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venerdì 28 marzo 2014

Una quasi Tajine di Pollo con le Albicocche

Che mi piaccia sperimentare nuovi sapori non é un gran mistero.

Ogni singolo ingrediente, ogni spezia, ogni aroma reperibile sul mercato, sono per me come i colori sulla tavolozza di un pittore, da abbinare, mescolare e re-inventare ogni volta.

E dopo questa dolciastra sviolinata, di corsa dal dentista...

Bah, tornando a bomba - ho detto bomba? Meglio usare un altro termine, che di questi tempi... - ...

Bah, tornando al tema del post (ecco, già andiamo meglio), ho voluto abbinare il sapore agro delle albicocche a quello amarognolo delle mandorle, passando per quello gradevolmente piccante dello zenzero...

Perché quasi tajine? Perché il posto per la famigerata pentola non ce l'ho. L'ho sostituita con una pentola in ghisa smaltata.

Eh, ma insomma che c'hai messo?!?

Allora, ho usato:

  • 1 Pollo tagliato a pezzi
  • 1 noce di Burro
  • Olio di Argan (sostituibile con altro olio a piacere)
  • Sale e Pepe
  • 3 Cipolle medie sbucciate e tagliate a spicchi
  • 2 cucchiai di Miele
  • 1 cucchiaino di Cannella
  • 2 spicchi di Aglio tritati
  • 1 Limone (il succo)
  • 1/2 cucchiaino di Curcuma
  • 1 cucchiaio di Zenzero grattugiato
  • 1/2 litro di brodo
  • 2 cucchiai di Albicocche secche
  • 2 cucchiai di Mandorle spellate 
  • Prezzemolo Fresco
Il pollo, l'ho rosolato col burro e l'olio nel tegame di ghisa precedentemente riscaldato a dovere. Ho salato e pepato quanto bastava. Ho aggiunto le cipolle ed il miele e continuato a rosolare.

La cannella, l'aglio, il succo di limone, la curcuma e lo zenzero, li ho mescolati fra di loro ed uniti successivamente al pollo. Ho aggiunto il brodo, incoperchiato e lasciato cuocere a fuoco moderato per circa 40 minuti.

Nel frattempo, ho fatto rinvenire le albicocche in acqua bollente.Le mandorle, le ho tostate in una padella di ferro.

A cottura quasi ultimata (10 min. circa), ho aggiunto le mandorle e le albicocche ed aggiustato di sale/pepe.

Ho servito accompagnando con un trito di prezzemolo

Buon appetito



domenica 22 gennaio 2012

Polpettone al... Vetro

Quando si dice che a volte ritornano...

Manco da una marea di tempo, lo stesso tempo che mi toglie il fiato e che non mi dá piú la possibilitá di scrivere. Mi arrabbio, mi ribello, ma come cantava Lorenzo qualche anno fa: 

"...Tempo, 
comunque vadano le cose lui passa
e se ne frega se qualcuno é in ritardo
puoi chiamarlo bastardo ma intanto lui é andato..."

Io che ultimamente di tempo non ne ho piú molto, cerco di trovare il modo per poter cucinare velocemente senza peró dover ricorrere ai cibi in scatola o peggio ancora liofilizzati.

Ieri sera, per esempio, avevo a disposizione della carne macinata. Avevo in un primo tempo l'intenzione di farne degli hamburger. Poi, l'illuminazione: mi sono ricordata di avere i barattoli in vetro temperato (perché la mia cucina é come il gioco del Tetris: é tutto riposto ad incastro e quello che "giace" nascosto sotto altri oggetti, spesso e volentieri viene dimenticato) e li ho usati per far sí che il forno cucinasse per me.

Ho usato:

500 gr di Carne macinata
1 Cipolla a dadini
2 Carote tagliate a bastoncino
5-6 Funghi Champignon tagliati grossolanamente
1 Uovo
Prezzemolo tritato
Noce Moscata
2 cucchiaini di Zenzero in Polvere
5, ma anche 6 cucchiai di Pan Grattato
2 cucchiai di Parmigiano Grattugiato
Brodo
Sale, Pepe e Peperoncino

In una ciotola ho mescolato la carne con tutti gli altri ingredienti (ad esclusione del brodo).

Ho riempito i vasi di vetro fino ad 1 cm dall'orlo circa con l'impasto e versato in ognuno circa 2 cucchiai di brodo.

Ho scaldato il forno a 180° e sistemato una teglia sul fondo, riempita per metá con dell'acqua.

Nella seconda teglia, ho disposto i barattoli e li ho infornati a metá altezza, lasciandoli cuocere per 35-40 minuti circa. Terminata la cottura, li ho lasciati "riposare" a forno spento per qualche minuto, dopodiché ho capovolto i polpettoni al vetro direttamente nei piatti.




Tempus fugit, io pure... 

giovedì 30 dicembre 2010

Anatra Ripiena

Le Feste di Natale si sa, sono un periodo dell'anno in cui ci si sente piú buoni, portano serenitá, fanno sí che ci si renda piú disponibili col prossimo, trasformano case e giardini in spettacoli di luci colorate.

Cosa non da sottovalutare, si "legalizzano" quei pranzi e quelle cene che, durante l'anno, mai e poi mai ci si sognerebbe di preparare e soprattutto di mangiare. Al ritmo di "Quello? Noooooo, m'ingrassa!!" "Quell'altro? SCHERZI?!? Poi devo stare in apnea una settimana per chiudere i pantaloni!" "Quell'altro ancora? Per caritá!", si cerca (e, almeno nel mio caso, non si trova) di darsi un contegno. Arriva poi "l'amnistia" natalizia e allora ogni reato gastronomico viene perdonato.

Visto che Babbo Natale mi ha portato con un po' di anticipo il regalo che gli avevo chiesto, ho visto bene di inaugurarlo con il piatto tipico delle Feste, almeno qui in Germania: l'anatra al forno ripiena.


 Ho usato:
  • 1 Anatra da 3 Kg. circa
  • 2 Scalogni
  • 1 Carota
  • 1 Mela
  • 400 gr. ca. di castagne precotte
  • 1-2 cucchiai di Olio evo
  • Sale e Pepe
  • 1 bicchiere di Vino bianco
  • 1 bicchiere di Brodo
Si sbucciano la mela e lo scalogno e si tagliano a dadini. Spezzettare grossolanamente i marroni e sminuzzare le carote. Mescolare poi il tutto ed amalgamarlo con l'olio.

Salare e pepare l'interno dell'anatra, dopodiché riempirla con le verdure. Cucire l'apertura con dello spago da cucina.

Io faccio la fanatica e dico di aver usato la pentola di ghisa col coperchio (Babbo Natale...), ma anche una teglia da forno va bene. Nel caso, si aumenta la quantitá di brodo.

Accendere il forno a 200° ed infornare il pennuto. Il tempo di cottura é di circa 30-35 minuti per kilo di carne. Trascorsa 1 ora e1/2 ho tolto il coperchio, irrorato col sugo e lasciato "abbronzare" per un'altra 1/2 ora.

Prima di servire l'anatra, ho sgrassato la salsa (il grasso non si butta!!! Si puó filtrare, si lascia solidificare e si utilizza al posto del burro per la cottura di volatili in genere).

Come vuole la tradizione delle Feste, non é assolutamente un piatto dietetico, porta serenitá e ci si sente piú buoni dopo averlo mangiato (e anche piú pesanti).

Buone Feste, buon Anno e buon Appetito!!!

martedì 9 novembre 2010

Timballini di Patate e Spinaci al Forno

Comincio col ringraziare Sonnenblume per avermi consegnato un premio (alla latitanza?):



A questo punto dovrei passarlo ad altri 15 bloggers, ma poiché manco da tanto onestamente non saprei da chi cominciare. Lo passo quindi a tutti e buonanotte!

Detto ció, confesso di esserci cascata di nuovo: piú cerco di tenermi alla larga da negozi che vendono "impiccia-cucine" e piú puntualmente la "vocina suadente" dentro di me, mi dice: "Ma entra, tanto non trovi piú niente che non abbia giá..." ERRORE DI SBAGLIO!!!! Pure stavolta hanno vinto loro ed io, tapina, ho ceduto alla tentazione.

L'impiccio di oggi, in realtá non é proprio nuovo nuovo. O meglio é nuovo di negozio, ma porta egregiamente sulle spalle circa una settantina di primavere.

É nato come cuociuova, ma io le uova non le avevo. Potevo lasciarlo cosí bello bello a guardarmi dallo scaffale? Eh no, carino!! Cosí l'ho messo subito al lavoro.

Ho usato:
  • 1 Kg. di Spinaci freschi
  • 3-4 Patate
  • 1/4 l. di Latte
  • 1 dl ca. di Panna
  • 1 rametto di Rosmarino
  • 3 spicchi di Aglio
  • Formaggio grattugiato (Parmigiano o Emmenthal o icché vi pare)
  • Sale e Pepe
In un tegame (io non ho usato olio, ma é soggettivo), ho fatto asciugare gli spinaci puliti, insieme a due spicchi di aglio schiacciati.

In un altro tegamino, ho portato a bollore il latte insieme all'aglio ed il rosmarino e lasciato insaporire per qualche minuto.

Ho Sbucciato le patate e con una mandolina le ho tagliate a fette di 3 mm. di spessore circa.

Dopo aver eliminato l'aglio ed il rosmarino dal latte, ho aggiunto la panna, salato con moderazione, pepato e mescolato il tutto.

Ho imburrato leggermente gli stampini e li ho foderati con le fette di patate. Ho aggiunto uno strato di spinaci, insaporito col fomaggio grattugiato e ripetuto il procedimento fino ad esaurimento degli ingredienti.

Ho versato il miscuglio di latte e panna negli stampini riempiendoli fino a metá circa ed infornati per 35 minuti circa in forno preriscaldato a 190° o fino a che le patate non siano risultate belle dorate.

Ho lasciato riposare qualche minuto prima di servire (anche perché sarebbe stato impossibile mangiarli prima).

E pure 'st'impiccio l'abbiamo "battezzato"!!

venerdì 5 novembre 2010

A Zamp de Puerc al Forno, meglio conosciuta come "Schweinshaxe"

Ricordo il mio stupore quando atterrai in terra teutonica, convinta che la Germania fosse il Paese dove piove sempre, dove i tedeschi indossano i calzini bianchi, le Golf sono arancioni e dove si mangia che "manco a li cani"...

10 anni sono trascorsi da allora e ancora oggi trovo questo paese straordinario sotto tanti aspetti. Certo, le radici italiane non le taglio, ma rimane il fatto che aprire il cuore ad altri orizzonti mi ha fatto capire quanti pregiudizi spesso hanno condizionato il mio modo di vedere le cose.

Tutto ció premesso, presento oggi Siore e Siori, quello che ha segnato in modo inesorabile il mio giro vita, che mi fa addannare perché colpisce il mio punto debole e al quale proprio non riesco a resistere (sono facilmente corruttibile, accidenti!): la Schweinshaxe (oppure, detta in soldoni, stinco di maiale al forno).

Devo dire di aver provato diversi metodi di cottura, ma nessuno mi ha mai soddisfatto in pieno: o mangiavo un "carognone" duro arrabbiato nonostante lo irrorassi con vini, birre, brodi e accidenti vari oppure, nel cercare di aggiustare i tempi di cottura ottenevo un "mortaccino" moscetto e quasi lesso...

Finalmente, posso dire con orgoglio di aver scoperto la cottura ideale!

Ho usato:
  • 2 Stinchi di Maiale
  • Verdure per brodo (cipolle, carote, sedano, porri, alloro, ecc.)
  • 1 pugno di Pepe in grani
  • 1 cucchiaio di Bacche di Ginepro (facoltativo)
  • 3-4 Chiodi di Garofano
  • Sale
In una pentola bella grande, ho messo tutti gli ingredienti (ad esclusione del sale) e gli stinchi. Ho coperto di acqua e portato ad ebollizione a tegame coperto. Salato e, abbassando la fiamma, ho lasciato sobbollire per 1 ora e 1/2 circa.

Trascorso il tempo, ho acceso il forno a 190°, ho tolto gli stinchi dal brodo (che potrá essere usato una volta sgrassato, nella preparazione di zuppe. Oppure si potrá congelare in attesa di tempi migliori), li ho appoggiati su un tagliere e ne ho incideso la cotenna con tagli trasverali (essendo caldi, sará questione di un attimo!).

Ho nuovamente aggiustato di sale, dopodiché ho adagiato gli stinchi direttamente sulla griglia e li ho infornati sistemando una leccarda riempita di acqua (raccoglierá il grasso ed eviterá che la carne si secchi durante la cottura).

Li ho lasciati cuocere per 1 ora circa, fino alla completa doratura della cotenna. Volendo, si puó usare il grill per qualche minuto.

Li ho serviti, accompagnati con del puré alle erbe (si puó, in alternativa, optare per dei cavoli rossi stufati, o icché vi pare).

Anche questa volta, degli stinchi ho lasciato solo le iniziali nel piatto. Puonizzimo, carantito!!



martedì 4 maggio 2010

Asparagi al Bacon e... Uovo di Colombo

Poffarre e perdindirindina, é passato piú di un mese dall'ultima volta che mi sono affacciata nel bloggomondo e la cosa mi irrita non poco!!

Non so come riescano molti di voi a conciliare lavoro, famiglia e blog, avendo a disposizione "solo" 24 ore...

Questa é un'altra ricettina faffú, copiata peró di sana pianta al Sig. Giacomo Oliviero.

Si fa in un battibaleno e servono:
  • 1/2 Kg. di Asparagi Verdi
  • 1 confezione di Bacon a fette
  • Sale e Pepe
  • Olio Evo
  • 4 Uova fresche
Lavare gli asparagi e tagliare le basi legnose.

Dopo averli asciugati, avvolgerli uno per uno nel bacon ed adagiarli in una pirofila da forno.

Condirli con dell'olio evo e metterli in forno preriscaldato a 200° per 10 minuti.

Nel frattempo, lessare le uova alla "lacrima" ed interromperne la cottura sotto un getto di acqua fredda.

Servire gli asparagi dopo averli conditi con sale (POCO, per via del bacon!!) e pepe e "pucciarli" nelle uova.

VUALÀ!!

Ora scusate, ma mi inabisso per un altro po'





P.S.: 'sta tovaglia é un cazzotto in un occhio...

venerdì 26 marzo 2010

♫♫Viva lla Pappappappa col Popopopopopopomodorooooo...♫♫

Eh si, la pappa col pomodoro é una di quelle zuppe che lasciano il segno.

É di una facilitá disarmante, di un gusto strepitoso e di calorie... lasciamo perdere!

Avendo ultimamente poco tempo a disposizione (che si é notato?), devo ingegnarmi per riuscire a mangiare in orari normali e senza dovermi "abbassare" a scongelare piatti pronti last minute.

Poiché avevo a disposizione una baguette che era diventata talmente dura da poter essere utilizzata come manganello, ho preferito farle fare una fine piú gloriosa.

Con le dosi sono andata molto ad occhio. Il risultato é che ho ottenuto una "cofana" di zuppa, capace di sfamare un reggimento...

Il fine ha comunque giustificato i mezzi.

Ho usato:
  • 2 Spicchi di Aglio
  • 1 Baguette rafferma
  • 1/2 l ca di Brodo
  • 1 Kg. di pomodori
  • Passata di Pomodoro
  • Basilico Fresco (tanto!)
  • Sale e Pepe
  • Parmigiano grattugiato
In un tegame, con dell'olio evo ho rosolato a fuoco dolce gli spicchi di aglio tagliati a rondelle sottili.

Ho aggiunto poi il pane tagliato grossolanamente (praticamente mi si é sbriciolato sotto la lama del coltello) ed il brodo precedentemente riscaldato.

I pomodori li ho tagliati a pezzettoni ed uniti al resto, facendo cuocere il tutto per circa 1/2 ora e comunque fino a che hanno quasi disfatto il pane.

Poiché la zuppa era un po' troppo "anemica", ho aggiunto la passata di pomodoro in quantitá tale da ravvivarne il colore (e quindi, ad occhio!).

Dopo aver aggiustato di sale e pepe, ho aggiunto il basilico spezzato grossolanamente (a mano e NON col coltello, ché si sprigiona meglio tutto l'aroma!!) ed amalgamato il tutto.

Ho impiattato e servito in tavola, non prima peró di aver unito una bella spolverata di Parmigiano ed un giro di olio d'oliva quello buono


Ora veniamo ai ringraziamenti a Luca & Sabrina e a Federica per avermi dato questo bellissimo premio (in ritardissimo perché io ed il tempo andiamo in direzioni opposte!!)

Per ritirarlo le modalità sono queste:


1) postare il premio
2) passare il premio a 12 amici…
3) mettere i loro link
4)avvisarli del premio ricevuto
5) dire chi ti ha regalato il premio

Mi piacerebbe poter scegliere "solo" 12 persone cui donarlo a mia volta, ma essendo tutti voi sempre cosí carini nei miei confronti, ve lo passo paro paro.


martedì 2 febbraio 2010

Coscio d'Anatra con Cavoli Rossi e Patate Duchessa

Quando sentii parlare per la prima volta delle patate duchessa, mi immaginavo chissá quale trionfo di cosa complicatissima e lunghissima da preparare.

Sorpresa sorpresona, ho scoperto che invece altro non é che un puré di patate "rinforzato", cotto in forno e servito come contorno.

Nonostante la Candelora sia alle porte, continua a nevicare senza sosta. Non mi é quindi parso vero cogliere la palla al balzo ed accendere il forno. Non avendo il camino, fa tanta atmosfera (?) e soprattutto, calore (!).

Ho usato:
  • 2 cosci d'Anatra
  • 1 cucchiaio di Miele
  • il succo di 1 Arancia
  • Sale e Pepe
  • 1 bicchiere di Vino
  • Cavoli Rossi o Cavoli Rossi (li avevo congelati e "riesumati" per l'occasione)
  • 800 gr. di Patate
  • 3 Uova
  • 1 noce di Burro
  • Noce Moscata
  • Parmigiano
Si insaporiscono le cosce d'anatra con sale e pepe, si bucherella la pelle con una forchetta e si mettono in forno a 190° per 30 minuti circa, bagnandole col vino.

Trascorso il tempo, si mescola il succo d'arancia col miele e si spennella la superficie.

Rimettere in forno per altri 15 minuti circa. Se si secca troppo, bagnare di tanto in tanto col sughetto.

Lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle finemente.

Aggiungere il burro, il parmigiano, la noce moscata e le uova (una per volta), amalgamando il tutto. Ne deve risultare un impasto sodo e non troppo liquido.

Metterlo in una sac-à-poche con la punta a stella e distribuirlo su una teglia rivestita con un foglio di silicone (o pre-unta).

Una volta pronta la carne, dare il cambio alle patate: metterle nel forno abbassando la temperatura a 180° e cuocerle per 15 minuti circa o fino a che indoreranno.

E pure oggi puó nevicare quanto vuole, ché qualcosa di caldo ci scappa lo stesso!!

lunedì 18 gennaio 2010

Serata "Konichiwa", ossia Maki-Sushi a gógó

Ho da poco scoperto che non lontano da casa (meglio tardi che mai), in un cortile nascosto da alcuni edifici, si svolge un micro-mercato all'aperto.

É talmente piccolo, che ci sono solo 3 camion: uno vende la frutta e la verdura, uno vende la carne ed i latticini ed uno vende il pesce.

Siccome non é facilissimo trovare il pesce fresco nei supermercati e soprattutto dove vivo io, la vista di questo venditore mezzo intirizzito dal freddo invernale e dal ghiaccio di conservazione dei vari pesci mi pareva quasi un'oasi nel deserto.

Ho comprato un bellissimo trancio di tonno (NON ERA ROSSO!! Cioé, era rosso perché fresco, ma non era quel tonno rosso), con l'intenzione di farci il sushi. Ed effettivamente, ci ho fatto proprio il sushi!!

Contrariamente all'ultima volta in cui mi ero cimentata in questa operazione, forse complice il fatto che ero particolarmente "di buzzo buono", ci ho messo un attimo ed é venuto come quelli veri (o almeno propinati come tali nei vari ristoranti giapponesi).

Ho usato:
  • 250 gr. di Riso per Sushi (ne verrá piú del doppio)
  • 300 ml di Acqua
  • 4 cucchiai di Aceto di Riso
  • 2 cucchiaini di Sale
  • 2 cucchiaini di Zucchero
  • Alga Nori (a me ne sono serviti 3 fogli)
  • Wasabi (questo. Scherzo, questo. Scherzo di nuovo: é questo)
  • 1 Avocado sbucciato, denocciolato e tagliato a strisce
  • 1 trancio di Tonno freschissimo tagliato a bastoncini
  • Gari, detto anche Zenzero per Sushi. Per chi ha tempo e soprattutto voglia di farlo in casa, puó rifarsi a questa ricetta. Io l'ho comprato giá pronto)
Si comincia con la preparazione del riso, che é quella che richiede maggior tempo: si mette il riso in un colino e si sciacqua sotto l'acqua corrente, fino a che l'acqua non diventerá completamente trasparente.

Si lascia poi a scolare per un'ora circa.

Trascorso il tempo, si mette il riso in un tegame insieme ai 300 ml di acqua e si porta ad ebollizione.

Da che bolle, si scoperchia il tegame e si lascia cuocere a fuoco vivo per due minuti.

Si incoperchia e, a fiamma bassissima, si lascia cuocere per altri 5 minuti.

Spegnare il fuoco e a tegame nuovamente scoperchiato (e incoperchia e scoperchia e rincoperchia, UFF!!), lasciare riposare per 10 minuti. Sgranare poi i chicchi con una forchetta.

Nel frattempo, riscaldare l'aceto di riso, sciogliervi il sale con lo zucchero, ed unirlo al riso.

Mescolare bene e conservare il riso, indovina un po'? Incoperchiato, fino all'uso.

Prendere un foglio di alga nori, tostarlo leggermente in una padella ed adagiarlo sulla stuoietta di bambú.

Distribuire il riso sull'alga e livellarlo fino ad un'altezza di circa 1 cm. Per farlo al meglio, inumidirsi le mani in una ciotola contenente 4 cucchiai di aceto ed uno di acqua (oppure fare la furbacchiona come me ed utilizzare un mattarello di silicone, sempre inumidito). Lasciare libero di 1 cm. il bordo superiore.

Col dito, spennellare una striscia di wasabi al centro del riso ed adagiarvi un bastoncino di avocado e/o tonno.

Arrotolare il sushi aiutandosi con la stuoietta e ricominciare daccapo, fino ad esaurimento degli ingredienti.

Tagliare i "tubi" ottenuti con un coltello affilato e mangiarli con il gari, la pasta di wasabi e la salsa di soia.

Volendo, c'é anche la variante dei nigiri-sushi, che consiste nel fare dei "supplí" col riso, spalmarli da un lato col wasabi ed applicarci tranci di pesce fresco, tipo tonno, salmone, gamberi tagliati a metá, bla bla bla.

Oppure i futomaki, i temaki, o i California-maki.

Ma se li faccio tutti io, poi gli altri che fanno?


lunedì 11 gennaio 2010

Polenta con Petto d'Anatra in Salsa di Amarene

Nevica, é tutto ghiacciato e fa un freddo bislacco.

Ho giá detto che la dieta fa parte dei buoni propositi per l'anno appena iniziato, MA non ho detto quando abbia intenzione di cominciarla.

Siccome io ed il freddo proprio non riusciamo ad andare d'accordo, aspetto tempi migliori (anche atmosferici) per dedicarmi alla cucina povera di calorie.

Non so se capita solo a me: certe volte, quando mi trovo in cucina davanti a degli ingredienti "improbabili", indosso il camice da scienziata pazza, mi dó una cotonatina ai capelli (tanto per calarmi meglio nel personaggio) e provo ad abbinare questi ingredienti fra loro. Qualche volta mi dice bene. Altre volte...

Stavolta che ho avuto fortuna, ho usato:
  • 1 Petto d'Anatra
  • 1 cucchiaio di Miele
  • 1 bicchiere di Vino Rosso
  • 1/2 barattolo di Amarene al naturale (qui si chiamano "Schattenmorellen" ed il loro sciroppo é a base di acqua ed acido citrico, talvolta con aggiunta di poco zucchero. Niente a che vedere con quelle della Fabbri)
  • 1 Chiodo di Garofano in polvere
  • 1 pizzico di Cannella
  • Sale e Pepe
  • 190 gr ca. di Farina per Polenta
Preparare la polenta seguendo le istruzioni riportate sulla confezione (non mi azzardo a dare informazioni circa la quantitá d'acqua e sale, perché a me piace piuttosto soda e non particolarmente saporita).

Per quanto riguarda il petto d'anatra, inciderne la pelle con profondi tagli a losanghe (senza intaccare la carne), salarlo e peparlo da ambo i lati e rosolarlo in una padella a fuoco vivo per qualche minuto, iniziando dal lato con la pelle.

Togliere la carne dalla padella, metterla in una pirofila e tenerla in caldo in forno a 160° per 10 minuti.

Eliminare parte del grasso dalla padella, aggiungere il miele e farlo caramellare leggermente.

Versare il vino e fare sfumare. Aggiungere le amarene e parte del loro sugo, insaporirle con il chiodo di garofano e la cannella e far ritirare la salsa. Aggiustare di sale e pepe.

Ritirare il petto d'anatra dal forno, scalopparlo, adagiarlo sulla polenta giá impiattata e condirlo con la salsa.

La bilancia non ringrazierá, ma lo spirito sí


venerdì 8 gennaio 2010

La "bomba", ovvero Sformato di Riso al Pesto di Spinaci

Dico la veritá, non sono una grande amante dei timballi di riso, ma dovevo pur inaugurare lo stampo per sformati (o zuccotti, ma per quelli dovró aspettare qualche mese) comprato 9 anni fa, ancora perfettamente imballato e scampato ad un trasloco!!

Ebbene sí, quando l'ho tirato fuori dal cassetto ove era bello riposto (in fondo in fondo, ché sennó mi toccava usarlo prima!), non ho avuto il coraggio di rimetterlo via senza "battezzarlo".

Ho usato:
  • 200 gr ca. di Riso Selvatico
  • 2 cucchiai di Pesto di Spinaci
  • 1 Uovo
  • 1 Cipolla
  • 125 gr. di Bacon a dadini
  • 4-5 Pomodorini Ciliegini
  • Abbondante Parmigiano/Pecorino grattugiati
  • Peperoncino
  • Sale e Pepe
Il riso selvatico l'ho lessato in acqua salata per 20 minuti circa (é ignorante parecchio, quanto ci mette a cuocere!!).

Una volta scolato, l'ho fatto raffreddare per un po' e mescolato al pesto. Ho unito l'uovo ed amalgamato il tutto con un cucchiaio.

In una padella, con poco olio evo ho imbionditoleggermente la cipolla.

Ho unito i dadini di bacon e lasciato rosolare, aggiungendo il peperoncino.

Ho lavato i pomodorini, li ho tagliati in quarti e versati nella padella, lasciando che si cuocessero e che evaporasse la maggior parte del liquido.

Spento il fornello, unito i formaggi e messo da parte.

Dopo aver leggermente unto lo stampo, l'ho "foderato" con la maggior parte del riso. Ho riempito con la salsa (una quasi amatriciana, a pensarci bene) e ricoperto col restante riso.

Ho chiuso lo stampo col suo coperchio e messo in forno a 200° per 20 minuti circa.

Ho sformato, dopo averlo lasciato riposare per qualche minuto.

Domanda domandona: cosa mi avrá portato mai Babbo Natale che fa click e che mette a fuoco senza fiamme (talvolta dal lato sbagliato, ma la pratica la fará da padrona)?




martedì 5 gennaio 2010

Indivia Belga gratinata

Natale é passato, l'anno nuovo é giá cominciato da qualche giorno ed i danni che le Feste mi hanno arrecato (nel senso molto fisico della parola), ancora non riesco a quantificarli.

Io e la mia bilancia, in questi giorni abbiamo dei problemi di "intolleranza". Per spiegarla meglio, non appena provo ad avvicinarmi, ottengo lo stesso effetto che si ha quando si cerca di fare attaccare due calamite aventi lo stesso polo...

Si dice che il freddo aiuti a bruciare le calorie. O io sono freddo-repellente (anche se ho naso, mani e piedi fuori uso), o le mie calorie in eccesso vogliono rimanere vicine vicine tra di loro per non disperdersi.

Di fare la dieta in questo momento non ci penso proprio, per cui cerco di sfruttare il forno il piú possibile unendo l'utile al dilettevole.

Ne ho approfittato per preparare l'indivia belga in modo alternativo (e calorico, ma tant'é) rispetto alla fredda insalata.

É abbastanza veloce e servono:
  • 4 cespi (si dice cosí?) di Indivia Belga
  • 150 gr. di Bacon a dadini
  • 1 cucchiaio di Farina
  • 1 noce di Burro
  • 1/2 L ca. di Brodo
  • Noce Moscata
  • Parmigiano (a gogó)
  • Sale e Pepe
In un tegame, rosolare il burro con la farina.

Aggiungere i dadini di bacon precedentemente indorati ed il brodo.

Mescolare con una frusta per evitare la formazione di grumi e lasciare addensare. Insaporire con la noce moscata, il parmigiano, il sale (occhio al bacon che é salato di suo!) ed il pepe.

Lavare l'indivia belga, tagliarla a metá e rosolarla con poco burro in una padella.

Adagiarla in una pirofila da forno ed irrorarla con la pseudo-besciamella. Spolverarla con altro parmigiano e metterla in forno caldo a 200° per 10 minuti.

La dieta fa parte dei buoni propositi del 2010 (che tradotto significa: ho un anno di tempo per cominciare)





martedì 15 dicembre 2009

Pollo al Masala

Ho voluto provare l'ennesima ricettina indiana. Questa me l'ha data un ex collega, indiano DOC (e quindi non é una delle mie zingarate in cucina!).

L'unica differenza con la ricetta originale, é l'uso piú moderato dell'aglio e del peperoncino. L'uno per via del giorno lavorativo a seguire; l'altro perché quando gli indiani ci si mettono, sanno essere veramente... "focosi"!

Ho usato:
  • 2 cucchiaini di Semi di Papavero bianchi
  • 2 cucchiaini di Anacardi
  • 1 pezzetto (2 cm. ca) di Zenzero fresco
  • 1/2 spicchio di Aglio
  • 1/2 cucchiaino di Cannella in polvere
  • 1/4 cucchiaino di Chiodi di Garofano
  • 1/4 cucchiaino di Cardamomo
  • 1/4 cucchiaino di Curcuma in polvere
  • 1/2 cucchiaino di Peperoncino
  • 1 1/2 cucchiaino di semi di Coriandolo
  • Olio di Semi
  • 1 Cipolla tagliata a dadini
  • 1 barattolo di Pomodori pelati sminuzzati
  • 1/2 cucchiaino di Zucchero
  • 1 bustina di Zafferano (come colorante)
  • 1 tazza di Latte
  • Sale
  • 250 gr di Petto di Pollo tagliato a dadi 2x2
Si comincia col tostare leggermente i semi di papavero e gli anacardi in un padellino antiaderente.

Metterli poi in un mortaio ed aggiungere tutte le spezie. Pestacchiare il tutto a dovere, fino ad ottenere una pasta.

In un tegame, con l'olio di semi ammorbidire a fuoco dolce le cipolle. Aggiungere poi i pomodori sminuzzati, la pasta ottenuta, lo zucchero e lo zafferano sciolto in un goccio d'acqua.

Lasciare cuocere per qualche minuto (neanche piú di tanto) ed aggiungere infine il latte, aggiustando di sale.

In una padella, con un goccio d'olio saltare a fuoco sostenuto i petti di pollo fino a farli indorare. Unirli poi alla salsa. FATTO!

Si possono mangiare cosí o, come ho fatto io, accompagnati da riso lesso.



mercoledì 2 dicembre 2009

Bistecche di Cavallo con Fagioli Neri al Curry Rosso e Rösti di Verdure

Di nuovo alle prese con un nuovo corso di cucina!

Stavolta era incentrato sul menu di Natale. Il menu era tuttavia alquanto improbabile, visto che le portate provenivano da diversi paesi del mondo e che, con la nostra tradizione culinaria non avevano molto a che fare.

Sta di fatto che comunque come al solito, mi sono fatta delle belle risate e, cosa da non sottovalutare, anche una bella mangiata. Siamo nati per soffrire? E allora soffriamo come si deve!!

Una delle portate, é un piatto proveniente da Trinidad e Tobago (appunto), sicuramente riveduto e corretto per adeguarsi ai nostri gusti.

L'ho realizzato, usando i seguenti ingredienti:
  • 600 gr. di Bistecche di Cavallo
  • 200 gr. di Funghi Cardoncelli
  • 1 Cipolla
  • 1 Peperoncino
  • 1 cucchiaino di Curry Rosso in Pasta (si trova, credo, nei negozi orientali, oppure si puó fare in casa)
  • 200 ml di Panna da Cucina
  • 200 ml di Brodo Vegetale
  • 1 barattolo di Fagioli Neri
  • 500 gr. di Patate
  • 100 gr. di Carote
  • 100 gr. di Sedano Rapa
  • 100 gr. di Coste di Sedano
  • 2 Uova
  • 2 cucchiai di Farina
  • Sale, Pepe, Paprika in Polvere

Pulire i funghi con un panno e tagliarli a fette.

In una padella, con poco olio imbiondire la cipolla tagliata a dadini. Aggiungere poi i funghi e farli saltare per qualche minuto. Insaporire col peperoncino sminuzzato e la pasta curry (occhio perché é molto piccante. Consiglio di partire con una piccola quantitá ed eggiungerla in base al proprio gusto). Versare poi il brodo, i fagioli e la panna e lasciare addensare la salsa. Aggiustare eventualmente di sale.

Per i rösti, sbucciare le cipolle, mondare le carote, pulire il sedano rapa e privare le coste di sedano dei filamenti.

Con una grattugia, sminuzzare le verdure e riunirle in una ciotola (le coste di sedano basterá tagliuzzarle con un coltello). Unire poi le uova, salare, pepare ed aggiungere la paprika.

Con l'aiuto di un cucchiaio, versare piccole quantitá di composto in una padella e cuocere i rösti da ambo le parti, tenendoli poi in caldo.

Cuocere la carne in base al proprio gusto, comporre il piatto e condire il tutto con la salsa al curry.





venerdì 27 novembre 2009

Coscio d'Anatra brasata al Vino Rosso

Qualche anno fa, la mia dolce metá mi regaló per il compleanno un corso di cucina presso una cuoca professionista (mica un'azzeccagarbugli come me).

Fu proprio quell'occasione che mi portó successivamente ad iscrivermi a svariati siti di ricette online, ad ulteriori corsi di cucina e, last but not the least, a cominciare a scrivere il blog. É il caso di dire che fu veramente una fulminata (o sono fulminata di mio?)!!

Tra le varie ricette della serata, c'era anche quella del coscio d'anatra al vino rosso.

Questa é una ricetta che rispolvero ogni anno in questo periodo, visto che le anatre rientrano nell'alimento principe della stagione.

Ho "epurato" la ricetta originale, perché la signora cuoca c'era andata un tantino pesante coi grassi. Professionista sí, ma anche bella rotondetta!

Occorrono:
  • 2 Cosce d'Anatra private delle piumette
  • Timo (fresco o secco)
  • 2 Cipolle
  • 1 Porro
  • 2 spicchi d'Aglio
  • 2 Patate farinose (circa 150 gr)
  • 1 Carota
  • 200 ml ca. di Vino Rosso
  • 150 ml ca di Brodo
  • 1 cucchiaio di Concentrato di Pomodoro
  • Sale e Pepe
Si comincia distribuendo sulle cosce d'anatra le foglioline di timo e si lasciano poi riposare per 1 ora.

Si tagliano poi tutte le verdure e gli odori e si tengono da parte.

In una pirofila da forno metallica provvista di coperchio (se é pure antiaderente abbiamo fatto BINGO!), si indorano uniformemente e a fuoco vivace le cosce d'anatra (occhio a tenere il coperchio a portata di mano, ché schizzano cummacché). Io non ho aggiunto alcun grasso, visto che la pelle ne ha di suo.

Una volta rosolate, vanno tolte dalla pirofila, messe in un piatto, salate e pepate. Nella pirofila, versare poi le cipolle e l'aglio e farli imbiondire. Aggiungere tutte le altre verdure, insaporire col concentrato di pomodoro, dopodiché versare il vino ed il brodo.

Adagiare le cosce di pollo sul letto di verdure (modello Paolina Borghese sulla chaiselongue), incoperchiare ed infornare in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti. Trascorso questo tempo, abbassare la temperatura a 160° e proseguire la cottura per altri 45 minuti.

Estrarre la carne dalla pirofila e tenerla in caldo nel forno. Frullare la salsa con le verdure (se risultasse troppo densa, si puó allungare con altro brodo o con un goccio di vino rosso), aggiustare di sale e pepe ed usarla per nappare il piatto.

Servire le cosce con la loro salsa e come contorno i cavoli rossi stufati alle mele.

Credo che il resto di salsa avanzata (ne é venuta una bidonata circa), lo utilizzeró come condimento per delle pappardelle, tanto per dirne una.



martedì 24 novembre 2009

L'apasteffacioli, meglio conosciuta come Pasta e Fagioli

Quando le giornate si presentano grigie e piovose, sebbene le temperature esterne non siano (ancora) cosí tipiche del mese di Novembre, mi ricordo con piacere di quanto mi piaccia affidarmi alla tradizione della cucina italiana.

Con questo non ho niente conto le varie cucine etniche, orientali, occidentali o centrali. Dico solo che in certe occasioni mi piace tanto ricordare la vecchia cucina contadina che, nella sua semplicitá, trasmette sapori e calori fuori dal comune.

Che poi le ricette vengano stravolte perché la scelta di ingredienti ricade su alcuni anziché su altri, poco fa.

Non avevo per esempio la pasta all'uovo e non avevo la cotenna di maiale. Li ho sostituiti ed il risultato non mi ha deluso comunque (e lo credo bene, se mi viene in aiuto al Sig. Lardo di Colonnata in persona!).

Ho usato:
  • 500 gr. di Fagioli Borlotti pre-ammollati e lessati
  • 1 Cipolla
  • 2 Carote
  • 1 gambo di Sedano
  • 250 gr. di Pancetta a dadini
  • 1 fetta di Lardo di Colonnata spessa 1 cm. circa
  • 6 Pomodorini Ciliegini
  • Sale, Pepe e Peperoncino
  • Pasta corta tipo Cannolicchi

Col minipimer ho preparato il battuto a base di cipolla, carota e sedano che ho poi soffritto in un poco di olio evo.

Ho aggiunto successivamente la pancetta ed il lardo tagliato col coltello a dadini e fatto insaporire a fuoco medio per qualche minuto.

É stata poi la volta dei pomodorini che ho tagliato a metá ed unito all'ambaradam.

Nell'attesa che i pomodori si ammorbidissero, non sono rimasta con le mani in mano e ho frullato parte dei fagioli con un po' della loro acqua di cottura.

Ho versato poi i rimanenti fagioli e parte del loro liquido nel tegame (che si puó aggiungere di volta in volta per regolare la densitá della zuppa), unendo il puré.

Ho aggiustato di sale, pepe e peperoncino ed aggiunto poi la pasta, portandola a cottura.

Un bel giro di olio buono e per me puó pure venire giú il diluvio universale, ché tanto c'ho da fa'...

lunedì 19 ottobre 2009

La Rheinischer Sauerbraten

La rheinischer Sauerbraten non é una parolaccia né tantomeno un'imprecazione da auto appena tamponata.

É invece una specialitá della Renania ed é la versione "acida" del nostro brasato. Acida, perché la carne viene lasciata insaporire da un minimo di 2 ad un massimo di 7 giorni in una marinata a base di aceto, vino rosso ed aromi vari.

La conseguenza primaria di questa lunga permanenza in una soluzione acida, fá sí che le fibre di collagene si sciolgano, rendendo la carne particolarmente morbida. La ricetta originale prevede l'uso di carne equina, ma visto che io originale non sono, ho ripiegato su quella di manzo.

Per farla, occorrono:
  • 750 gr. di Polpa di Manzo
  • 1/4 L di Vino Rosso
  • 1/4 L di Aceto
  • 1/2 L di Acqua
  • 1 foglia di Alloro
  • 5 Bacche di Ginepro
  • Sale
  • 1 cucchiaio ca. di Pepe Nero in grani
  • 3 Chiodi di Garofano
  • 1 Cipolla + 1 Carota sminuzzata
  • 1 cucchiaino di Semi di Senape
  • 1 cucchiaino di Semi di Coriandolo
  • Uvetta Sultanina
  • 2 cucchiai di Caramello bello scuro (per il colore finale della salsa e per il sapore)
  • 1 cucchiaio di Fecola o Maizena o Farina, diluita in un goccio d'acqua

Tutti gli ingredienti, ad eccezione dell'uvetta sultanina e della carne, si versano in un tegame. Si porta leggermente il tutto ad ebollizione, si lascia freddare e si versa sulla carne.

Riporla in frigo, dimenticarsela per qualche giorno ed avere l'accortezza di girarla di tanto in tanto (se la marinata non la ricoprisse completamente).

Trascorsi i 2-3-4-5-6-7 giorni, scolare la carne dalla marinata e rosolarla a fuoco bello vivo con un goccio d'olio evo da tutte le parti. Aggiungere la marinata filtrata (io di solito evito di farlo) e lasciare cuocere a fuoco lento per almeno 1 ora, girando di tanto in tanto.

Poco prima del termine della cottura, aggiungere l'uvetta sultanina e lasciare insaporire.

Togliere la carne dal sugo e lasciarla da parte. Aggiungere al sugo il caramello e la farina e lasciare addensare.

Tagliare la carne a fette e servirla col sugo.

Di solito viene servita con i tipici canederli a base di pane e patate, composta di mele e cavoli rossi stufati con le mele.

Poiché ero stufa di mio, mi sono limitata ai soli canederli :-)

giovedì 8 ottobre 2009

Cannelloni di crepes ai funghi e formaggio

Il bello delle vacanze é che esistono. E fino a qui non fa una piega.

Il brutto delle vacanze, é che una volta terminate tocca rimettersi al chiodo e riordinare tutto, svuotare i 46 Kili di valigie (mannaggia a quella compagnia aerea che ha alzato la soglia del peso massimo bagagli) e soprattutto LAVARLI, riprendere possesso della propria casa e vederla come se fosse la prima volta, spolverare, spuzzare dal chiuso, buttare a malincuore le piante mummificate per non essere state innaffiate, ecc. ecc..

Trascorsi un paio di paio di giorni dal rientro, questo "trauma" piano piano si attenua. Ecco cosí che le sane vecchie abitudini tornano come le anatre in primavera ed una di queste é quella di riprendere a scrivere sul blog.

Ho assaporato il piacere di riempire nuovamente il frigorifero, fino ad allora abitato solo da bottiglie di birra, di ketchup e da un paio di fantasmi. Ho comprato verdure fresche, latte, le uova e tutto ció che dá colore ad una cucina "spenta" per mancanza di personale.

Parte delle uova, le ho utilizzate per farci delle crepes che ho utilizzato poi a mo' di cannelloni.

Per i cannelloni ai funghi, ho usato:
  • 3 Uova
  • 200 gr. di Farina
  • 400 ml di Latte
  • 500 gr. di Funghi champignon
  • 1 spicchio d'Aglio
  • 250 gr. di Formaggio Raclette
  • Parmigiano Reggiano
  • 50 gr. di Burro
  • 2 cucchiai di Farina
  • Latte (poi spiego quanto, tanto c'é tempo)
  • Noce Moscata
  • Sale e Pepe

Con la farina, le uova, i 400 ml di latte ed un pizzico di sale, ho preparato l'impasto delle crepes e lasciato riposare per due ore circa (pare che il riposo faccia miracoli). Se la crema fosse troppo liquida, prima di metterla a riposo si puó aggiungere altra farina (dipende da quanto sono grosse le uova).

In una padella, ho scaldato dell'olio evo e rosolato lo spicchio d'aglio. Ho aggiunto i funghi lavati ed affettati e portato a cottura.

Ho preparato la besciamella, tostando la farina con il burro. Ho levato il tegame dal fuoco e lentamente ho aggiunto del latte (io non lo verso bollente, non mi va! I risultati sono buoni comunque), mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Ho continuato a mescolare fino a che ho ottenuto una crema piuttosto densa e liscia. Ho rimesso il tegame sul fuoco e lasciato addensare, insaporendo con la noce moscata ed un pizzico di sale.

Se a questo punto la besciamella fosse troppo densa, si puó "allungare" con altro latte. A salsa ultimata, ho aggiunto poco formaggio raclette, quanto ne é bastato per "profumarla". Aggiustato di sale.

Ho preparato le crepes e le ho farcite con i funghi trifolati ed il resto del formaggio tagliato a striscioline, dopodiché le ho arrotolate ed adagiate in una teglia da forno (antiaderente o con una "lacrima" di burro fuso).

Ho ricoperto di besciamella, spolverato di parmigiano grattugiato, una bella pepata ed infornato a 200° per 10 minuti.



lunedì 31 agosto 2009

Peperoni ripieni alla "famo cinese"

Quando si dice che il lupo perde il pelo ma non il vizio...

Nonostante le promesse fatte e fattemi, ancora non ho perso la sana abitudine di comprare cose in virtú del fatto che, chissá, potrebbe scoppiare una guerra da un momento all'altro. Meglio quindi essere pronti e riforniti di tutto punto!

Ovviamente (e per fortuna), di guerre in vista nemmeno l'ombra. Rimangono peró scorte di viveri in frigorifero che, alla lunga (e anche alla corta per alcuni) devo apprestarmi a cucinare.

Sorge allora la fatidica domanda: "E mo, che m'envento?" La soluzione piú plausibile, é quella di inventarsi qualcosa che contenga il maggior numero di cose da togliere da mezzo.

Ecco qui che scatta la molla del "famo cinese", della sana o malsana abitudine cioé di cucinare utilizzando svariati ingredienti e tutti insieme.

La cineseria di turno, sono dei peperoni ripieni. Per farli, ho usato:
  • Peperoni Rossi dolci (di forma oblunga)
  • 500 gr. di Carne macinata
  • 1 spicchio di Aglio cinese (da qui l'ispirazione del titolo?)
  • 1 pezzo di Zenzero fresco
  • 3 Funghi Champignon
  • Germogli di Soia
  • Germogli di Bambú
  • Salsa di Soia
  • Olio di Sesamo
  • Peperoncino (facoltativo)
  • Riso Basmati lesso

In un tegame, con dell'olio evo ho soffritto a fuoco lento l'aglio tagliato a lamelle. Ho aggiunto poi lo zenzero e mescolato leggermente. Ho versato la carne macinata e l'ho rosolata, alzando il fuoco.

Una volta ritiratosi il liquido, ho aggiunto la salsa di soia ed i funghi tagliati a pezzotti irregolari e portato a cottura. In ultimo, ho aggiunto il bambú ed i germogli di soia.

Dopo aver lavato i peperoni, ho tagliato le calotte superiori, li ho privati dei semi e li ho riempiti con la carne e parte del sughetto. Li ho richiusi, li ho adagiati in una teglia da forno, irrorati con dell'olio al sesamo e messi in forno ventilato a 200° per 20 minuti circa.

Li ho serviti con del riso basmati lesso, irrorato con la loro salsa.



martedì 11 agosto 2009

Il King dei Burger

Ma io mi domando e dico: "Ma a noi l'americani, che c'hanno fatto?"

Ecco allora che, per non essere meno americana di loro (anche se so' romana de Roma!!), ogni tanto ci concediamo la "burger night".

Questo é veramente faffú DOC e ho usato:
  • 300 gr. di Carne macinata mista
  • 1 Scalogno
  • 3 fette di Pancarré
  • 1 goccio di Latte
  • 1 Uovo
  • 1 pezzetto di Zenzero grattugiato
  • 1 cucchiaio di Timo/Prezzemolo tritati
  • 1 cucchiaino di Paprika piccante
  • 1 cucchiaino di Curry
  • Sale e Pepe
  • 2 Panini da Hamburger al Sesamo
  • 4 Pomodorini tagliati a metá
  • qualche Cetriolino sottaceto tagliato per il lungo a fette sottili
  • 4 Patate medie

In una ciotola, ho ammorbidito il pancarré con un goccio di latte. Poco dopo, ho aggiunto lo scalogno e ridotto il tutto a purea col minipimer.

Mescolato successivamente la carne al resto degli ingredienti e alla purea di pane/scalogno, aggiustato di sale e lasciato riposare.

Nel frattempo ho pelato le patate, le ho tagliate a bastoncini e messe in ammollo in una ciotola colma d'acqua, rinnovandola di tanto in tanto per eliminare l'amido.

Scolate, asciugate in un telo e fritte in olio bollente (non superare i 170°, per evitare la formazione di tossine non proprio amiche per il nostro organismo, mi raccomando!) fino a farle dorare ben bene e salate con un misto di sale normale e sale affumicato.

Con la carne ho formato 4 Hamburger (non erano grandissimi, su!) e li ho cotti senza grassi aggiunti in una padella antiaderente. Bisogna pur cercare di mantenere le apparenze di una cucina "dietetica"!

I panini al sesamo li ho divisi a metá, bruschettati nel tostapane ed "impermeabilizzati" con un poco di mayonese (light, giuro!!). Ci ho messo i pomodorini tagliati, le fette dei cetriolini, gli hamburger e "sbranato" poi con le patatine.