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domenica 21 dicembre 2014

Tortina blitz al cioccolato e pere


Mi è capitato qualche giorno fa di incappare in un libro di ricette di "mug cakes" e cioè di tortine super veloci da preparare direttamente nelle tazze da the, di caffè o comunque in recipienti monoporzione e da cuocere col forno a microonde.

Che diavoleria, mi sono detta! Soprattutto, con un tenero sorriso, ho pensato ad una persona a me molto cara che col microonde ha un rapporto, come dire, ... burrascoso...

Vero è che, vivendo in un epoca dove tutti andiamo di corsa, dove manca il tempo (almeno a me!) per potersi dedicare con passione alle cose che più ci (mi) piacciono, quest'idea delle mug cakes l'ho trovata geniale.

Le versioni sono sia dolci che salate, per cui si può spaziare da un aperitivo/antipasto ad un contorno/dessert, senza dover passare troppo tempo dietro i fornelli. Fantastico, nel caso di ospiti "last minute"...

Io ho provato una versione dolce e penso che, con qualche piccolo accorgimento, la potrei benissimo adattare al fine cenone natalizio.

Essendo la mia numerosa famiglia composta da due persone, ho adattato le dosi usando:

  • 1 + 1/2 Pera
  • 1 cucchiaio di Zucchero
  • 1 cucchiaio di Succo di Limone
  • Liquore a piacere (io ne ho usato uno alle Albicocche)
  • 30 gr. di Burro
  • 1 Uovo
  • 2 cucchiai di Farina
  • 2 cucchiai di Zucchero
  • 1 cucchiaino di Cacao in Polvere
  • 1/2 Bacca di Vaniglia (i semini)
  • 1/4 di cucchiaino di Lievito in Polvere

Ho sbucciato la pera più la mezza, l'ho tagliate a dadini e, con lo zucchero ed il succo di limone, ne ho fatto una compote.

Nel microonde, ho sciolto brevente il burro. Ho unito, mescolando di volta in volta, tutti gli altri ingredienti e 2/3 della compote di pere.

Ho diviso il composto in due bicchieri di vetro (non lasciarsi ingannare dalla "misera" quantità dell'impasto) e cotti a microonde alla massima potenza per 1 minuto e 40 secondi.

Alla rimanente compote, ho aggiunto un cucchiaio circa di liquore.

Una volta sfornate le "blitz" tortine, le ho decorate con le pere rimaste.

Mai come in questo caso, il detto "ci vuole più a dirsi che a farsi", fu più azzeccato...

mercoledì 6 gennaio 2010

Il Gelato Fritto

Oggi é l'Epifania che tutte le Feste si porta via!

Ogni anno mi lamento per lo stress, per le corse, per le grandi mangiate e per lo spirito sbagliato con cui affronto tutto il periodo natalizio.

Ogni anno poi arriva lei, la Signora a cavallo della scopa volante. Col suo svolazzare di casa in casa, distribuisce dolcetti o carbone e al tempo stesso, con un colpo di ramazza, ripulisce dagli addobbi e mi riporta alla vita quotidiana.

A questo punto, passato tutto mi guardo in giro con aria un po' frastornata e mi chiedo cosa sia rimasto di tutto ció: regali, qualcuno bello e qualcuno no, qualche ...etto in piú, la promessa di mantenere i buoni propositi per l'anno appena nato, qualche bel ricordo ed il rammarico di non aver potuto festeggiare come avrei voluto.

Tant'é: il Natale arriva come un ciclone e con la stessa velocitá se ne va!

Questa é una ricetta per chiudere in bellezza le Feste e che ho imparato durante un corso di cucina (uno dei tanti).

Fino ad ora avevo avuto solo modo di mangiarlo al ristorante, perché pensavo fosse di un complicato complicatissimo.

Niente di piú facile e, soprattutto, si puó preparare con grande anticipo e conservare a lungo in congelatore.

Occorre:
  • 1 vaschetta di Gelato (gusti a piacere)
  • 1 Pan di Spagna da 250 gr. (io ho usato quello pronto)
  • 6 Cornetti (anche questi, pronti)
  • Aromi vari a scelta (p.e.: zeste d'arancia, zucchero, vaniglia, ecc. ecc.)
  • 8 Albumi d'Uovo
  • Olio per friggere
Dalla vaschetta di gelato ricavare delle palline che andranno poi rimesse, in un piatto, subito nel congelatore.

Asciugare il pan di Spagna per un paio di minuti nel forno a microonde, dopodiché metterlo con i cornetti nel frullatore. Ridurre il tutto a briciole molto fini ed aromatizzare a piacere.

Montare le chiare a neve ed unirle alle briciole.

Con questa massa, ricoprire interamente le palline di gelato e rimetterle di volta in volta nel congelatore (per almeno un paio di ore), fino a che saranno completamente congelate.

Scaldare l'olio nella friggitrice, immergere le palline di gelato una alla volta e farle indorare uniformemente.

Servire con frutta a piacere.

Carnevale é alle porte....



mercoledì 23 dicembre 2009

Il Tiramisu

Non c'é blog che non abbia pubblicato questa ricetta.

Siccome piú siamo meglio stiamo, vedo di aggiungermi al gruppo (anche perché sfido chiunque a resistere dalla tentazione di farlo).

Di scuole di pensiero riguardo alla ricetta ne ho lette di tutti i colori: pavesini sí o no, liquore sí o no e se sí quale, panna o non panna, ecc.

Io resto ferma sulla mia versione e mi affido alla mia ricetta cavallo di battaglia, e cioé:
  • 5 Uova (rosso + albume)
  • 140 gr. di Zucchero
  • 500 gr di Mascarpone
  • Rhum (a naso e, soprattutto, al gusto)
  • 1 tazza di Caffé ristretto
  • 1 pizzico di Sale
  • Savoiardi
  • Cacao Amaro
In una ciotola, si sbattono i rossi d'uovo con lo zucchero per almeno 10 minuti, fino a che diventano belli gonfi e giallo chiaro chiaro.

Nel frattempo preparo il caffé e, per renderlo piú ristretto, lo faccio ridurre in un pentolino (trucco n. 1).

Lo verso poi in una bottiglietta spray munita di pompetta per creare la pressione (trucco n. 2). Con questo sistema, evito che il caffé caldo impregni eccessivamente i biscotti, rendendo il dolce una "mappazza" subito dopo il primo taglio.

Al composto di uova e zucchero, unisco il mascarpone e lo amalgamo delicatamente, fino a far scomparire completamente i grumi. Aggiungo poi il rhum (io uso quello scuro)

Monto a neve bella ferma gli albumi a temperatura ambiente, aggiungendo un pizzico di sale. Unisco poi il tutto alla crema di mascarpone, mescolando con movimenti delicati dal basso verso l'alto.

Ora arriva il momento clou: dispongo i savoiardi in una pirofila, con la parte zuccherata rivolta verso l'alto.

Con la pompa-bottiglietta spruzzo il caffé uniformemente sui biscotti, dopodiché verso la crema.

Spolvero di cacao e procedo col secondo strato, ripartendo dai savoiardi a zucchero in su e chiudendo il cerchio con tanto cacao.

Lascio in frigorifero a riposare o lo metto direttamente nel congelatore.

Di solito uso la teglia bassa e larga, per cui piú di due strati non vengono. Tre li regge comunque bene.

Inutile ricordare che va preparato con almeno un giorno di anticipo, sia per dare tempo ai biscotti di ammorbidirsi, sia per far inumidire tutto il cacao (una volta, presa da un attacco di gola, a momenti mi strozzavo!)

Colgo l'occasione per augurare buone Feste a tutti ed un arrivederci a presto!!



venerdì 11 dicembre 2009

La Torta Sacher

Ci ho pensato su qualche giorno se postare o meno questa autentica botta di calorie, ma visto che la temperatura é finalmente calata e per il fine settimana é prevista qui da noi addirittura la neve, perché no?

Ricordo di averla fatta per la prima volta diverso tempo fa, ma mi si depositó sullo stomaco come una zavorra piombata (forse perché la sbranai? Mi avvalgo della facoltá di non rispondere!).

Questa l'ho sfornata durante l'ennesimo corso di cucina (finché dura...) .

Se si esclude il piccolo "incidente" che mi ha costretto a rifare la copertura finale, costringendomi - non volevo, mi hanno forzato!!!! - a portare a casa un intero barattolo di cioccolato semi-solido spalmabile ('na goduria, altro che sofferenza!!), la torta é venuta proprio... zozza!!

Per farla, ho usato:
  • 120 gr di Cioccolato Fondente
  • 100 gr di Burro
  • 100 gr di Zucchero in Polvere
  • 5 Rossi d'Uovo
  • 4 Chiare d'Uovo
  • 1/2 stecca di Vaniglia (i Semi)
  • 50 gr di Farina
  • 120 gr. di Mandorle tritate
  • 200 gr di Marmellata di Albicocche
Per la copertura:
  • 100 gr di Cioccolato Fondente
  • 300 gr di Zucchero
  • 60 gr di Cacao in Polvere
  • 1/8 L di Acqua
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e tenerlo in caldo.

In una ciotola, lavorare energicamente il burro con i rossi d'uovo ed 1/3 dello zucchero in polvere. Aggiungere poi i semini della vaniglia ed il cioccolato fuso tenuto in caldo.

Montare a neve ferma gli albumi ed aggiungere il restante zucchero, unendo poi delicatamente al composto di cioccolato con movimenti dal basso verso l'alto. Aggiungere la farina setacciata e le mandorle, amalgamando il tutto.

Versare l'impasto in una teglia di 22 cm di diametro precedentemente imburrata e ricoperta di farina o pangrattato (o una di silicone, omettendo il resto) e cuocere in forno precedentemente riscaldato a 180°, scomparto centrale, per 40-50 minuti circa. Fare la prova stecchino e lasciare poi raffreddare.

Per la copertura, spezzettare il cioccolato, mescolarlo con gli altri ingredienti e farlo sciogliere a fuoco dolce, sempre mescolando. Sará pronta, non appena si verranno a formare dei "nastri" sulla superficie.

Versare la copertura in una ciotola e, con un cucchiaio di legno, continuare a mescolarla fino a farla diventare una massa lucida ma semiliquida.

Riprendere la torta, tagliarla a metá, spalmare la parte inferiore con la marmellata di albicocche e ricomporre il dolce.

La marmellata che resta, allungarla con un goccio di acqua e farla bollire qualche minuto, passarla attraverso un colino ed usare questo sciroppo per lucidare la torta.

Versare la copertura di cioccolato in modo uniforme (cosa avrei dato per essere io quella torta in quel momento!!!), lasciarla asciugare e finalmente azzannarla come si deve!!



sabato 12 settembre 2009

Ananas al Gran Marnier

Questo é il mio ultimo post prima delle tanto sospirate vacanze!!

Siccome la condizione essenziale per andare in vacanza é la consapevolezza di usare tutto ció che di deperibile rimane in frigorifero, mi é venuta l'idea di usare un ananas moooolto maturo come chicca viziamarito.

Certo, non é detto che serva esclusivamente a questo (anche!), ma é un valido rimedio "pronto-soccorso" se si hanno ospiti a cena.

Per farlo, occorrono:
  • 1 Ananas maturo (il mio lo era moooolto, per forza di cose) o sciroppato
  • 1 noce di Burro
  • 1 mestolo di Zucchero
  • 1 goccio di Succo d'Arancia
  • 1/2 bicchiere di Gran Marnier (o Maraschino o comunque un liquore dolce)

Dopo aver sbucciato l'ananas, privarlo del torsolo e tagliarlo a fette.

In una padella antiaderente, sciogliere il burro con lo zucchero e lasciare che quest'ultimo si caramellizzi.

Unire le fette di ananas (Attenzione: togliere per qualche istante la padella dal fuoco, ché sennó schizza l'ira di Dio!!) ed il succo di arancia e farle cuocere per qualche istante, rivoltandole di tanto in tanto. Il caramello a questo punto tenderá a solidificarsi, per cui munirsi di Santa pazienza ed amalgamare al liquido per farlo sciogliere nuovamente.

Non appena il liquido si ridurrá fino a diventare sciropposo, aggiungere il Gran Marnier ed incendiarlo (occhio alle sopracciglia e/o all'eventuale puzza di pollo...!).

Lasciare che la fiamma si spenga da sola per avvenuta combustione dell'alcool, dopodiché adagiare le fette di ananas in un piatto ed irrorarle con la salsa.

Se quest'ultima dovesse essere ancora un po' troppo liquida, prima di versarla sulla frutta, lasciarla restringere a fuoco alto per qualche momento.

Guarnire con foglie di menta fresca (che io ho usato poi per fare la "scarpetta")

venerdì 10 luglio 2009

Uozzamerica...

Vedo qui e lí che vengono pubblicate diverse ricette sulle cheese cake. Approfittando di un raro momento di luciditá del mio pc, mi sbrigo a postare la mia versione.

Qualche giorno fa, nel fare la spesa ho trovato un tipo di formaggio chiamato "Schichtkäse" (letteralmente "formaggio a strati") il quale, narrava la confezione, si prestava per le preparazioni al forno.

Essendo io curiosa come una scimmia e non avendolo mai visto prima, l'ho voluto provare.

Cosa dire di lui? La consistenza é quasi granulosa (un po' piú "spessa" della ricotta), mentre il gusto é leggeremene acidulo. Il contenuto di grassi é ridotto rispetto a quello della Philadelphia - 20% - e questo ne fa di lui un buon candidato per le prossime zingarate in cucina, sia dolci che salate.

Per la cheese cake, ho usato:
  • 25 Biscotti (i classici frollini per la prima colazione)
  • 50 gr. di Burro
  • 1/2 cucchiaino di Cannella in polvere
  • 1 cucchiaio di Miele
  • Sale
  • 500 gr. di Schichtkäse o ricotta o Philadelphia o icché vi pare
  • 250 gr. di Yoghurt
  • 160 gr. di Zucchero
  • 3 Uova
  • 1 Limone (solo la scorza grattugiata)
  • 1/2 fialetta di aroma alla Vaniglia

Col minipimer ho frantumato i biscotti, ho unito il burro, la cannella, il miele, un pizzico di sale e continuato a mescolare fino a che ho ottenuto una pasta granulosa.

Versato la base in un anello da dolci di 22 cm circa appoggiato su un telo di silicone, livellato e messo in forno a 180° per 5 minuti circa.

Nel frattempo, in una ciotola ho mescolato il formaggio con lo yoghurt, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone, la vaniglia e le uova una ad una.

Una volta ottenuta una crema liscia, l'ho versata sulla base ormai fredda e rimessa in forno, sempre a 180° per un'ora circa. Gli ultimi 5 minuti, ho azionato il forno ventilato per accelerare l'indoratura.

A tempo scaduto e ad indoratura avvenuta della torta, l'ho lasciata in forno spento per un'altra ora.

Qui c'é da dire una cosa: durante la cottura, il dolce é cresciuto quasi come fosse un soufflé ed é stata una fortuna che l'anello fosse cosí alto (circa 10 cm.). Fortuna (o sfortuna) che durante la fase di riposo, si sia "ammosciato" e compattato.

Dopo averlo fatto freddare, l'ho messo in frigorifero per un paio di ore e l'ho servito con una salsa ai frutti rossi.

venerdì 12 giugno 2009

La Rote Grütze

Ricordo quando mi trasferii in Germania qualche anno fa, che l'impatto col mondo tetesco non fu dei piú facili: c'era in primo luogo l'ostacolo della lingua da imparare, oltre ad una serie di altre incombenze che, col tempo, sono riuscita a superare.

La lingua tedesca dicevo, é stata forse la cosa che piú mi ha messo soggezione quando ho messo piede in terra teutonica, non tanto per la difficoltá della grammatica (anche se qui vorrei aprire un capitolo a parte, ma lasciamo perdere), quanto per la durezza del suono dei vocaboli che di brutto hanno cozzato con la musicalitá della lingua italiana cui ero abituata.

Vedevo le persone per strada parlare tra di loro e mi soffermavo ad osservare le venature dei loro colli che si gonfiavano e rilassavano ad ogni frase, chiedendomi se prima o poi sarebbero scoppiate.

Tutto ció per dire che, quando sentii parlare per la prima volta della Rote Grütze (piú o meno letta: Rote Griuzze), pensavo a qualche parolaccia (e sí perché per un arcano motivo, quando si studia una lingua straniera le parolacce sono quelle che restano da subito le piú impresse).

Con mia grande e bella sorpresa, ho invece scoperto che la Rote Grütze é un tipico dessert tedesco a base di frutti rossi, un po' gelatinoso, che si serve normalmente con una salsa alla vaniglia.

Io da brava italiana, non mi accontento di una sola opzione per cui lo metto anche sul gelato o, come questa volta, sullo yoghurt per la colazione.

Per farlo é semplicissimo e non ci vuole poi nemmeno tanto tempo.

Occorrono:

  • 250 gr. di Ribes
  • 250 gr. di Ciliege (o Ciliegie?!?)
  • 250 gr. di Lamponi
  • 500 gr. di Fragole
  • 3/4 l di Vino Rosso
  • 250 gr. di Zucchero
  • 1-2 cucchiai di Amido

Si mette a bollire il vino rosso con lo zucchero (lasciandone un poco da parte dove si scioglierá l'amido). Si aggiunge la frutta lavata e tagliata a pezzi (ove necessario) e si porta a cottura. In ultimo, si aggiunge l'amido sciolto e si lascia addensare il tutto.

Questa era la frutta a mia disposizione, ma le varianti sono diverse. Al posto del vino si puó usare del succo d'arancia o di mela o chi piú ne ha, piú ne metta.

C'é anche una versione "invernale" della Rote Grütze, dove si aggiungono cannella e chiodi di garofano al vino per renderne il gusto piú forte, ma finché siamo in estate é bene godersela cosí!

mercoledì 27 maggio 2009

Finto Gelato al Lemon Curd e Fragole

In questi giorni di intenso caldo (ma chi l'ha detto che in Germania piove sempre?!?), la sola idea di accendere il computer mi fa sudare come un tacchino.

In un "buco" di annuvolamento che ha leggermente smorzato l'afa, ne ho approfittato per postare una ricetta che é a metá tra un gelato ed una mousse fredda (da qui il titolo).

L'idea mi é venuta dopo aver passato un bellissimo week-end a Strasburgo. Che c'entra Strasburgo? Presto detto: é una cittadina il cui centro storico straripa letteralmente di negozietti che vendono delizie di tutti i generi: dalle cioccolate (e solo per questo val bene una Messa!) alle spezie, passando per i vari paté di fegato d'anatra (é il maggiore produttore europeo) alle salse e salsette. Sí insomma, é una cittá da mangiare con gli occhi e non solo!

Uno di questi "salsettari", esponeva una crema al limone che ha tanto ricordato la mia prima marmellata fatta alla "veneranda" etá di anni 10: il lemon curd. Il Lemon curd, é una marmellata inglese a base di uova, burro e limone e che, in vista dell'estate, é un vero e proprio suicidio per la linea.

Vero é peró che ho pensato (a pietosa giustificazione di quello che stavo per fare) che le fragole col limone sono un "must" dell'estate e comunque dei periodi caldi. Della serie: "come si fa a diventare una lattina coi piedi, sapendo di diventarlo e non potersi/volersi tirare indietro"...

A proposito di limone, devo dire che é la prima volta quest'anno che "sacrifico" uno dei limoni del mio alberello. Ogni volta che provo ad avvicinarmici armata di forbici, mi torna in mente la parabola di Abramo ed Isacco (ovviamente in senso mooolto lato) e, illuminata dal rimorso, ritiro immediatamente la mano asciascina...

Ad ogni modo, ho riveduto e corretto la ricetta e ho usato:


  • 2 Tuorli + 1 Uovo intero
  • 70 gr. di Zucchero
  • 1 noce di Burro
  • 2 Limoni
  • 1 foglio di Colla di Pesce (o 4 gr.)
  • 200 gr. di Panna
  • 300 gr. di Fragole tagliate a dadini e "marinate" con 1/2 cucchiaio di Zucchero
  • Foglie di Menta per decorare (facoltativo)
La colla di pesce l'ho ammollata in una recipiente con acqua fredda. Nel frattempo, ho grattugiato un limone, li ho spremuti entrambi e messo la scorza, il succo, lo zucchero ed il burro in un contenitore resistente al calore. Ho scaldato il contenitore a bagnomaria e lasciato che si sciogliesse il burro, mescolando di continuo. Ho aggiunto la colla di pesce strizzata e continuato a mescolare.

In una ciotola a parte, ho battuto leggermente le uova ed unite al composto di limone. Qui il mio adorato minipimer dotato di frusta, ha dato una prova di fedeltá e pazienza molto fuori dal comune. Sí perché questo composto, va mescolato a bagnomaria per una trentina circa di minuti finché diventa una crema densa e spumosa (io avevo il dito incancrenito, ma come si dice: "tanto é il bene che mi aspetta, ch'ogni pena m'é diletta").

Una volta raggiunto lo scopo, ho lasciato raffreddare la crema e montato la panna bella soda.

Ho unito il tutto, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.

In un bicchiere ho versato le fragole, ho coperto con la crema al limone e lasciato rassodare il tutto per un paio di ore. Ho guarnito con le foglie di menta e servito.

lunedì 6 aprile 2009

Pannacotta con puré di pesche

Questa é una ricetta che ho visto da qualche parte (si dice il peccato, ma non il peccatore).
L'ho peró leggermente modificata non tanto per crearmi un alibi da salutista, quanto per la effettiva mancanza dell'ingrediente chiave a disposizione (che cialtrona!).
Comunque, anche questa volta ho avuto fortuna e realizzato e piuttosto velocemente, un dessert fresco, colorato ed in tema con la (finalmente) stagione primaverile che sempre piú insistentemente bussa alle porte.

Per la realizzazione della Pannacotta con puré di pesche

ho usato:

  • 300 gr. di Pesche sciroppate e sgocciolate (in alternativa, si puó utilizzare qualunque tipo di frutta, anche fresca ed eventualmente arricchita da uno "spritz" di succo di limone)
  • 200 gr. di Panna
  • 50 gr. di Latte scremato
  • 50 gr. di Zucchero
  • 1/2 baccello di Vaniglia
  • 1 foglio (o 4 gr.) di Colla di Pesce
  • 250 gr. di Latticello
  • Pistacchi non salati sgusciati
Col mio adorato Minipimer (mio marito manifesta evidenti segni di gelosia per le mie sempre meno celate dimostrazioni di affetto nei confronti di questo inseparabile elettrodomestico), ho ridotto le pesche a puré e distribuito nelle coppette.

Le ho messe nel freezer per circa 3 ore, affinché si solidificassero ed evitare che si "muovessero" quando avrei successivamente versato la pannacotta (o panna cotta?).

Nel frattempo, ho messo la colla di pesce in una ciotola con dell'acqua fredda e l'ho lasciata ammorbidire.

In un pentolino, ho versato la panna, il latte, lo zucchero ed i semini ricavati dal mezzo baccello di vaniglia (raschiati con la lama di un coltello) e portato quasi a bollore. Ho unito la colla di pesce strizzata dall'acqua in eccesso e, continuando a mescolare, ho lasciato che si sciogliesse completamente.

Una volta spento il fuoco, ho fatto intiepidire il composto di panna ed aggiunto il latticello (avevo paura che, col calore, mi si "coagulasse" dividendo irrimediabilmente il tutto a mo' di Montecchi e Capuleti). Lasciato raffreddare abbastanza ma non troppo ed aggiunto alle pesche.

Messo in frigo a solidificare e guarnito infine con i pistacchi sminuzzati (indovina un po' con che?).

giovedì 24 gennaio 2008

A volte ritornano...

Quando il tempo non é un granché e quando soprattutto mi prendono gli attacchi di "matta", cosa c'é di meglio da fare del leggere o andare al cinema o vedere la tv o incontrare amici? Chiudersi in cucina e darsi alla creativitá "alternativa"...

Andando a zonzo per la cittá, mi sono imbattuta in un negozietto di quelli, loro malgrado, sono destinati a scomparire: l'insegna di latta, tanto per cominciare, invitava caldamente ad entrare ed esplorare gli scaffali di legno brunito dall'aspetto retró, pieni zeppi di cose alla cui vista mi sono catapultata indietro nel tempo di almeno un centinaio di anni. Non che le merci fossero vecchie, ma erano esposte con tanta dovizia di particolari e confezionate con tanta cura, che sembrava quasi che il tempo si fosse fermato.

In uno di questi scaffali, dicevo, ho trovato i gusci delle praline da riempire. Quale ghiotta occasione, mi sono detta, per darmi alla pasticceria faffú (fast food) senza dover imprecare per riuscire a tirare fuori i cioccolatini dagli stampi (ehm, come qui).

Ho scelto quelle al cioccolato fondente e quelle al cioccolato bianco.



Risolto il "problema" della scelta (magari fossero i problemi tutti cosí!), ho pensato al ripieno.

I gusci al cioccolato fondente, li ho riempiti con una ganache "hot" al wasabi e paprica piccante, mentre per quelli al cioccolato bianco, ho optato per una versione piú "soft", a base di sciroppo d'acero.

Le dosi delle ganache sono purtroppo affondate nella memoria (mannaggia a me e a quando non mi scrivo mai le cose!!).

Posso peró dire di aver sciolto a bagnomaria, per entrambi i cioccolatini, del cioccolato fondente (50 gr. circa) e di averlo diluito con della panna ed una noce di burro. Una volta raggiunta una consistenza "godurio-cremosa" (che tradotto sarebbe tipo crema mou, un tantino piú fluida), ho diviso a metá le ganache ed aggiunto ad una, un misto di polvere di wasabi e paprika piccante. All'altra, ho versato dello sciroppo d'acero ed amalgamato ben bene.

Una volta che ciascun ripieno si é intiepidito, ho riempito un sacchetto Domopak, ne ho tagliato un'angolino e l'ho usato come sac-à-poche usa e getta.

I gusci bianchi, li ho riempiti per primi (e si vede!!!). Una volta acquistata sicurezza, mi sono dedicata a quelli neri. Ho lasciato che il tutto si solidificasse in frigorifero.



Per la copertura, ho temperato del cioccolato al latte.

Con un cucchiaino a "molla", ho immerso le praline piccanti nel cioccolato e le ho rotolate su e giú su una grata a maglie quadrate, fino a "spettinarle".

Per quelle allo sciroppo d'acero, dal gusto molto piú delicato, mi sono limitata ad una "pettinatura" piú ordinata e con qualche "ciuffetto" piú scuro qua e lá.

EVVUALÁ!!!









domenica 13 gennaio 2008

Torta lava con salsa al Porto e ciliegie caramellate

Per la torta lava, mi sono rifatta a questa ricetta. Per la salsa alle ciliegie, ho usato:
  • 5 cucchiai di Zucchero;
  • succo di un'Arancia;
  • 50 ml di Vino porto;
  • 50 ml di Vino rosso;
  • 150 gr. di Ciliegie snocciolate in barattolo;
  • 100 ml di succo di Ciliegie (dal barattolo di cui sopra);
  • 50 gr. di Burro

In un pentolino, caramellare lo zucchero (eventualmente scioglierlo con un cucchiaio di acqua). Non appena il caramello assumerà un bel colore marrone, aggiungere il succo d'arancia (occhio che schizza!), il vino rosso ed il Porto. Mescolare ben bene ed aggiungere infine il succo delle ciliegie. Continuare a cuocere la salsa fino a ridurla della metà. Poco prima di servirla, aggiungere il burro freddissimo tagliato a quadrotti e mescolare energicamente con la frusta per amalgamare il tutto. A questo punto, non resta che aggiungere le ciliegie per riscaldarle ed il gioco è fatto!

giovedì 23 agosto 2007

Cioccolato, croce e delizia di noi poveri mortali

Non c'é niente di meglio, quando si é un po' giú di corda, di un bel "tiramisú".

No, no, niente a che vedere con il tipico dolce a base di mascarpone, uova, caffé e savoiardi.

Il tiramisú che intendo io, é un dolce che appaga i sensi in tutti i sensi, che unisce il sacro col profano, che fa pensare alla pace nel mondo, che se sei bionda, diventi mora e viceversa, e tanto tanto altro ancora...

Il bello poi, é che si fa in un lillino di tempo!!!

Per fare felici quattro persone, occorrono:

  • 125 gr. di cioccolato fondente
  • 125 gr. di burro
  • 25 gr. di farina
  • 65 gr. di zucchero
  • 2 uova
  • 2 tuorli

Si procede cosí:

Sciogliere il cioccolato ed il burro in una ciotola a bagnomaria.

Con uno sbattitore elettrico, lavorare lo zucchero con le uova intere ed i tuorli per circa 5 minuti.

Aggiungere delicatamente il composto al cioccolato ed unire infine la farina, fino a che il tutto non raggiungerá una consistenza semi-fluida.

Versare il composto in formine da muffin precedentemente imburrate e spolverate di zucchero ed infornare, in forno giá caldo (180°) per circa 5-6 minuti.

Con delicatezza e con l'aiuto di un coltello, sformare i muffins su un piatto e mangiarli il piú presto possibile.

A questa "manna", si prestano divinamente abbinamenti quali frutti di bosco o ciliegie o anche pesche tagliate a pezzettini o, e che non é da meno, una nuvoletta di panna montata.



domenica 8 luglio 2007

Un grazie particolare

Non ho potuto resistere alla tentazione di scrivere fresco fresco qualcosa sulle mie zingarate in cucina.

Merito in tutto o in parte agli amici delle notedicioccolato.it che mi hanno finalmente dato lo sprone per fare i miei primi cioccolatini!

Io, ragioniera per lavoro ma artista dentro, avrei mai rinunciato a questa sfida? E partendo da zero? Giammai!!!

Risultato: qualcuno é venuto e pure discretamente, gli altri si sono "schiantati" nella forma e nel contenuto.

Ma io non demordo. Semmai, mordo!

Come li ho fatti?

Ho temperato il cioccolato fondente (sciolto a bagnomaria e portato a circa 45°, fatto freddare fino a 29° e riportato a 31°);

Ho preparato il ripieno sciogliendo in un pentolino del caffé istantaneo con poco latte. Ho aggiunto circa 50 gr. di cioccolato bianco tagliato a pezzetti e l'ho amalgamato al composto. Ho lasciato raffreddare non completamente e ho infine aggiunto 50 gr. circa di burro lavorato a pomata.

Col cioccolato temperato ho rivestito lo stampo (per me povera "ignorante", una vera impresa). L'ho distribuito ben bene lungo le pareti, l'ho sbatacchiato a dovere per fare uscire le bolle d'aria e svuotato lo stampo dal cioccolato in eccesso.

Una volta raffreddato completamente lo stampo (messo un po' in frigorifero), ci ho versato il ripieno.

Ariattesa che si raffreddasse il tutto e ho chiuso lo stampo con il rimanente cioccolato temperato. Sempre seguendo i consigli dei cioccolatosi di cui sopra, mi sono aiutata con l'asciugacapelli per mantenere il cioccolato fuso. Pareva una guerra ad armi impari (ed in effetti lo era), ho pensato all'armata brancaleone, a chi mai me lo avesse fatto fare, ma alla fine le creature si sono fatte chiudere e dopo qualche ora di raffreddamento a temperatura ambiente, sono (non tutte) cadute dallo stampo come pere mature. Beh, ad onor del vero lo stampo l'ho sbattuto (e pure in malo modo) ripetutamente sul tavolo, peró le perette sono cadute.

L'importante é cominciare.