cipolla tagliata a pezzettoni.

Successivamente ho aggiunto le carote, anche queste tagliate a pezzi. Ho lasciato cuocere per qualche minuto a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto. É stata poi la volta delle patate: le ho sbucciate, tagliate a pezzi ed aggiunto alle carote. Ho mescolato, lasciato ammorbidire ulteriormente, dopodiché ho aggiunto il brodo. NON HO TAGLIATO PIÚ NIENTE A PEZZI, NON HO MESCOLATO ULTERIORMENTE NE' LASCIATO AMMORBIDIRE!!!

Dopo aver incoperchiato, ho portato a cottura. Ho insaporito con lo zenzero in polvere, dopodiché col minipimer ho frullato il tutto, fino a renderlo una crema liscia. La quantitá del brodo é indicativa, perché all'inizio deve coprire le verdure. Se, dopo averle frullate la zuppa risultasse troppo densa, se ne puó aggiungere dell'altro.

Ho completato la zuppa col succo di arancia e l'ho servita con dell'erba cipollina ed un bel giro di olio evo.


Ah, questo é stato l'esito delle verdure cotte: il "pupone" ha evidentemente gradito

mercoledì 5 agosto 2009

La Guacamole

La guacamole é una tipica salsa piccante messicana a base di avocados che si mangia normalmente con i nachos, triangoli di tortillas di mais fritti.

Io avevo voglia di guacamole e di tortillas, ma di friggere proprio non ne ho voluto sapere.

Per farla, ho usato:

  • 2 Avocados
  • succo di 1 Limone (o Lime)
  • 1/2 cipolla
  • Tabasco (in alternativa, si possono usare i piccantissimi peperoncini Jalapeños sminuzzati)
  • 5 Pomodori Ciliegini
  • Coriandolo fresco
  • Sale

Si sbucciano gli avocados, si privano dell'osso (o seme?) centrale e si mettono in una ciotola.

Si irrorano col succo di limone (per evitare che la polpa annerisca) e si aggiunge la cipolla.

Col minipimer si frulla il tutto e si aggiungono poi il tabasco, i pomodori privati dei semini e tagliati a dadini e si aggiusta di sale.

Dulcis in fundo, si unisce il coriandolo fresco sminuzzato, si amalgama tutto e si lascia insaporire in frigorifero per un'ora almeno.

Insalata di Carote

Stamattina, bloggando qua e lá, sono incappata nel post di Alex che parlava di un'insalata di carote con l'uva.


Poffarre mi sono detta e mi sono fatta una sonora risata. Perché? Perché ieri sera non mi andava di cucinare (un altro attacco di pigrizia) ed il massimo che mi sono concessa é stata una cena fredda (tanto con l'estate me lo posso permettere).


Una delle cose mangiate, é stata un'insalata di carote condita con sale, limone e menta sminuzzata.


Cosa ti trovo nel post di Alex stamattina? Un'insalata di carote condita con sale, limone e menta.


La differenza tra la sua e la mia (e qui si vede che la pigrizia l'ha fatta da padrona), é che Alex l'ha arricchita con uva, cumino, coriandolo e peperoncino.


Ma tu guarda la telepatia che ti combina!



martedì 4 agosto 2009

Spaghetti alla Crema di Zucchine

Un'altra ricetta faffú facile facile. É talmente faffú, che persino la descrizione é veloce.

Servono:
  • 2 Zucchine medie
  • 1 spicchio di Aglio
  • Olio evo
  • 1 cucchiaio di Curry
  • 1 bicchiere di Brodo
  • 100 gr. ca. di formaggio tipo Philadelphia (anche light)
  • Spaghetti

Lavare le zucchine e tagliarle a rondelle sottili.

In un tegame fare imbiondire l'aglio, dopodiché aggiungere le zucchine e fare rosolare uniformemente.

Aggiungere il brodo, incoperchiare e portare a cottura a fuoco moderato. Col minipimer frullare il tutto, dopodiché aggiungere il curry ed il formaggio, regolando eventualmente di sale.

Se la salsa risultasse troppo densa, aggiungere eventuale altro brodo od un goccio dell'acqua di cottura degli spaghetti.

Aggiungere gli spaghetti cotti al dente, amalgamare il tutto e servire.

Faffú, faffú, faffú, altro che Meddonals!

lunedì 13 luglio 2009

Garganelli con Melanzane, Zucchine e Menta

Quest'anno l'estate é veramente ballerina: a giornate fresche (talvolta un po' troppo) segnate da interminabili piogge, si alternano lunghe ore di sole che infuocano l'aria, la casa e soprattutto la cucina :-(

Ieri é stata una di quelle volte ove si puó dire che si poteva respirare tranquillamente e non é piovuto nemmeno troppo. Ne ho approfittato dunque per darmi alla cucina "calda" e preparare dei garganelli con le zucchine e le melanzane.

Ho usato:
  • 180 gr. di Garganelli
  • 1 spicchio di Aglio
  • Olio evo
  • 1 pizzico di Peperoncino (facoltativo)
  • 1 Zucchina
  • 1 Melanzana
  • 2 cucchiai di Aceto Balsamico
  • 1 mazzetto abbondante di foglie di Menta
  • Sale

In una padella ho messo a rosolare l'aglio con dell'olio evo. Ho aggiunto il peperoncino (facoltativo), la zucchina e la melanzana tagliate a dadoni e fatte arrostire ben bene.

Dopo aver aggiustato di sale e a cottura ultimata delle verdure, ho aggiunto l'aceto balsamico e le foglie di menta tagliate a striscioline.

Ho cotto i garganelli in abbondante acqua salata e li ho scolati leggermente al dente. Li ho uniti alla dadolata di verdure, mescolato e servito.

domenica 10 maggio 2009

La Salsa Verde, questa sconosciuta...

Gente che vai...

quando ho sentito parlare per la prima volta della salsa verde qui in Germanolandia (e stiamo parlando di qualche settimana fa, essendo una specialitá regionale), pensavo a quella che faceva mio padre a base di aglio, alici, prezzemolo, aceto, pane sbriciolato, ecc. ecc.

Mai errore fu piú grossolano: la salsa verde, come la intendono qui, é a base di ben 7 erbe differenti e cioé: borragine, cerfoglio, crescione, prezzemolo, pimpinella, erba cipollina e acetosa. Solitamente si trovano nel banco frigo di supermercati o fruttivendoli giá belle e pulite, sapientemente dosate e soprattutto incartate in morbidi fogli di carta bianca che ne mantengono l'aroma e la freschezza a lungo.

Vengono sminuzzate ed unite a uova lesse, diversi altri ingredienti (ci sono svariate versioni, piú o meno "light") ed usate come condimento per asparagi, trote lesse, punta di petto di manzo bollita o per le "bratkartoffeln", ossia patate sbollentate in acqua, tagliate a fette e saltate in padella con cipolle e speck a dadini (che fame nera, nerissima!!).

Sebbene sia questa salsa una pronipote di quella italiana, ha perso le caratteristiche della bis-bis-bisnonna per assumere nel tempo una propria identitá.

Poiché questo periodo non é particolarmente freddo (diciamola tutta: l'estate avanza galoppando e la prova costume incalza...), ho optato per la versione quasi light e cioé ho usato:
  • 1 Pacco di Erbe da 250 gr.
  • 1 goccio di Acqua
  • 2 cucchiai di Olio evo
  • 2 Uova sode
  • 1 noce di Burro
  • 2 cucchiai di Farina
  • 1 cucchiaino da the di Zucchero
  • 3-4 cucchiai di Aceto
  • 1 cucchiaio di Senape (al meglio, quella piccante)
  • 1 vasetto di Yoghurt (in alternativa Panna Acida, Maionese, o entrambi gli ingredienti)
  • Sale

Dopo aver lavato le erbe, le ho messe nel bicchiere del minipimer insieme all'acqua e le ho sminuzzate a piú riprese (per evitare che, surriscaldandosi, perdessero il loro aroma), le ho messe in un colino e conservato l'acqua che hanno sprigionato. Le erbe le ho successivamente messe in una ciotola, ho unito l'olio e mescolato con cura.

In un pentolino, a fuoco dolce ho sciolto il burro ed unito la farina. Continuando a mescolare, ho fatto leggermente imbiondire il composto (come si fa per la besciamella, per dirla in soldoni). Dopo aver levato dal fuoco e lasciato leggermente raffreddare (sennó sai che grumi!), ho unito l'acqua ricavata dalle erbe e ricavato una specie di besciamella verde.

A composto quasi freddo, ho unito lo zucchero, l'aceto, le erbe, gli albumi dell'uovo sodo sminuzzati (i tuorli vanno passati attraverso le maglie di un colino), la senape ed in ultimo lo yoghurt.

Aggiustato di sale, messo in frigorifero per qualche ora a riposare ed usato per il bollito.



lunedì 4 maggio 2009

Il mio pesto di Rucola

In uno di questi mercati all'aperto ove si estendono banconi carichi di frutta di ogni forma e colore e dove si viene avvolti dal profumo delle verdure fresche, ho trovato della rucola il cui colore verde brillante é stato per me come il richiamo delle sirene per Ulisse.

I mercati all'aperto mi riportano inequivocabilmente al ricordo di mio nonno, il quale girava paziente tra un banco e l'altro e non andava via fin quando non avesse trovato le cose che cercava e che dovevano essere esattamente come se le era prefigurate (un capoccione abruzzese tosto come una quercia).

Lui aveva una pazienza infinita nella ricerca di queste cose ed era anche disposto a comprare enormi quantitá di merci (dall'alto dei suoi 2 metri di altezza ed uno di larghezza, se lo poteva permettere), ma lasciava puntualmente ogni venditore coi capelli dritti e stremato dal dovergli stare appresso.

Io assistevo ogni volta a queste sceneggiate divertita fino alle lacrime. Per me era un rituale al quale non potevo rinunciare. Non c'era banco che non venisse "battezzato": e assaggia questo spicchio d'arancia (che a me sembrava ottima, ma che lui rifiutava con disgusto e che quindi non pagava), e prendi questa mela (stessa storia), e il pesce puzza di vecchio, e la carne non é quella dell'allevamento X, e pitipim e pitipam. Passata qualche ora e caricate belle buste di merci, ci avviavamo a casa (a piedi) e cominciava per me la seconda parte del divertimento, che consisteva nel vederlo cucinare...

Tutta 'sta filippica per dire che rivivo ogni volta queste emozioni e mi faccio prendere, ora come allora, da attacchi di eccitazione nel girare tra i banchi impregnati di quell'odore che solo le verdure finalmente maturate al sole e non in serra sanno dare.

Dicevo, tra le altre cose acquistate, ho trovato della rucola bellissima che veniva dritta dritta dall'Italia: il venditore, anch'egli italiano, si é mostrato particolarmente ben disposto nei miei confronti (potenza di un sorriso a 64 denti ben assestati o semplicemente spirito di "fratellanza italiana" all'estero?). Per questo motivo, mi ha regalato (verbo poco conosciuto in Germania) anche una testa d'aglio fresco, anch'esso italiano.

Con la rucola comprata fresca fresca, ci ho fatto il pesto e lo abbiamo usato sia per condire gli spaghetti, sia come crema spalmata su crostini di pane abbrustolito (al sol pensiero, mi ritorna l'acquolina!).

Ho usato:
  • 300 gr. di Rucola
  • 1 spicchio d'aglio
  • 60 gr. circa di noci Macadamia
  • Parmiggiano Reggiano (a gogó)
  • Pecorino romano (la metá circa, quindi solo il gó)
  • Olio evo
  • un goccio di Latte (nel caso la salsa diventi troppo fitta)
  • Sale e Pepe

Devo ammettere (e qui scattano le bacchettate sulle dita!) che avrei dovuto usare il mortaio come la tradizione dei "pestaroli integralisti" impone, ma io ne ho uno piccolo piccolo che mai avrebbe potuto contenere (non almeno in una botta sola) tutti gli ingredienti a disposizione :-(

Ad ogni modo, ho messo nel bicchiere del mio minipimer (sí, frustatemi!!) tutti gli ingredienti e frullato fino a raggiungere la consistenza desiderata. Vualá!