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domenica 26 agosto 2007

Una mela al giorno...

...toglie il medico di torno.

Sarà questo vecchio ma efficace proverbio che mi ha spinto, qualche giorno fa, a comprare un'intera cassetta di questo delizioso e sano frutto.

Peccato peró che il mio entusiasmo si sia smorzato quasi subito, visto che non sono mai stata un'accanita consumatrice di frutta.

Mi sono ritrovata perciò nei giorni successivi 'sta cassetta che mi guardava implacabile e mi chiedeva melliflua perché mai non approfittassi nel mangiarne il suo succulento contenuto.

Sebbene i ruoli fossero invertiti, mi sono provata ad immaginare il povero Adamo che alla vista delle mele, cercava disperato qualunque diversivo che lo portasse il piú lontano possibile da tutta quella grazia. Soprattutto lontano dalla sua Eva la quale, con altrettanto entusiasmo, cercava di convincerlo a provarne gli effetti miracolosi.

Sappiamo poi come la storia sia finita, sebbene sia sempre piú convinta che l'Adamo cui penso io, abbia ceduto alla tentazione non tanto per i motivi di cui si é sempre parlato, quanto per non sentire piú la cantilena quotidiana della sua adorata (e grazie, era e sarebbe rimasta l'unica donna della sua vita) compagna...

Tornando a me e alle mie mele, per evitare che diventassero lentamente ma inesorabilmente concime per le mie rose, le ho usate come salsa per un'arista di maiale che si aggirava vagabonda nel mio frigorifero in cerca di un'anima buona che la cucinasse.

Piú precisamente, ho usato:

  • 250 gr. di Arista di maiale
  • 1 Cipolla
  • 3 Mele
  • 1 Pezzetto di Zenzero Fresco
  • 3 Bicchieri di Vino Bianco
  • Sale + Pepe
  • 1 Limone (Succo)

Tanto per cominciare, ho lavato le mele, le ho sbucciate e le ho tagliate a pezzetti. Stessa sorte é toccata alla cipolla ed allo zenzero.

La carne l'ho rosolata ben bene in un tegame. Successivamente, ho aggiunto le verdure e le ho fatte, a calore piú moderato e a coperchio chiuso, cuocere con il liquido che sprigionavano. Una volta che la cipolla, le mele e lo zenzero si sono ammorbidite, ho versato i due bicchieri di vino nel tegame ed il terzo me lo sono gustato io, tanto per ingannare l'attesa...

Sale, pepe, una "lacrima" di dado in polvere e, a coperchio chiuso, ho fatto cuocere la carne per circa 40 minuti.

Al termine, ho tolto la carne dal tegame e l'ho fatta riposare qualche minuto in un piatto coperto. Ho versato il succo del limone nella salsa, l'ho frullata col minipimer e l'ho fatta addensare. Ho tagliato l'arista a fette e l'ho servita con la salsa ottenuta, abbinandola ad un buon bicchiere di chardonnay...

giovedì 23 agosto 2007

Cioccolato, croce e delizia di noi poveri mortali

Non c'é niente di meglio, quando si é un po' giú di corda, di un bel "tiramisú".

No, no, niente a che vedere con il tipico dolce a base di mascarpone, uova, caffé e savoiardi.

Il tiramisú che intendo io, é un dolce che appaga i sensi in tutti i sensi, che unisce il sacro col profano, che fa pensare alla pace nel mondo, che se sei bionda, diventi mora e viceversa, e tanto tanto altro ancora...

Il bello poi, é che si fa in un lillino di tempo!!!

Per fare felici quattro persone, occorrono:

  • 125 gr. di cioccolato fondente
  • 125 gr. di burro
  • 25 gr. di farina
  • 65 gr. di zucchero
  • 2 uova
  • 2 tuorli

Si procede cosí:

Sciogliere il cioccolato ed il burro in una ciotola a bagnomaria.

Con uno sbattitore elettrico, lavorare lo zucchero con le uova intere ed i tuorli per circa 5 minuti.

Aggiungere delicatamente il composto al cioccolato ed unire infine la farina, fino a che il tutto non raggiungerá una consistenza semi-fluida.

Versare il composto in formine da muffin precedentemente imburrate e spolverate di zucchero ed infornare, in forno giá caldo (180°) per circa 5-6 minuti.

Con delicatezza e con l'aiuto di un coltello, sformare i muffins su un piatto e mangiarli il piú presto possibile.

A questa "manna", si prestano divinamente abbinamenti quali frutti di bosco o ciliegie o anche pesche tagliate a pezzettini o, e che non é da meno, una nuvoletta di panna montata.



martedì 14 agosto 2007

15. Agosto, moglie mia non ti conosco

Questa sensazione di moglie l'ho provata da sempre, anche quando moglie ancora non ero, da quando proprio il 15 di Agosto, sono venuta al mondo. Bello, bellissimo, giornata memorabile, parenti in festa, genitori in festa, giornata di festa nazionale. Tutti in festa... tranne me.

Credo siano da contare sulla punta delle dita le volte che abbia festeggiato 'sto benedetto compleanno: da piccola, tutti i bambini erano in vacanza e quindi niente festicciole con cappellini colorati, trombette e giochetti di gruppo; quando sono un po' piú cresciuta, i bambini coi quali festeggiare erano cresciuti insieme a me, ma sempre in vacanza erano (e quindi, niente batticuore da bacetto adolescenziale e ben augurante con l'amorazzo del tempo).

Ora che sono cresciuta in modo "discreto", ho perso la voglia e la fantasia di condividere con gli altri questo giorno. Manifestazioni di affetto ne ricevo ancora, ma mi vanno strette come un vestito di una taglia piú piccola.

E dagli a cercare di convincermi che il compleanno é un giorno bellissimo, che va festeggiato con tutti i crismi, che senza non ci si sta. Non c'è verso: a me proprio non va giù.

venerdì 10 agosto 2007

Piove

Non so com'é ne' come non é, ma piove da tanto, da tantissimo, forse da sempre.

Non che abbia bisogno di sole per vivere, ma da sempre l'estate serve per fare scorta di quella calda luce che rende anche un sorriso diverso dal solito. É lontano il ricordo di quel 2006 dei mondiali che mondiali lo erano in tutti i sensi: gente allegra, colori, vita, voglia di vivere all'aperto e chi piú ne ha, piú ne metta.

Lo spettacolo che si presenta ora é a dir poco desolante: il colore predominante é il grigio. Tutte le sfumature del grigio: da quello chiaro, quasi perla, a quello scuro tipo fumo di Londra, passando per tonalitá intermedie quali grigetto topolino da laboratorio o grigio presagio di pioggia.

La mia solaritá e la mia dieta sono messe a dura prova perché, quel che é peggio, cerco i colori nel frigorifero...

Mmmmmmhmmm, giallo zabaione, marrone cioccolata, rosso ciliegia, verde menta. Tutto serve a rimpiazzare quell'odiosa tonalitá che tanto riporta all'imminente autunno.

Bah, finirá prima o poi. Meglio prima, peró.

giovedì 12 luglio 2007

Famo cinese

Questo "francesismo" lo uso quando il frigo langue e mi serve qualcosa da preparare presto, che contenga ingredienti diversi da quelli abituali e che sia possibilmente commestibile.
Mi piacciono molto i piatti che contengono lo zenzero fresco, i cipollotti, i peperoni e quant'altro mamma natura ci possa offrire.
Purtroppo, data la mia natura poco incline a pesare le cose (basto io a pesarmi quotidianamente, visto il mio stato di dieta perenne), faccio tutto ad occhio ed uso il principio del "É meglio aggiungere alla fine che non poter levare dall'inizio"...
Ieri avevo a disposizione 2 cosce di pollo, dello zenzero fresco (appunto), uno scalogno, patate, salsa di soia, aceto di mele, aceto di riso, un po' di zucchero e voglia di "sfrugugliare" questi ingredienti tutti insieme.
Le cosce di pollo le ho messe in una pirofila da forno. Ne ho inciso la pelle con un coltello e le ho salate da ambo le parti. Vicino ci ho disposto le patate dopo averle sbucciate e tagliate a pezzettoni e ho condito il tutto con dell'olio evo.
Lo zenzero ed il cipollotto li ho sbucciati, tagliati a pezzettini e messi in una tazza. Ci ho aggiunto l'aceto di mele (un quarto di tazza), quello di riso (un po' di meno), la salsa di soia (quanto basta a smorzare l'agro pungente dell'aceto) ed un cucchiaino di zucchero (che male non ci sta). Ho fatto un mischia mischia, e lasciato a macerare il tutto per una buona mezz'ora.
Ho acceso il forno a 190° ed infornato la pirofila per 35 minuti circa.
A cottura quasi ultimata ho distribuito con un cucchiaio la marinata sulla carne e sulle patate (verdure sminuzzate comprese) e mischiato il tutto col sugo di cottura che nel frattempo il pollo aveva prodotto.
Una volta terminata la cottura (dai tagli effettuati in partenza doveva uscire un liquido trasparente e non rosato) ho lasciato riposare il tutto per una decina di minuti scarsi a forno spento.
Oh, com'é e come non é, 'sto pollo é andato giú che é una bellezza!

domenica 8 luglio 2007

Un grazie particolare

Non ho potuto resistere alla tentazione di scrivere fresco fresco qualcosa sulle mie zingarate in cucina.

Merito in tutto o in parte agli amici delle notedicioccolato.it che mi hanno finalmente dato lo sprone per fare i miei primi cioccolatini!

Io, ragioniera per lavoro ma artista dentro, avrei mai rinunciato a questa sfida? E partendo da zero? Giammai!!!

Risultato: qualcuno é venuto e pure discretamente, gli altri si sono "schiantati" nella forma e nel contenuto.

Ma io non demordo. Semmai, mordo!

Come li ho fatti?

Ho temperato il cioccolato fondente (sciolto a bagnomaria e portato a circa 45°, fatto freddare fino a 29° e riportato a 31°);

Ho preparato il ripieno sciogliendo in un pentolino del caffé istantaneo con poco latte. Ho aggiunto circa 50 gr. di cioccolato bianco tagliato a pezzetti e l'ho amalgamato al composto. Ho lasciato raffreddare non completamente e ho infine aggiunto 50 gr. circa di burro lavorato a pomata.

Col cioccolato temperato ho rivestito lo stampo (per me povera "ignorante", una vera impresa). L'ho distribuito ben bene lungo le pareti, l'ho sbatacchiato a dovere per fare uscire le bolle d'aria e svuotato lo stampo dal cioccolato in eccesso.

Una volta raffreddato completamente lo stampo (messo un po' in frigorifero), ci ho versato il ripieno.

Ariattesa che si raffreddasse il tutto e ho chiuso lo stampo con il rimanente cioccolato temperato. Sempre seguendo i consigli dei cioccolatosi di cui sopra, mi sono aiutata con l'asciugacapelli per mantenere il cioccolato fuso. Pareva una guerra ad armi impari (ed in effetti lo era), ho pensato all'armata brancaleone, a chi mai me lo avesse fatto fare, ma alla fine le creature si sono fatte chiudere e dopo qualche ora di raffreddamento a temperatura ambiente, sono (non tutte) cadute dallo stampo come pere mature. Beh, ad onor del vero lo stampo l'ho sbattuto (e pure in malo modo) ripetutamente sul tavolo, peró le perette sono cadute.

L'importante é cominciare.

Chi ben comincia...

Eccomi qui, confusa ed emozionata allo stesso tempo!

Io, io che a malapena riuscivo a finire un tema a scuola per innata incompatibilitá con la penna, mi ritrovo ...nt.. anni dopo a scrivere appunti in un Blog tutto mio!

Ma dico io, mi saró mai impazzita? E a che scopo poi?

Manie di grandezza? Noooooo! Protagonismo? Manco quello. E allora? Bah, chiamiamola pure sfida. Contro chi? Soprattutto contro di me: ci sono decinaia di bloggers che ne dicono di tutte e di piú e allora, mi sono detta: "ecché, sí 'a piú critín?"

Orsú, gambe in spalla, che si comincia.

E se poi non gliene interessa (per rimanere, almeno all'inizio, una personcina "ammodo") niente a nessuno? Come ho detto, intanto sfido me, poi vediamo. Il tempo ispira.