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sabato 12 gennaio 2008

Filetti di dentice con salsa al basilico e contorno di purè alle albicocche

Sembra una "cineseria" e, a dire il vero, ero parecchio scettica nel proporre questo piatto senza mai averlo sperimentato prima.

Dopo il primo boccone e, dopo aver girato la testa a 180° per vedere le facce degli altri commensali, mi sono tranquillizzata ;-P

Per ogni persona, ho calcolato un dentice, squamato (e qui non sto a dire fino a dove e fino a quando ho ritrovato le squame...) e giá diviso in filetti.

Per il puré alle albicocche, ho usato:
  • 150 gr. di Fagioli cannellini secchi (ammollati dalla sera prima);
  • 100 gr. di Albicocche essiccate
  • Salvia
  • 1/2 Cipolla
  • Olio evo quello buono
  • Sale q.b.
  • Pepe rosa in salamoia per la decorazione

Ho bollito i fagioli con la salvia e la 1/2 cipolla per un paio di ore o fino a che erano cotti. Le albicocche, le ho ammorbidite in 1/2 litro ca. di acqua per circa 10 minuti.

In un terzo tegame, ho unito le albicocche e i fagioli scolati, aggiungendo qualche cucchiaio dell'acqua di cottura di questi ultimi. Lasciando che riprendessero a bollire, li ho frullati col minipimer. A questo punto, ho unito dell'olio evo, un po' di sale e ho lasciato da parte.

Per la salsa al basilico, ho preparato un quasi pesto:

  • 1 mazzetto di Basilico;
  • 1 cucchiaio ca di Pinoli
  • 2 spicchi di Aglio sbucciati (la metá, se il gusto risulta troppo forte);
  • Olio evo a gogó;
  • Sale

Ho lavato le foglie di basilico ed asciugate con cura. Le ho versate nel bicchiere del minipimer (ah, come vivrei senza?) e ho aggiunto i pinoli con l'aglio. Ho frullato il tutto ed aggiunto a filo l'olio, fino a raggiungere una bella salsa profumata. Salato quanto bastava.

In una padella antiaderente e con un goccio di olio, ho saltato per 2 minuti circa dalla parte della pelle i filetti di pesce. Li ho rivoltati e lasciati cuocere per pochi istanti.

Li ho impiattati, condendoli con la salsa al basilico e col contorno di puré alle albicocche, cosparso di grani di pepe rosa.

Tagliatelle con vongole, crema di broccoletti e scampi saltati

Per le passate Feste natalizie, volevo andare un po' "fuori dagli schemi" pur cercando di rispettare le tradizioni.


È a questo proposito che, complice anche l'ispirazione datami da Viviana, ho preparato un primo piatto a base di pesce, ma con l'aggiunta dei broccoletti che hanno dato "'na botta de vita" con il loro gusto particolare.


La ricetta è per 6 persone:
  • 480 gr. di Tagliatelle;
  • 1 Broccoletto cicciotto;
  • 1 sacchetto di Vongole veraci (il peso non l'ho controllato, ma credo fosse da 1 Kg);
  • 2 spicchi d'Aglio;
  • 18 Scampi;
  • Peperoncino;
  • Prezzemolo;

Ho messo le vongole a mollo in acqua salata per un paio di ore per liberarle dalla sabbia. Le ho messe in un tegame e, a fuoco medio, ho lasciato che si aprissero. Dopo averle fatte freddare, ne ho sgusciate la maggior parte, lasciandone qualcuna intera per la decorazione.

Dei broccoletti, dopo averli lavati, ne ho separato le cimette e le ho sbollentate per un paio di minuti in acqua leggermente salata e le ho scolate, versandole in una ciotola con dell'acqua fredda.

In una padella, con dell'olio evo ho rosolato i due spicchi d'aglio sbucciati e tagliati a metà. Non appena si sono indorati, li ho gettati via e versato nella stessa padella le cime dei broccoletti scolate e del peperoncino, lasciando che saltassero allegramente. Ho aggiunto infine qualche cucchiaio dell'acqua delle vongole filtrata dall'eventuale sabbia rimasta e lasciato che il sugo diventasse una crema. NON AGGIUNGERE SALE SE NON ALLA FINE!!!

In una seconda padella (meglio più ONA possibile), ho rosolato con dell'olio e a fuoco vivo gli scampi, tenendoli poi in caldo.

Ho lessato le tagliatelle, le ho scolate al dente e le ho versate nella padella con la crema dei broccoli. Ho aggiunto le vongole sgusciate, quelle col guscio e mescolato il tutto. Solo ora si può sentire se serve dell'altro sale. Io non ne ho aggiunto...

Ho impiattato le tagliatelle ed adagiato 3 scampi come decorazione.

A questo punto, una bella spolverata di prezzemolo tritato non ci sarebbe stata male. Peccato però che, nella fretta, me ne sia dimenticata...

venerdì 11 gennaio 2008

Cappuccino al tartufo profumato al Madeira

Cominciare una cena con un "cappuccino" è una cosa quantomai bizzarra. Io l'ho trovata un'idea assolutamente matta e proprio per questo l'ho fatta mia. Certo, non è una preparazione che si possa fare tutti i giorni (almeno a casa mia) visto l'ingrediente principe, ma stavolta avevo voglia di "strafare".

Altro non è che una vellutata di patate impreziosita dal tartufo fresco saltato in padella, aromatizzato col vino madeira e servito nelle tazze del cappuccino.

Cosa serve?
  • 1 Porro;
  • Olio evo;
  • 100 gr. ca. di Patate farinose;
  • 500 ml di Brodo di Pollo;
  • 1 vasetto di Panna (2 dl);
  • Sale + Pepe
  • 1 Tartufo (io ho usato quello nero) di ca. 50 gr.
  • 50 gr. ca. di Burro
  • 2 cucchiai di Madeira
  • Latte magro per l'effetto "cappuccino"
Del porro, va utilizzata solo la parte bianca: dopo averla lavata, tagliarla a rondelle e lasciarla stufare in un tegame a fuoco dolce con 2 cucchiai di olio ca.

Aggiungere le patate sbucciate e tagliate a dadini insieme al brodo di pollo e lasciar cuocere per 15 minuti circa o fino a quando le patate saranno morbide.

Versare la panna e frullare il tutto col minipimer fino a rendere la zuppa una crema liscissima. Se necessario, passarla al setaccio.

Spazzolare il tartufo sotto l'acqua corrente per eliminarne la terra e tagliarlo a fettine sottili con l'apposita mandolina.

In una padella, a fuoco "allegrotto" far saltare per pochi minuti le fettine di tartufo col burro. Stemperare col vino Madeira e versare il tutto nel tegame con la zuppa.

Scaldare il latte e frullarlo (al meglio con l'apposito frullino a molla) per ottenerne una schiuma abbondante e soda.

Versare a questo punto la zuppa nelle tazze del cappuccino e "decorarle" con la schiuma.


Mousse di Salmone e Trota affumicata in barchetta

Le famigerate mousse che si possono preparare anche con uno o due giorni di anticipo ed essere poi servite all'ultimo momento.


Per la mousse di trota ho usato:
  • 150 gr. di Filetti di Trota affumicata
  • 70 gr. di formaggio caprino spalmabile
  • 5 gr. di Colla di Pesce
  • Succo di mezzo Limone
  • Pepe bianco q.b.
  • Erba cipollina (per la decorazione)
In un recipiente con dell'acqua fredda, lasciare ammorbidire la colla di pesce.

Porre gli altri ingredienti (ad esclusione dell'erba cipollina) nel bicchiere del minipimer e frullare fino ad ottenere un composto liscio.

In un pentolino, con qualche cucchiaio di latte lasciare sciogliere a fuoco dolce la colla di pesce e, dopo averla fatta intiepidire aggiungerla delicatamente al composto di trota. Lasciare riposare in frigorifero per una paio di ore o fino al momento di servire.


Per la mousse al salmone, ho usato:
  • 150 gr. di salmone affumicato (anche i ritagli vanno bene)
  • 1 vasetto di Panna da montare (2 dl)
  • 5 gr. di Colla di Pesce
  • Succo di mezzo Limone
  • Pepe bianco q.b.
  • 1 vasetto di uova di Salmone (per la decorazione)
Il procedimento è praticamente lo stesso: si mette a mollo la colla di pesce in acqua fredda e si frullano gli altri ingredienti (ad esclusione della panna e delle uova di salmone). Volendo, ma io non volevo, si può aggiungere anche un goccio di brandy.

La panna va montata bella ferma ed aggiunta con delicatezza al composto. In ultimo, si aggiunge la colla di pesce sciolta con un poco di latte a fuoco dolcissimo e lasciata intiepidire. Si assembla il tutto e si lascia riposare in frigorifero.

Le barchette le ho trovate nel reparto alimentare dell'Ikea (tutto dire) ed è stato amore a prima vista.

Per riempirle, ho utilizzato i sacchetti Domopak come sac-à-poche usa e getta: dopo averne tagliato un angolo, ho messo il beccuccio a stella e riempito il sacchetto con la mousse di trota.

Ho farcito le barchette fino ad esaurimento (mio e della mousse). Come decorazione, ho sminuzzato e distribuito l'erba cipollina.

Stesso procedimento e altro Domopak per la mousse di salmone. Come decorazione, ho usato le uova di salmone.

domenica 6 gennaio 2008

Buon Anno e Buona Befana!

Ma si può essere più sceme?


Premesso ciò, eccomi qui di nuovo dopo la pausa natalizia trascorsa col parentado italiano, con gli amici venuti dall'Italia (anche se solo per il fine settimana) e col resto della famiglia tedesca!

Devo dire che, non essendo più abituata ad avere tanta gente in casa tutta insieme, non è stata proprio una passeggiata. Sono però contenta di aver rivisto la mia mamma (mamminaaaa!), mia sorella e i suoi "piccini" (piccini si fa per dire: 17 e 14 anni...). Questo dal 23 al 29 Dicembre.

Il 26 poi, alla già esistente e come detto nutrita truppa, si sono aggiunti la suocera col compagno, il cognato con la compagna e i loro due bambini... Oh, sarà che ha prevalso l'istinto di sopravvivenza, ma io sono sopravvissuta!

Certo, per riprenderci da tutto 'sto marasma, abbiamo visto bene io e la mia dolce metà, di farci un Capodanno romantico romantico in quel di Vienna...

Bah, visto che però qui s'ha da parlà di cucina, e che cucina sia!

Abbiamo cercato di mantenere le tradizioni, per cui per la Vigilia ho scelto un menu a base di pesce; il 25 Dicembre è stato all'insegna del buon brodo cui "turtelen" e il 26, stracchi ma non ancora satolli, l'abbiamo buttata sul "rustico": raclette a gogó.

Ma andiamo con ordine:

Il menu della Vigilia prevedeva:

Mousse di trota e salmone affumicati in barchetta;

Cappuccino (paura, eh?) al tartufo profumato al Madeira;
Tagliatelle con vongole, crema di broccoli e scampi saltati (e qui Viviana mi ha dato l'ispirazione);


Filetti di dentice con salsa al basilico e contorno di puré alle albicocche al pepe rosa;

Torta lava con salsa al porto e ciliegie caramellate (a dire il vero questo era nel menu e io l'ho pure preparato, ma abbiamo gettato la spugna...);

Panettone (un angolo d'Italia venuto direttamente dall'Italia), mandarini portafortuna e frutta secca;

A richiesta, caffè, Alca Selzer e Sturalavandini...


Il 25 è stato più "pacifico":

Tortellini in brodo;


Bollito misto (pareva avessi bollito un brontosauro!) e insalata mista con vinaigrette allo zucchero di palma. Qui le foto mancano per sopraggiunta "caciara"...

Il 26? Come detto, visto che tutta 'sta maratona culinaria dei giorni passati ha messo a dura prova la mia cucina e la mia resistenza, abbiamo optato per una bella Raclette.

Ha soddisfatto i gusti di tutti, nessuno si è dovuto alzare per cambiare le portate di volta in volta e ha reso l'ennesima "pappata", un modo piacevole di trascorrere la giornata di Festa in compagnia di tante persone con oggettive difficoltà di comunicazione (Italia-Germania 5-6 + neonato).



Bello, bello, tutto bello. Ma le ricette? Arrivano, arrivano...

domenica 23 dicembre 2007

Pausa natalizia

Cari bloggernauti,

sarà pure una pausa natalizia, ma qui non c'è tregua: corri di qua, compra di là, fai a botte per il parcheggio, ecc. ecc.

Ma il Natale è detto Santo perchè ci si riduce ad un martirio di massa, o perchè effettivamente si dovrebbero rallentare i giri e pensare anche a qualcos'altro?

Per me vige la regola n. 1, sebbene ogni anno mi riproponga di applicare la n. 2. L'importante è comunque tenere le speranze aperte.

Orsú, si torna ai fornelli, che da domani si balla di bella!

Il mio augurio a tutti voi di un bellissimo Natale e di un felicissimo anno nuovo!

giovedì 6 dicembre 2007

Aspettando Natale 2007

Dopo essermi scervellata a pensare a qualcosa di sgarzolino da presentare per le prossime Festività, ho ritrovato casualmente (seh, ritrovato: mi sono quasi impiccata nello scartabellare tra gli appunti mischiati in pile di altri appunti e rovistato tra ricette stipate nei mobili di casa!) la ricetta dei ravioli alla ricotta in salsa d'arancia.

A dire la verità, questo è una preparazione che per me ha un grande valore affettivo e che mi ricorda il primo Natale festeggiato a casa nostra.

Bando alle ciance!

Per i ravioli, servono:
  • 400 gr. di Farina OO
  • 2 Uova
  • 300 gr. di Ricotta
  • Grana grattugiato ca. 30 gr.
  • Noce Moscata

Per la salsa, occorrono:

  • 2 Arance (280 gr. circa)
  • 5 gr. di Fecola di Patate
  • 20 gr. di Burro
  • Sale + Pepe

Con la farina, le 2 uova ed un pizzico di sale, preparare la pasta e lavorarla fino ad ottenere un impasto liscio e sodo. Formare un panetto, avvolgerlo in un telo da cucina e lasciarlo riposare coperto per circa 30 minuti.

Nel frattempo preparare il ripieno: in una ciotola, lavorare la ricotta con un cucchiaio di legno per renderla bella cremosa. Aggiungere il grana e la noce moscata e continuare a mescolare.

Tirare con il mattarello una sfoglia e dividerla in strisce di circa 7 cm.

Con un pennello da cucina, inumidire i bordi delle strisce e, ad intervalli regolari e con l'aiuto di due cucchiaini, porvi una nocciola di composto alla ricotta. Coprire con la seconda metà e schiacciare delicatamente per fare uscire l'aria formatasi.

Con un tagliabiscotti a forma di stella, tagliare i ravioli ed utilizzare i ritagli per formarne degl altri . Accertarsi che i bordi rimangano sigillati. Nel caso, spennellare di nuovo i bordi interni delle stelle e premere delicatamente.

Per la salsa, sbucciare con un pelapatate un'arancia e tagliare la buccia a striscioline sottili. Si può utilizzare anche un rigalimoni.

Spremere le due arance e filtrare il succo attraveso un colino a maglie fitte. Versare il succo in una pentola.

In una tazzina, sciogliere la fecola con un goccio di acqua fredda ed incorporarla al succo d'arancia. Salare e pepare secondo il gusto.

Mettere il tegame sul fuoco e, continuando a mescolare, portare a ebollizione per pochi minuti. Aggiungere le scorze tagliate a fiammifero ed il burro e continuare la cottura per un altro minuto (non smettere di mescolare, pena la formazione di grumi).

Cuocere i ravioli in abbondate acqua moderatamente salata per circa 8 minuti e scolarli delicatamente con l'aiuto di un mestolo forato. Metterli in un'insalatiera precedentemente riscaldata.

Condire i ravioli con parte della salsa all'arancia e mescolarli mooooolto delicatamente.

Dividerli nei piatti, aggiungere la salsa rimasta e servire subito.