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lunedì 13 settembre 2010

Polpo al Vino Rosso

Quando si dice che non tutti i mali vengono per nuocere...

Ci voleva una bella influenza tardo-estiva per farmi stare a casa, riprendere la tastiera in mano e dare una sonora spolverata a questo blog pieno di ragnatele.

Il tempo dei mondiali é (per fortuna) archivato da tempo, sicché il senso di colpa per aver "fatto secco" il cugino del polpo Paul l'ho seppellito come l'ascia di guerra, in attesa di tempi migliori.

Questo non é un piatto sfornato proprio ieri e nemmeno ieri l'altro, ma vale la pena di gustarlo in ogni momento, sia caldo che freddo.

La ricetta l'ho presa da un libro di cucina greca, pur avendola riveduta e corretta (nemmeno troppo, in realtá).

Ho usato:
  • 1 Polpo da 1 Kg ca.
  • Olio evo
  • 1/2 l di Vino Rosso
  • 200 ml di Aceto di Vino (Rosso)
  • 1 pugnetto di Pepe in grani
  • Sale (forse!!)
  • Prezzemolo fresco
Lavare il polpo, dopodiché tagliarlo a pezzetti di 3 cm. circa.

In un tegame, scaldare l'olio e rosolare il polpo a fuoco sostenuto. Versare il vino, l'aceto, il pepe in grani e portare ad ebollizione.

Lasciare cuocere a tegame coperto e a fuoco basso per un'ora circa. Una volta trascorso il tempo aggiustare, se necessario, di sale.

Servire, cospargendo con abbondante prezzemolo tritato.

Kali orexi!!!



mercoledì 3 febbraio 2010

Insalata di Patate al Pepe Rosa

Una ricettina veloce veloce per preparare l'insalata di patate in versione alternativa.

La ricetta originale prevedeva l'uso del peperoncino fresco.

Va bene che fuori fa freddo, ma di lessarmi la lingua col peperoncino nel tentativo di scaldarmi, ancora non ho voglia. Per questo motivo, ho ripiegato sui grani di pepe rosa.

Occorrono:
  • 600 gr ca. di Patate
  • 6 cucchiai di Olio evo
  • 2 cucchiai di Acqua bollente
  • 2 cucchiai di Aceto di Vino
  • 1 cucchiaino di Zucchero
  • scorza grattata di 1/2 lime
  • 1 cucchiaio abbondante di Pepe Rosa in salamoia
  • Sale e Pepe
Ho sbucciato le patate, le ho tagliate a fette e le ho messe in una pirofila di vetro (con coperchio!) con poca acqua salata. Le ho lessate al microonde a 600 watt per 10 minuti.

In una ciotola, ho mescolato tutti gli altri ingredienti avendo l'accortezza di pestacchiare preventivamente il pepe rosa in un mortaio.

Condire le patate ancora calde con questa vinaigrette e lasciarle insaporire per una mezz'ora almeno.

Penso che piú veloce di cosí, nemmeno Speedy Gonzales ci riuscirebbe...

martedì 2 febbraio 2010

Coscio d'Anatra con Cavoli Rossi e Patate Duchessa

Quando sentii parlare per la prima volta delle patate duchessa, mi immaginavo chissá quale trionfo di cosa complicatissima e lunghissima da preparare.

Sorpresa sorpresona, ho scoperto che invece altro non é che un puré di patate "rinforzato", cotto in forno e servito come contorno.

Nonostante la Candelora sia alle porte, continua a nevicare senza sosta. Non mi é quindi parso vero cogliere la palla al balzo ed accendere il forno. Non avendo il camino, fa tanta atmosfera (?) e soprattutto, calore (!).

Ho usato:
  • 2 cosci d'Anatra
  • 1 cucchiaio di Miele
  • il succo di 1 Arancia
  • Sale e Pepe
  • 1 bicchiere di Vino
  • Cavoli Rossi o Cavoli Rossi (li avevo congelati e "riesumati" per l'occasione)
  • 800 gr. di Patate
  • 3 Uova
  • 1 noce di Burro
  • Noce Moscata
  • Parmigiano
Si insaporiscono le cosce d'anatra con sale e pepe, si bucherella la pelle con una forchetta e si mettono in forno a 190° per 30 minuti circa, bagnandole col vino.

Trascorso il tempo, si mescola il succo d'arancia col miele e si spennella la superficie.

Rimettere in forno per altri 15 minuti circa. Se si secca troppo, bagnare di tanto in tanto col sughetto.

Lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle finemente.

Aggiungere il burro, il parmigiano, la noce moscata e le uova (una per volta), amalgamando il tutto. Ne deve risultare un impasto sodo e non troppo liquido.

Metterlo in una sac-à-poche con la punta a stella e distribuirlo su una teglia rivestita con un foglio di silicone (o pre-unta).

Una volta pronta la carne, dare il cambio alle patate: metterle nel forno abbassando la temperatura a 180° e cuocerle per 15 minuti circa o fino a che indoreranno.

E pure oggi puó nevicare quanto vuole, ché qualcosa di caldo ci scappa lo stesso!!

mercoledì 20 gennaio 2010

Ma... un bell'Abbacchietto con le Patate?

Non posto niente di eccezionale dal punto di vista della preparazione, ma non mi é parso vero di aver trovato un carré di agnellino (la parola abbacchio, credo sia solo tipica del Lazio) che ho cotto al forno con le patate.

La ricetta originale prevede che la carne venga insaporita con aglio, olio, sale, pepe e rosmarino, venga adagiata in una teglia ed arrostita brevemente, aggiungendo poi le patate e completando la cottura.

Il carré che ho trovato io, era talmente piccolo e morbido che mi sembrava un affronto il doverlo tenere troppo tempo in forno.

Ho fatto cosí, utilizzando:
  • 1 piccolo carré di Agnellino
  • 3-4 spicchi di Aglio
  • 3-4 rametti di Rosmarino
  • 5 Patate
  • 1/2 bicchiere di Vino bianco
  • Sale e Pepe
  • Olio evo
Ho lavato le patate e, senza sbucciarle, le ho tagliate in 16 pezzi (a metá, ed ogni metá in 8 spicchi).

Le ho messe in un'insalatiera e le ho insaporite con 2 spicchi di aglio tagliati a pezzi, gli aghi di due rametti di rosmarino, sale, pepe e tanto olio evo.

Le ho trasferite in una teglia di metallo (in precedenti tentativi avevo usato quelle in silicone, ma mi sono sempre venute quasi lesse) e messe in forno (non ventilato) a 210° per 30 minuti circa.

In una padella, ho insaporito a fuoco medio dell'olio evo col resto dell'aglio e del rosmarino.

Ho aggiunto la carne e l'ho rosolata da tutti i lati (ha schizzato l'ira di Dio, ma tant'é il bene che mi aspetta...), insaporendola poi col sale, il pepe ed il vino.

L'ho aggiunta alle patate, irrorando col sughetto e rimesso il tutto in forno per altri 15 minuti.

Ho tagliato poi le singole bracioline, accompagnandole con le patate ed il sughetto.

Beh, che devo dire? Per una volta, avrei voluto avere i baffi...


lunedì 21 dicembre 2009

Curry di Verdure

Questo week-end ha fatto veramente freddino e, cosa che mi ha rincuorato un po' (mal comune, mezzo gaudio), é stato il fatto che a battere i denti non fossi da sola: l'Europa é tutta avvolta dalla morsa del freddo e pare che questo Natale molti lo passeranno a bere corposi vini rossi, magari caldi e arricchiti da un po' di zucchero, qualche bella stecca di cannella, chiodi di garofano e scorze di arancia e limone...

La foto, a dispetto dell'orario mostrato, l'ho fatta alle 9 del mattino...

L'importante, in questi casi, é non perdersi d'animo. Mutandoni di lana, maglione corazzato, guanto con rinforzino, "materasso" (che sarebbe il piumino lungo fino ai piedi), cappello e paraorecchie e via a passeggiar pe' boschi a godere della vista della neve che scende copiosa.

Per cena, ci siamo ricompensati dal tanto freddo concedendoci una bella zuppa di zucca speziata e, come contorno, un curry di verdure.

Per preparare le verdure, ho usato:
  • 1 Porro
  • 3 Patate
  • 3 Carote
  • 1/2 Cavolfiore
  • 1 cucchiaio di Ghee
  • 1 cucchiaino di Curcuma
  • 1 cucchiaino di Semi di Cumino
  • 1 cucchiaino di Semi di Finocchio
  • 1 cucchiaino di Curry
  • 1 bicchiere di Latte
  • Sale
In un tegame, col ghee ho ammorbidito a fuoco dolce il porro.

Ho aggiunto le patate sbucciate e tagliate a dadini e rosolato per qualche minuto.

É stata poi la volta delle carote, sbucciate e tagliate a rondelle e dei cavolfiori, lavati e divisi in cimette.

Col mortaio, ho pestato finemente i semi di finocchio.

In una tazza, con un goccio d'acqua ho stemperato la polvere di curcuma, i semi di finocchio pestati, il curry ed i semi di cumino. Ho mescolato bene e versato sulle verdure.

A tegame coperto e fuoco basso, ho portato a cottura.

Ho regolato di sale ed aggiunto il latte.

Sará stata la zuppa, sará stato il curry piccante o forse l'abbondante vino bevuto (?), ma alla fine sono perfino riuscita a raggiungere una temperatura corporea accettabile...


lunedì 7 dicembre 2009

Sono cavoli amari? No, Cavoli Rossi alle Arance e Mirtilli Rossi

Io sono pigra, ma pigra pigra pigra. Quanto pigra? Come un'otaria spiaggiata (magari un po' piú magrolina).

Perché questo esordio? Perché qualche giorno fa postai la ricetta "faffú" dei cavoli alle mele rosse, andando quasi fiera del fatto che avessi realizzato questo piatto con la pentola a pressione evitando il passaggio della marinatura di 24 ore.

Beh, avendo questa volta rispettato le regole, devo ammettere che il risultato finale é stato decisamente diverso da quello precedente (mi sono quindi ampiamente bacchettata le dita col righello).

La versione di oggi é con le arance e marmellata di mirtilli rossi e, malgrado le apparenze, non li ho mangiati per colazione.

Ho usato:
  • 600 gr. di Cavoli Rossi
  • 20 cucchiai ca. di Succo d'Arancia
  • 20 cucchiai ca. di Vino Rosso
  • 4 cucchiai di Miele
  • 4 cucchiai di Marmellata di Mirtilli Rossi
  • 4 cucchiai di Aceto di Vino Rosso
  • qualche Bacca di Ginepro
  • 2-3 fogli di Alloro
  • 3 Arance
  • 1 Cipolla
  • Olio evo o Burro
  • Sale e Pepe
Tagliare i cavoli a striscioline (ho scoperto, a proposito, di aver vinto il poco ambito "Scemo d'oro". Perché? Perché l'altra volta mi sono fatta venire le mani viola a furia di usare la mandolina. Parlando con un'amica e raccontandole l'accaduto, mi ha ricordato che io ho anche la mandolina elettrica. Il resto non lo aggiungo per decenza...).

Aggiungere il miele, la marmellata, il succo d'arancia, il vino, l'aceto, un pizzico di sale e lasciare marinare tutta la notte.

Pelare le arance a vivo e, insieme alle cipolle tagliate a dadini, stufarle a fuoco basso in un tegame con poco olio.

Aggiungere i cavoli con tutta la marinata, le bacche di ginepro (io le ho pestate, come di consueto, nel mortaio), le foglie d'alloro e portare a cottura a fuoco dolce.

Come legante, si possono usare alcuni chicchi di riso Vialone: evita al liquido di diventare troppo "colloso".

Una volta che i cavoli avranno raggiunto la morbidezza desiderata, aggiustare di sale, pepe e, al gusto, di eventuale altra marmellata di mirtilli.

Cosa direbbe ora Gerry Scotti? "Signori.....!!!"




mercoledì 2 dicembre 2009

Bistecche di Cavallo con Fagioli Neri al Curry Rosso e Rösti di Verdure

Di nuovo alle prese con un nuovo corso di cucina!

Stavolta era incentrato sul menu di Natale. Il menu era tuttavia alquanto improbabile, visto che le portate provenivano da diversi paesi del mondo e che, con la nostra tradizione culinaria non avevano molto a che fare.

Sta di fatto che comunque come al solito, mi sono fatta delle belle risate e, cosa da non sottovalutare, anche una bella mangiata. Siamo nati per soffrire? E allora soffriamo come si deve!!

Una delle portate, é un piatto proveniente da Trinidad e Tobago (appunto), sicuramente riveduto e corretto per adeguarsi ai nostri gusti.

L'ho realizzato, usando i seguenti ingredienti:
  • 600 gr. di Bistecche di Cavallo
  • 200 gr. di Funghi Cardoncelli
  • 1 Cipolla
  • 1 Peperoncino
  • 1 cucchiaino di Curry Rosso in Pasta (si trova, credo, nei negozi orientali, oppure si puó fare in casa)
  • 200 ml di Panna da Cucina
  • 200 ml di Brodo Vegetale
  • 1 barattolo di Fagioli Neri
  • 500 gr. di Patate
  • 100 gr. di Carote
  • 100 gr. di Sedano Rapa
  • 100 gr. di Coste di Sedano
  • 2 Uova
  • 2 cucchiai di Farina
  • Sale, Pepe, Paprika in Polvere

Pulire i funghi con un panno e tagliarli a fette.

In una padella, con poco olio imbiondire la cipolla tagliata a dadini. Aggiungere poi i funghi e farli saltare per qualche minuto. Insaporire col peperoncino sminuzzato e la pasta curry (occhio perché é molto piccante. Consiglio di partire con una piccola quantitá ed eggiungerla in base al proprio gusto). Versare poi il brodo, i fagioli e la panna e lasciare addensare la salsa. Aggiustare eventualmente di sale.

Per i rösti, sbucciare le cipolle, mondare le carote, pulire il sedano rapa e privare le coste di sedano dei filamenti.

Con una grattugia, sminuzzare le verdure e riunirle in una ciotola (le coste di sedano basterá tagliuzzarle con un coltello). Unire poi le uova, salare, pepare ed aggiungere la paprika.

Con l'aiuto di un cucchiaio, versare piccole quantitá di composto in una padella e cuocere i rösti da ambo le parti, tenendoli poi in caldo.

Cuocere la carne in base al proprio gusto, comporre il piatto e condire il tutto con la salsa al curry.





giovedì 26 novembre 2009

I Cavoli rossi stufati alle Mele

Devo dire che, in un certo senso, lo scrivere un blog di cucina mi ha cambiata.

Mi ha cambiata, perché ho notato una serie di "segnali" ai quali all'inizio non ho prestato molta attenzione, ma che via via hanno modificato e di molto le mie abitudini alimentari: una volta andavo a nozze con le zozzime piú zozze, coi piatti pronti da scaldare al microonde (quando erano ancora una novitá), con gli aromi artificiali venduti in ammiccanti confezioni tutte belle colorate (ha fatto storia la bottiglietta di "fumo", miscuglio di sostanze varie riproducenti alla perfezione l'odore del fumo tipico della carne cotta al barbecue). Fare la spesa, soprattutto in paesi stranieri, era per me un vero spasso perché trovavo sempre cose che era impensabile trovare in casa - vedasi la storia del fumo.

Poi l'arrivo del blog e da allora é come se avessi un altro paio di occhi.

In giro nei supermercati ci vado lo stesso, ma stavolta mi soffermo nei reparti casalinghi (agli "introvabili di Euronova" ancora non so resistere) o sulle materie prime. Leggo con attenzione le etichette prediligendo i prodotti senza conservanti e/o con aromi naturali, evito i prodotti finiti perché dalle foto esposte penso (talvolta a ragione, ma altre volte a torto) di poterli rifare tranquillamente e cosí via.

Esempio piú lampante sono i cavoli rossi alle mele. Questo é un tipico contorno tedesco che viene servito spesso e volentieri come accompagnamento a carni arrosto o brasate.

É talmente di uso popolare che si possono comprare belli e pronti sia in barattolo che congelati.

Io ho sapientemente bypassato sia il reparto conserve che quello surgelati, soffermandomi invece nel banco delle verdure. Normalmente bisognerebbe prepararli in due fasi: la prima prevede una marinatura di 24 ore in una soluzione a base di zucchero di canna ed aceto, mentre la seconda é la cottura.

Visto che ancora non ho sviluppato la pazienza necessaria per aspettare tutto questo tempo (l'attesa per la preparazione della pizza é giá il massimo dei miei livelli raggiunti), ho chiesto aiuto alla pentola a pressione. Sará forse un parere personale, ma il risultato non mi ha deluso affatto.

Ho usato:
  • 1 Cavolo Rosso
  • 1 Cipolla
  • 2 Mele sbucciate e tagliate a pezzetti
  • 3 cucchiai di Zucchero di Canna
  • 3 foglie di Alloro
  • 6 Chiodi di Garofano
  • 5 Bacche di Ginepro
  • 1 cucchiaio di Miele
  • 1 bicchiere di Aceto di Mele (se ne potrá aggiungere in seguito per regolarne l'aciditá)
  • 1/2 l circa di Brodo

Dopo aver lavato il cavolo, l'ho tagliato a striscioline con la mandolina - e qui scatta il pensiero traparentesi: perché in quei programmi di televendite maledette le cipolle, i pomodori e tutti i cavoli del mondo vengono tagliati con grande nonchalance come fossero fettine di burro, mentre io a momenti mi ritrovavo sí 5 dita per mano, ma sprovviste ognuna delle rispettive falangette? Perché la suddetta operazione é durata per me un'eternitá, benché fermamente concentrata, mentre alla tv trovano il tempo, oltre alle verdure, anche di ciacolare del piú e del meno? E soprattutto, perché quelle signorine o quei maledetti cuochi "Hey, look at this, it's amazing!" rimangono sempre belli freschi come rose, mentre io a fine operazione sembravo uscita da una centrifuga ed ho dovuto smacchiare le mani dal poco invitante colore "tumefatto d'autunno"? Misteri dell'etere!

Comunque sia, ho messo poi la cipolla a rosolare con poco olio evo a fuoco dolce nella pentola a pressione. Una volta ammorbidita, ho aggiunto i cavoli, le mele, lo zucchero e tutti gli altri ingredienti. I chiodi di garofano e le bacche di ginepro, per evitare poi di doverli ripescare nel torbido, li ho polverizzati col mortaio.

Ho chiuso la pentola e, una volta portata a pressione, ho lasciato cuocere 10 minuti circa dal sibilo.

Ho regolato di sale e pepe e servito come contorno. A cosa? Arriverá, arriverá...


giovedì 30 luglio 2009

Filetto di Maiale al Marsala

Ogni tanto mi prendono degli attacchi di pigrizia esagerati. Lo svolgere qualunque azione, anche la piú banale, mi costa una fatica enorme: mi giro, mi rigiro, mi distraggo, vado poi ritorno, ecc. ecc.

Dovendo tuttavia mantenere un contegno per via della dolce metá, non posso esimermi dal cucinare: se dovessi propinargli ogni volta delle insalate, gli crescerebbe la barbetta e comincerebbe a belare...

Siccome necessitá fa virtú, ecco che mi dó al cibo faffú (fast food). Niente junk-food sia ben chiaro, ma piuttosto qualcosa che mi tolga dai fornelli il piú rapidamente possibile, che sia d'effetto e che non faccia rimpiangere le mancate insalate :-)

Dunque dunque, il mio piatto faffú é un filetto di maiale con salsa al marsala e contorno di verdure.

Veloce veloce, serve:
  • 1/2 Filetto di Maiale tagliato a rotelle piuttosto spesse
  • Bacon a fette (1 per ogni pezzo di carne)
  • Marsala
  • Sale e Pepe
  • 1 Spicchio di Aglio
  • Olio evo
  • 1 Carota tagliata a julienne
  • 1 Peperone verde tagliato a strisce
  • Peperoncino
  • Salsa di Soia

Le fette di filetto le ho avvolte nelle fettine di bacon. Le ho rosolate in una padella antiaderente con una lacrima di olio evo a fuoco vivace da ogni lato e sfumato col marsala. Ho salato, pepato e mantenuto il fuoco alto, cosí da far ridurre il vino ad una salsa densa.

Nel frattempo, in un altro padellino ho rosolato l'aglio nell'olio e aggiunto poi il peperoncino, le carote ed il peperone, facendo cuocere a fuoco alto per qualche minuto. Ho versato la salsa di soia, pepato e solo all'ultimo ho regolato di sale.

Piú veloce di cosí...

lunedì 20 aprile 2009

Coscio di agnello con salsa alla menta e cipolle all'amaretto

Quest'anno la Pasqua é stata all'insegna del bel tempo (e poi dicono che in Germania piove sempre!!), delle belle passeggiate su per le colline del Taunus, della visita di mammá per una settimana, dell'aria sottile e profumata di primavera, di questo e di quello.
Quale migliore occasione per celebrare tutto ció con un piatto tipicamente pasquale (l'agnello), ma riveduto e corretto?
Ho trovato un bel cosciotto di agnello e l'ho fatto al forno con una panatura a base di menta e...

MA PROCEDIAMO CON ORDINE!!

Per il coscio d'agnello con salsa alla menta, ho usato:

  • 1 Coscio d'Agnello di circa 1,5 Kg
  • 3 fette di Pancarré
  • 1/2 cucchiaino di Aglio in polvere
  • 10 foglie di Menta (circa)
  • 1 Uovo
  • Sale e Pepe

Il pancarré, l'ho microondato al massimo della potenza per 3 minuti circa (controllando di tanto in tanto che non mi si illuminasse d'immenso e mi appuzzasse la cucina di fumo!!), per far sí che perdesse tutta l'umiditá e mi diventasse raffermo di botto.

Una volta freddato, l'ho messo a pezzettoni nel minipimer e ho aggiunto l'aglio in polvere e le foglie di menta. Frullato il tutto grossolanamente e ottenuto un pangrattato "rozzo" e aromatico che ho poi allargato su una superficie piana.

Ho salato e pepato il coscio d'agnello, massaggiandolo a fondo affinché gli aromi venissero assorbiti (nel vedere questa operazione mia madre é morta dalle risate: non capita tutti i giorni di vedere un linfodrenaggio ad un pezzo d'agnello!!).

L'uovo dopo averlo leggermente sbattuto, l'ho spennellato sulla carne, dopodiché ho adagiato il coscio sulla panatura e premuto su tutti i lati affinché le briciole aromatiche aderissero bene.

Ho preriscaldato il forno a 190° e infornato.

Il tempo di cottura non posso dirlo, perché essendo io poco incline a calcolarlo (diciamo pure che sono pigra come un'otaria stesa al sole!), mi sono munita di termometro per arrosti e lasciato a lui il compito di vegliare (approssimativamente comunque 1 ora e qualcosa).

Nel frattempo ho preparato la salsina, frullando alcune foglie di menta fresca con 1 cucchiaio abbondante di zucchero, 2 di aceto bianco, 2 di olio evo, un pizzico di sale ed una spolverata di pepe.

Una volta sfornato il coscio, l'ho tagliato a fette, ci ho versato la salsa alla menta e l'ho servito.

Come contorno, ho preparato delle cipolle all'amaretto, usando:
  • 6 Cipolle bianche
  • 100 gr. di Pangrattato
  • 12 Amarettini (se piú grandi, ridurre la quantitá)
  • 1 Uovo
  • 100 gr. di Ricotta
  • Abbondante Pecorino
  • 1 spicchio d'Aglio
  • 2 rametti di Prezzemolo
  • Sale e Pepe
  • Olio evo

Ho tuffato per una decina di minuti circa le cipolle intere, dopo averle lavate e sbucciate, in una pentola con dell'acqua salata in ebollizione. Dopo averle ripescate con una schiumarola, le ho lasciate a scolare per altrettanti minuti. Ne ho tagliato la calotta superiore di netto e svuotato l'interno, facendo sí che le cipolle diventassero delle scodelline (ho lasciato solo gli ultimi 2 involucri esterni, di modo tale da garantire una certa stabilitá al contenitore). Nel bicchiere del minipimer (Santo, Santissimo!!), ho versato le calotte con gli interni delle cipolle, gli amarettini, il prezzemolo, l'aglio, l'uovo, il pecorino e la ricotta e mescolato il tutto. Dopo aver ottenuto una pasta soda (se fosse troppo soda, si puó allungare leggermente con del latte), ho salato e pepato.

Ho riempito le cipolle con questo impasto, le ho messe in una teglia, ho versato un po' di olio evo ed infornato a 190° (praticamente mentre cuoceva l'agnello) per 30-40 minuti circa.

Vabbé che ogni scarrafone é bello a mamma sua e che l'euforia di questi giorni hanno fatto la loro buona parte, ma io trovato tutto buono!!



sabato 12 gennaio 2008

Filetti di dentice con salsa al basilico e contorno di purè alle albicocche

Sembra una "cineseria" e, a dire il vero, ero parecchio scettica nel proporre questo piatto senza mai averlo sperimentato prima.

Dopo il primo boccone e, dopo aver girato la testa a 180° per vedere le facce degli altri commensali, mi sono tranquillizzata ;-P

Per ogni persona, ho calcolato un dentice, squamato (e qui non sto a dire fino a dove e fino a quando ho ritrovato le squame...) e giá diviso in filetti.

Per il puré alle albicocche, ho usato:
  • 150 gr. di Fagioli cannellini secchi (ammollati dalla sera prima);
  • 100 gr. di Albicocche essiccate
  • Salvia
  • 1/2 Cipolla
  • Olio evo quello buono
  • Sale q.b.
  • Pepe rosa in salamoia per la decorazione

Ho bollito i fagioli con la salvia e la 1/2 cipolla per un paio di ore o fino a che erano cotti. Le albicocche, le ho ammorbidite in 1/2 litro ca. di acqua per circa 10 minuti.

In un terzo tegame, ho unito le albicocche e i fagioli scolati, aggiungendo qualche cucchiaio dell'acqua di cottura di questi ultimi. Lasciando che riprendessero a bollire, li ho frullati col minipimer. A questo punto, ho unito dell'olio evo, un po' di sale e ho lasciato da parte.

Per la salsa al basilico, ho preparato un quasi pesto:

  • 1 mazzetto di Basilico;
  • 1 cucchiaio ca di Pinoli
  • 2 spicchi di Aglio sbucciati (la metá, se il gusto risulta troppo forte);
  • Olio evo a gogó;
  • Sale

Ho lavato le foglie di basilico ed asciugate con cura. Le ho versate nel bicchiere del minipimer (ah, come vivrei senza?) e ho aggiunto i pinoli con l'aglio. Ho frullato il tutto ed aggiunto a filo l'olio, fino a raggiungere una bella salsa profumata. Salato quanto bastava.

In una padella antiaderente e con un goccio di olio, ho saltato per 2 minuti circa dalla parte della pelle i filetti di pesce. Li ho rivoltati e lasciati cuocere per pochi istanti.

Li ho impiattati, condendoli con la salsa al basilico e col contorno di puré alle albicocche, cosparso di grani di pepe rosa.

domenica 4 novembre 2007

Passato il Santo...

...finita la festa!

Quanto c'è di vero nella saggezza popolare!

Passate le streghe, ripiegati i vestiti da fantasma e rimessi i ragni neri nelle teche, si ritorna alla "normalità" quotidiana e ci si appresta a pensare alle prossime Feste i cui colori giá fanno capolino da qualche giorno.

Poiché per mia natura sono un tipo "last minute", preferisco pensare al Natale solo con pochi giorni di anticipo e dedicarmi nel frattempo ad altre "culinerie" che poco hanno a che fare col tema in questione.

Una di queste "culinerie" è un'insalata araba chiamata Tabouleh o Tabulé che dir si voglia e che può anche essere mangiata come piatto unico.

Per farla, occorrono:
  • 250 gr. di bulgur
  • Succo di un Limone
  • 2/3 Cipollotti
  • 4 Pomodori
  • 1 Cucchiaio di Semi di Cumino
  • 1 Mazzetto di Prezzemolo
  • Abbondanti foglie di Menta tritate
  • Sale + Pepe q.b.
Il bulgur non va cotto, bensì sciacquato, scolato e messo in una ciotola. Versare poi nella ciotola circa 1 tazza abbondante di acqua bollente leggermente salata e lasciare ammorbidire per qualche minuto (10 circa).

Nel frattempo, lavare, asciugare e tagliare i pomodori a quadratini (i "perbene" eliminano i semi e l'acqua, ma io sono piú rustica, per cui non butto via niente) e metterli in un'insalatiera.
Stessa sorte tocca ai cipollotti, al prezzemolo e alla menta.

Aggiungere il succo del limone.

In un mortaio, pestare a dovere i semi di cumino ed aggiungerli agli altri ingredienti.

Non appena il bulgur sarà diventato morbido abbastanza, scolarlo dall'acqua e versarlo nell'insalatiera.

Mescolare il tutto, aggiungere dell'olio evo e lasciare riposare in frigorifero.

Gli arabi usano mangiare questa insalata con le mani: usano delle foglie di lattuga tagliate a pezzettoni e "pinzano" con esse il tabulé, mangiando poi il tutto.

Chi arabo non è o chi l'arabo non vuole fare, può usare tranquillamente le tradizionali forchette!


lunedì 1 ottobre 2007

Bistecche con salsa all'arancia

Ieri sera, dopo l'ennesima corsa ufficio-supermercato-casa, mi sono ritrovata fra le mani i seguenti ingredienti:

2 Bistecche belle cicciute;
1 Spicchio d'Aglio;
1 pezzetto di Zenzero;
1 Arancia non trattata e lavata;
1 Lemongrass (pianta aromatica dal profumo intenso di limone);

Dicevo, mi sono ritrovata 'sta roba fra le mani e mi sono chiesta, col marito alle calcagna che languiva, cosa mai potessi farci.

Ecco l'idea: Ho sminuzzato l'aglio e lo zenzero e li ho messi a rosolare con dell'olio evo in una padella a fuoco dolce.

Ho tagliato dal lemongrass un pezzo di circa 5 cm, l'ho ridotto a rondelline ed unite all'aglio e zenzero.

Ho spremuto l'arancia e ho affettato la buccia con un pelapatate. Avrei potuto utilizzare un rigalimoni, ma a dire il vero non ci ho pensato (ahó, capita!).

Ho versato il succo dell'arancia e la sua buccia nella padella e fatto ritirare il sugo, sempre a fuoco dolce, salando e pepando. Una volta pronta la salsina, ho spento il fuoco e lasciato in caldo.

Le bistecche cicciute, le ho saltate in padella a fuoco alto per un paio di minuti (a me la carne piace al sangue). A cottura ultimata, le ho servite, accompagnate dalla salsa all'arancia.

Come contorno, ho preparato delle patate novelle microondate al burro con erba cipollina.

venerdì 31 agosto 2007

Serate estive

Quest'estate che si appresta a finire, come già ho detto qualche tempo fa (tipo il 10 di Agosto, ndr.), di tipicamente estivo poco ha.


Hai voglia a comprare insalate, pomodori e quant'altro si possa fare alla bell'e meglio. Macché, qui fa FREDDO! Lo sa bene la mia voce che, da sibillina, si è trasformata in baritonale...


Tutto ciò per dire che spignattare a tutti fornelli ed accendere il forno, di tanto in tanto non mi dispiace proprio.

Proprio in occasione di una di queste "nefande" serate, ho colto l'occasione ghiotta per preparare un contornino che si prestava bene. L'è stata un po' liunga, ma ne è valsa la pena.

Ho usato:

  • 300 gr. di Patate (a occhio e croce), possibilmente piccole e novelle
  • 300 gr. di Cavolfiori (colti freschi freschi dal congelatore...)
  • 1 Limone
  • 1 mazzetto di Prezzemolo
  • 1 Spicchio d'Aglio
  • 3 Filetti di Alici
  • Abbondante Olio evo
  • 1-2 Cucchiai di Panna da Cucina
  • 1-2 Foglie di Alloro
  • Sale + Pepe
Le patate tanto per cominciare, le ho lavate, lessate in acqua salata e sbucciate.

Le cimette del cavolfiore le ho sbollentate svelte svelte in acqua bollente e salata per circa 3 minuti. Dopodiché, le ho tuffate in acqua fredda per interromperne la cottura e le ho messe a scolare.

L'aglio, dopo averlo sbucciato, l'ho sminuzzato con lo schiaccia aglio. Stessa sorte è toccata alle alici, ma stavolta con coltello e tagliere. Ho messo aglio ed alici in un tegame con dell'olio e, a fuoco basso, ho lasciato che il tutto si sciogliesse. Ho aggiunto la panna, mischiato e lasciato in caldo.

Ho tagliato il limone in fette di circa 1/2 centimetro.

Le patate ed i cavolfiori, li ho saltati a fuoco alto in una padellona con dell'olio, salati e pepati (Occhio col sale, che poi andrá aggiunta la salsa con le alici. Ma non roviniamo il finale!). Aggiunto le fette di limone e le foglie di alloro e continuato a saltare per un paio di minuti.

Versato il tutto in una teglia da forno (e qui viene il bello!) ed infornato a manetta (210° circa) per circa 15 minuti.

Dopo aver tolto la teglia dal forno, ho cosparso le verdure di prezzemolo fresco e versato la "bagnacauda".

Portato il tutto a tavola e fatto a gara a chi finiva prima. HO PERSO!!!