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domenica 21 dicembre 2014

Tortina blitz al cioccolato e pere


Mi è capitato qualche giorno fa di incappare in un libro di ricette di "mug cakes" e cioè di tortine super veloci da preparare direttamente nelle tazze da the, di caffè o comunque in recipienti monoporzione e da cuocere col forno a microonde.

Che diavoleria, mi sono detta! Soprattutto, con un tenero sorriso, ho pensato ad una persona a me molto cara che col microonde ha un rapporto, come dire, ... burrascoso...

Vero è che, vivendo in un epoca dove tutti andiamo di corsa, dove manca il tempo (almeno a me!) per potersi dedicare con passione alle cose che più ci (mi) piacciono, quest'idea delle mug cakes l'ho trovata geniale.

Le versioni sono sia dolci che salate, per cui si può spaziare da un aperitivo/antipasto ad un contorno/dessert, senza dover passare troppo tempo dietro i fornelli. Fantastico, nel caso di ospiti "last minute"...

Io ho provato una versione dolce e penso che, con qualche piccolo accorgimento, la potrei benissimo adattare al fine cenone natalizio.

Essendo la mia numerosa famiglia composta da due persone, ho adattato le dosi usando:

  • 1 + 1/2 Pera
  • 1 cucchiaio di Zucchero
  • 1 cucchiaio di Succo di Limone
  • Liquore a piacere (io ne ho usato uno alle Albicocche)
  • 30 gr. di Burro
  • 1 Uovo
  • 2 cucchiai di Farina
  • 2 cucchiai di Zucchero
  • 1 cucchiaino di Cacao in Polvere
  • 1/2 Bacca di Vaniglia (i semini)
  • 1/4 di cucchiaino di Lievito in Polvere

Ho sbucciato la pera più la mezza, l'ho tagliate a dadini e, con lo zucchero ed il succo di limone, ne ho fatto una compote.

Nel microonde, ho sciolto brevente il burro. Ho unito, mescolando di volta in volta, tutti gli altri ingredienti e 2/3 della compote di pere.

Ho diviso il composto in due bicchieri di vetro (non lasciarsi ingannare dalla "misera" quantità dell'impasto) e cotti a microonde alla massima potenza per 1 minuto e 40 secondi.

Alla rimanente compote, ho aggiunto un cucchiaio circa di liquore.

Una volta sfornate le "blitz" tortine, le ho decorate con le pere rimaste.

Mai come in questo caso, il detto "ci vuole più a dirsi che a farsi", fu più azzeccato...

domenica 26 ottobre 2014

I Pancakes

La colazione fatta durante la settimana (e se qui mi "pizzica" un nutrizionista, so' schiaffoni) é per me un optional, nel senso che non ho il tempo materiale per mettermi seduta comoda come si vede nelle pubblicitá, bere tranquillamente il caffè, parlare del piú e del meno con la mia dolce metà ed affondare i denti in qualche soffice e fragrante torta appena sfornata.

La realtá é purtroppo ben diversa dalla fantasia: cappuccio (il cappuccino è già più lungo sia a pronunciarsi che a farsi) al volo, un biscotto (un crumiro, se non qualcosa di piú piccolo) ingoiato in piedi a mo' di mangiatore di spade e via di corsa in ufficio!

Alla colazione del weekend però, ah, a quella non ci rinuncio! Ecco lí che allora tutte le corse della settimana si fermano come d'incanto: sveglia comoda, bel sorrisone mattutino, preparazione a passi lenti e ben distesi fino a che, comodi comodi, a metà mattinata tutto é pronto. Le nostre colazioni sono piuttosto dei brunches che inglobano anche parte del pranzo. Una volta finito di mangiare infatti, ci godiamo la giornata fino all'ora di cena.

Non c'è un menu preciso: qualche volta strapazziamo qualche uovo, talvolta sforniamo panini integrali da riempire con quark e marmellate o, in alternativa, con formaggi e chicchere salate (oh, in Germania si usa cosí!) oppure, come oggi, ci sfrittelliamo i pancakes.

Questa delizia made in USA, la scoprii diverse (diversissime) primavere fa quando andai in America per la prima volta e da allora è entrata di diritto nell'Olimpo (un po' pretenzioso, ma vabbé) del "Che m'invento oggi?"

Ho sperimentato diverse ricette, ma questa ha raggiunto, per i risultati ottenuti, il mio sogno americano.

Ho usato:

  • 150 gr. di Farina
  • 1 cucchiaio di Zucchero
  • 1 pizzico di Sale
  • 1 cucchiaino di Lievito in Polvere
  • 250 ml. di Latte
  • 2 Uova
  • 3 cucchiai di Olio di Semi

In una ciotola ho mescolato tutti gli ingredienti secchi. In un secondo contenitore, tutti gli altri. Col minipimer, ho unito gli uni agli altri e frullato ben bene fino a che tutti i grumi sono spariti.

Ho riscaldato a calore medio una padellina antiaderente con una nocciola di burro (perché a secco sennó si rovinava la padella) e, con un mestolo a beccuccio, ho versato a monoporzioni il composto. Dato il contenuto di olio, non é poi più necessario ripetere l'operazione burro

Un paio di minuti da un lato, un paio dall'altro e buona colazione!

La "morte sua" prevede il tradizionale sciroppo d'acero (ce l'ho!), oppure del miele (c'ho pure quello!) o, ancora, del burro fuso con delle zeste di arancia fresca (mi manca, maledizione, ma forse é meglio cosí!)



sabato 20 settembre 2014

Ketchup alle Fragole e Curry

Quando, navigando negli sconfinati oceani del web, sono incappata in questa ricetta, è stato amore a prima vista: la mia più volte sbandierata passione per l'uso della frutta non solo a fine pasto, mi ha fatto provare questa salsa che si accompagna divinamente a tutto ciò che si possa grigliare, animale e non (e quindi anche formaggi, verdure e, perchè no, patatine fritte).

Essendo le fragole l'ingrediente principale, potrei quasi definirlo un ketchup estivo. Nulla vieta però di sostituirlo con, udite udite, marmellata di albicocche. Sì, ho detto proprio marmellata di albicocche! Ovviamente, in dosi ridotte rispetto alle fragole

Per farla breve, ho usato:


  • 1kg di Fragole
  • Zenzero fresco (30 gr. circa)
  • Olio evo
  • 1 Cipolla
  • 1-2 Peperoncini freschi (se destinato ad un pubblico non adulto o sensibile al piccante, meglio evitare)
  • 80 gr. di concentrato di Pomodoro
  • 100 ml di Aceto di Mele
  • 3 cucchiai di polvere di Curry
  • 1 cucchiaino di Paprika dolce
  • Noce Moscata (un pizzico o poco più)
  • 250 gr. di zucchero per marmellate 2:1 (o, in mancanza, zucchero ed una bustina di pectina come addensante)
  • Sale & Pepe


Togliere il picciolo alle fragole, lavarle velocemente e frullarle. Se piace, frullarle a "singhiozzo", evitando la purea completa.

In un tegame, scaldare l'olio e lasciare ammorbidire per qualce minuto le cipolle, lo zenzero ed il peperoncino.

Aggiungere tutto il resto e, a fiamma media e mescolando di tanto in tanto, fare sobbollire qualche minuto, fino a che la salsa comincia ad addensarsi.
Sterilizzare dei barattoli a chiusura ermetica (io li metto nel microonde per qualche minuto, dopo averli riempiti con un po' d'acqua), dopodichè versarvi la salsa ancora calda. Chiudere, capovolgere, attendere qualche minuto e, nell'attesa, leccare a dovere il cucchiaio di legno... 

P.S.: con la dovuta fantasia, se si trovano i barattoli giusti, è una buona (buonissima!) idea da regalare... 


giovedì 1 maggio 2014

Asparagi con salsa all'arancia

L'arrivo degli asparagi qui in Germania è atteso ed amato quasi come il Superbowl in America, tanto per capirci.

Non appena appaiono le prime "capocchie" verdi o bianche che sia, si scatenano supermercati, ambulanti, mercati all'aperto nel fare a gara a chi ne vende di più. I consumatori, manco a dirlo, fanno a gara a chi ne compra di più e prima degli altri. Insomma, è una corsa all'acquisto come quelle tipiche del 23 dicembre alle 19:30 di sera...

Di varianti su come consumarli ne esistono a migliaia. Io mi sono attenuta alla "quasi" tradizione, lessandoli e servendoli con una salsa all'arancia.

Ho usato:


  • 1 Kg. di Asparagi bianchi
  • 1 noce di Burro
  • 2 cucchiai di Farina
  • 1 Arancia bio
  • 200 gr. Di Mascarpone
  • Sale e Pepe
Gli asparagi, li ho pelati col pelapatate e tagliato le estremità finali legnose. Le bucce ed i "tronchetti", li ho tenuti da parte per la salsa (arriva, arriva).

Gli asparagi, li ho lessati circa 15 minuti in acqua portata ad ebollizione, salata e con aggiunto un cucchiaio di zucchero.

Nel frattempo, in un colapasta ho messo i resti degli asparagi e li ho sciacquati sotto l'acqua corrente. Li ho lessati in circa 1/2 litro di acqua leggermente salata e tenuto da parte il "brodo".

Nel tegame n. 3 (meno male che la cucina di fuochi ne ha 4), a fuoco dolce ho sciolto il burro, unito la farina e lasciato leggermente imbiondire. Ho aggiunto poi, poco per volta, parte del brodo e creato una quasi besciamella.

Ho aggiunto la buccia grattugiata dell'arancia, il suo succo ed il mascarpone. Continuando a mescolare, ho regolato la densità della salsa aggiungendo ulteriore brodo.

Ho regolato di sale e pepe e, ancora calda, l'ho versata in una salsiera e servita con gli asparagi (io nel piatto di portata ci ho aggiunto anche delle patatine novelle lesse e del prosciutto di Praga tagliato "allegramente" spesso).


Beh, che dire? Ho fatto in tempo a portare la salsiera in salvo, sennò mi mangiavano pure quella...




domenica 13 aprile 2014

Zuppa Fredda alle Pere e Cetrioli

Siamo a primavera inoltrata, ma gli influssi della stagione estiva già si avvertono da qualche tempo: le giornate sono visibilmente più lunghe, il verde degli alberi è tornato prepotentemente a farsi vedere più brillante che mai e gli uccelli che per tutto l'inverno erano spariti (molti dei quali avevano deciso di passare una bella vacanza giù-giù al sud), ora sono tornati in massa più "chiacchieroni" che mai.

Beh, con queste premesse non potevo che adeguarmi ai tempi e preparare una zuppa fredda, di orgine sudafricana. Il massimo della goduria è stato gustarla con un buon bicchiere di vino bianco ed in compagnia di amici.

Ho usato:

  • Due Cipolle
  • Un Cetriolo (se piccoli, meglio abbondare ed usarne 2 o 3)
  • Scorza grattugiata di un Limone
  • 1 cucchiaino scarso di Aneto 
  • 1 Kg di Pere
  • 3/4 di l di Brodo
  • 150 gr. ca. di Formaggio cremoso (tipo Piladelpia, tanto per non fare nomi)
  • Olio evo + Burro
  • Sale e Pepe

In un tegame, ho scaldato l'olio col burro e lasciato ammorbidire le cipolle tagliate a fette sottili.

Ho aggiunto i cetrioli precedentemete sbucciati e tagliati a dadini, la scorza del limone e l'aneto.

Ho versato il brodo e lasciato cuocere a tegame coperto per 10 minuti circa.

Ho aggiunto le pere sbucciate e tagliate a dadini, continuando a cuocere per altri 10 minuti.

Ho unito il formaggio, aggiustato di sale e lasciato raffreddare completamente. Poi, ho ridotto il tutto ad una crema col frullatore ad immersione.

Dopo aver lasciato riposare la zuppa qualche ora in frigorifero, l'ho servita non prima però di averla insaporita con del pepe nero ed un giro di olio.



domenica 30 marzo 2014

Storia di un'amicizia cominciata da lontano

Questa è una storia che racconto mooooolto in ritardo (siamo quasi al limite del "c'era una volta..."), ma che mi è rimasta nel cuore perchè ha per me un valore particolare.

Qualche tempo fa, tra le varie e-mails, una in particolare ha attirato la mia attenzione. Una certa Julia mi chiedeva se potevo cederle una delle mie fotografie. Chi? Io?!? No, dico, ma parliamo proprio delle MIE fotografie? Beh, sta di fatto che Julia voleva proprio una mia foto. Stupita soprattutto per il fatto che mi fosse stato chiesto (con tutte le ruberie nel web, quando mai me ne sarei accorta?), ho acconsentito volentieri.

Il bello arriva ora: Julia, non abita né in Italia né in Germania (vista la mia origine o dove vivo ora), bensì in NUOVA ZELANDA!! Ingredibbile e impenzabbile!!

Sta di fatto che la foto richiesta, le serviva per la creazione di un gioco da tavola ed il ceviche ne è divenuto parte.

Ora, lei ha la mia foto ed io ho il suo gioco. Così lontane, eppure così vicine.

Kia ora, Julia!!


venerdì 28 marzo 2014

Una quasi Tajine di Pollo con le Albicocche

Che mi piaccia sperimentare nuovi sapori non é un gran mistero.

Ogni singolo ingrediente, ogni spezia, ogni aroma reperibile sul mercato, sono per me come i colori sulla tavolozza di un pittore, da abbinare, mescolare e re-inventare ogni volta.

E dopo questa dolciastra sviolinata, di corsa dal dentista...

Bah, tornando a bomba - ho detto bomba? Meglio usare un altro termine, che di questi tempi... - ...

Bah, tornando al tema del post (ecco, già andiamo meglio), ho voluto abbinare il sapore agro delle albicocche a quello amarognolo delle mandorle, passando per quello gradevolmente piccante dello zenzero...

Perché quasi tajine? Perché il posto per la famigerata pentola non ce l'ho. L'ho sostituita con una pentola in ghisa smaltata.

Eh, ma insomma che c'hai messo?!?

Allora, ho usato:

  • 1 Pollo tagliato a pezzi
  • 1 noce di Burro
  • Olio di Argan (sostituibile con altro olio a piacere)
  • Sale e Pepe
  • 3 Cipolle medie sbucciate e tagliate a spicchi
  • 2 cucchiai di Miele
  • 1 cucchiaino di Cannella
  • 2 spicchi di Aglio tritati
  • 1 Limone (il succo)
  • 1/2 cucchiaino di Curcuma
  • 1 cucchiaio di Zenzero grattugiato
  • 1/2 litro di brodo
  • 2 cucchiai di Albicocche secche
  • 2 cucchiai di Mandorle spellate 
  • Prezzemolo Fresco
Il pollo, l'ho rosolato col burro e l'olio nel tegame di ghisa precedentemente riscaldato a dovere. Ho salato e pepato quanto bastava. Ho aggiunto le cipolle ed il miele e continuato a rosolare.

La cannella, l'aglio, il succo di limone, la curcuma e lo zenzero, li ho mescolati fra di loro ed uniti successivamente al pollo. Ho aggiunto il brodo, incoperchiato e lasciato cuocere a fuoco moderato per circa 40 minuti.

Nel frattempo, ho fatto rinvenire le albicocche in acqua bollente.Le mandorle, le ho tostate in una padella di ferro.

A cottura quasi ultimata (10 min. circa), ho aggiunto le mandorle e le albicocche ed aggiustato di sale/pepe.

Ho servito accompagnando con un trito di prezzemolo

Buon appetito



mercoledì 26 marzo 2014

A volte ritornano... anzi ritorno!

Siamo vicini a Pasqua e a Pasqua, si sa, si fanno le famigerate pulizie.

Ho ritrovato, sotto un cumulo di polvere, il mio blog cui tanto sono affezionata e che per lungo,troppo tempo ho trascurato. Ho maturato un gran senso di colpa al pensiero che lui stava lí, tutto solo soletto, esposto alle correnti del web e rischiando di prendersi pure un bel raffreddore. Che bloggatrice (bloggatoressa? Blub-blub-blub?) snaturata!!

Mi dispiace aver constatato che in questo periodo di latitanza, diversi food-blogger (alcuni piuttosto assidui) hanno gettato la spugna e lasciato (per sempre? Speriamo di no!!) alla deriva le loro creazioni.

Fatto sta che adesso desidero dare al mio blog una bella rinfrescata e, tanto per cominciare, ho tolto quel nerume che lo ha accompagnato per tutto questo tempo, ho dato una sforbiciatina di qua, una pittata di lá, una passatina di smalto ed eccolo bello fresco e profumato.

Chi ben ri-comincia...

domenica 29 gennaio 2012

Le Meringhe

Le meringhe, questo concentrato di aria e zucchero. Per me, sono state un tabú e/e croce per tanto tempo perché:

1. la prima e ultima volta che le ho fatte ho mangiato praticamente delle "frittatine squacquarate" dal colore poco invitante
2. memore del punto 1., ci avevo messo una croce sopra e al diavolo!

Poiché peró per mia indole voglio e devo eliminare gli stessi tabú che mi creo, un giorno non troppo lontano ho deciso di riprovarci.

Stavolta peró mi sono documentata, ho studiato qui e lí, cercato, gugolato, confrontato ricette ed opinioni. Nemmeno mi fossi dovuta cimentare in chissá che. Dovevo peró riuscirci e ci sono riuscita!!

Tra le cose lette, ho scoperto che ci sono due versioni di meringa: alla francese e all'italiana.

Ora mi infilo gli occhialoni da nerd, salgo in cattedra e spiego:

- la meringa alla francese, é quella fatta col metodo a freddo (quello in pratica che, se fatto male, genera le famose frittatine squacquarate del giá citato punto 1.): si montano gli albumi a neve, si aggiunge lo zucchero, si continua a montare e, con un sac à poche, si formano i "ciuffetti" che si cuoceranno al forno

- la meringa all'italiana, invece, é fatta col metodo a caldo: si montano gli albumi a neve e si aggiunge uno sciroppo bollente di acqua e zucchero. Si continua a montare fino al raffreddamento completo e si puó procedere con le eventuali altre preparazioni.

Io ho scelto il metodo all'italiana perché ha il vantaggio di pastorizzare gli albumi e permettere quindi al composto di essere utilizzato anche per mousse a freddo. Capito la finezza?

Ho utilizzato:

  • Chiare d'uovo (non é la quantitá, ma il peso che conta)
  • stessa quantitá di zucchero (ecco svelato l'arcano)
  • 1-2 cucchiai di Acqua
  • qualche goccia di Limone
  • 1 pizzico di Sale
  • Termometro da cucina
Con la planetaria, cominciare a montare gli albumi a velocitá moderata, aggiungendo solo le gocce di limone ed il pizzico di sale (mi infilo nuovamente gli occhialoni e riprendo a spiegare: se si parte a velocitá moderata e non "a manetta", l'aria incorporata negli albumi resta imprigionata e non permette poi al composto di smontarsi).
Mentre la planetaria lavora, mescolare in un pentolino lo zucchero con l'acqua e scaldare fino a raggiungere la temperatura di 120° (Termometro!!). Raggiunta la temperatura, versare lo sciroppo bollente nella planetaria in movimento.

ATTENZIONE: versare il liquido in direzione dei bordi e non delle fruste, sennó vengono le "ragnatele"!!

Aumentare la velocitá e continuare a montare fino al completo raffreddamento della meringa. A questo punto, diventerá talmente soda che sembrerá panna montata. Resistere dall'affondarci le dita é cosa assai ardua!

Rivestire una, ma anche due teglie da forno con un foglio di silicone o con carta da cucina. Rempire un sac à poche col composto e formare sulle teglie tanti ciuffetti (o forme, secondo il gusto).

Mettere la teglia in forno scaldato a 100° (non ventilato), lasciare lo sportello socchiuso (io ci ho messo il manico di un cucchiaio di legno) e dimenticarsi per almeno un'ora, se non 2, che qualcosa "bolle in pentola". Le meringhe si seccheranno belle belle e resteranno bianche pallide.



Poiché di composto me ne é rimasto un po', l'ho coperto, messo in frigo ed utilizzato poi per... per... 

domenica 22 gennaio 2012

Polpettone al... Vetro

Quando si dice che a volte ritornano...

Manco da una marea di tempo, lo stesso tempo che mi toglie il fiato e che non mi dá piú la possibilitá di scrivere. Mi arrabbio, mi ribello, ma come cantava Lorenzo qualche anno fa: 

"...Tempo, 
comunque vadano le cose lui passa
e se ne frega se qualcuno é in ritardo
puoi chiamarlo bastardo ma intanto lui é andato..."

Io che ultimamente di tempo non ne ho piú molto, cerco di trovare il modo per poter cucinare velocemente senza peró dover ricorrere ai cibi in scatola o peggio ancora liofilizzati.

Ieri sera, per esempio, avevo a disposizione della carne macinata. Avevo in un primo tempo l'intenzione di farne degli hamburger. Poi, l'illuminazione: mi sono ricordata di avere i barattoli in vetro temperato (perché la mia cucina é come il gioco del Tetris: é tutto riposto ad incastro e quello che "giace" nascosto sotto altri oggetti, spesso e volentieri viene dimenticato) e li ho usati per far sí che il forno cucinasse per me.

Ho usato:

500 gr di Carne macinata
1 Cipolla a dadini
2 Carote tagliate a bastoncino
5-6 Funghi Champignon tagliati grossolanamente
1 Uovo
Prezzemolo tritato
Noce Moscata
2 cucchiaini di Zenzero in Polvere
5, ma anche 6 cucchiai di Pan Grattato
2 cucchiai di Parmigiano Grattugiato
Brodo
Sale, Pepe e Peperoncino

In una ciotola ho mescolato la carne con tutti gli altri ingredienti (ad esclusione del brodo).

Ho riempito i vasi di vetro fino ad 1 cm dall'orlo circa con l'impasto e versato in ognuno circa 2 cucchiai di brodo.

Ho scaldato il forno a 180° e sistemato una teglia sul fondo, riempita per metá con dell'acqua.

Nella seconda teglia, ho disposto i barattoli e li ho infornati a metá altezza, lasciandoli cuocere per 35-40 minuti circa. Terminata la cottura, li ho lasciati "riposare" a forno spento per qualche minuto, dopodiché ho capovolto i polpettoni al vetro direttamente nei piatti.




Tempus fugit, io pure... 

venerdì 22 aprile 2011

Cin Cin!!

Certe volte mi spavento nel constatare quanto veloce passi il tempo: un "paio" di giorni fa avevo il balcone sommerso dalla neve ed ora, ovunque mi giro, vedo alberi in fiore.
A un "paio" di giorni fa risale anche il mio ultimo post. Neanche fossi andata in letargo insieme all'orso Yoghi!
La natura si risveglia e, affamata di nuova vita, prepotente prende il sopravvento con i suoi colori e profumi intensi sul grigiume dei mesi invernali appena trascorsi.
Cosa c'è di meglio allora nel salutare con un bel brindisi di benvenuto (beh, diciamo che ogni scusa è buona) l'arrivo della nuova stagione?

Ho usato:
  • Una bottiglia di Cremant
  • 4 cl di Grand Marnier
  • 4 cl di Vodka
Mescolare i fantastici 3 e berli belli freddi in un flûte.
Cin Cin, buona Primavera e soprattutto, buona Pasqua!!


giovedì 30 dicembre 2010

Anatra Ripiena

Le Feste di Natale si sa, sono un periodo dell'anno in cui ci si sente piú buoni, portano serenitá, fanno sí che ci si renda piú disponibili col prossimo, trasformano case e giardini in spettacoli di luci colorate.

Cosa non da sottovalutare, si "legalizzano" quei pranzi e quelle cene che, durante l'anno, mai e poi mai ci si sognerebbe di preparare e soprattutto di mangiare. Al ritmo di "Quello? Noooooo, m'ingrassa!!" "Quell'altro? SCHERZI?!? Poi devo stare in apnea una settimana per chiudere i pantaloni!" "Quell'altro ancora? Per caritá!", si cerca (e, almeno nel mio caso, non si trova) di darsi un contegno. Arriva poi "l'amnistia" natalizia e allora ogni reato gastronomico viene perdonato.

Visto che Babbo Natale mi ha portato con un po' di anticipo il regalo che gli avevo chiesto, ho visto bene di inaugurarlo con il piatto tipico delle Feste, almeno qui in Germania: l'anatra al forno ripiena.


 Ho usato:
  • 1 Anatra da 3 Kg. circa
  • 2 Scalogni
  • 1 Carota
  • 1 Mela
  • 400 gr. ca. di castagne precotte
  • 1-2 cucchiai di Olio evo
  • Sale e Pepe
  • 1 bicchiere di Vino bianco
  • 1 bicchiere di Brodo
Si sbucciano la mela e lo scalogno e si tagliano a dadini. Spezzettare grossolanamente i marroni e sminuzzare le carote. Mescolare poi il tutto ed amalgamarlo con l'olio.

Salare e pepare l'interno dell'anatra, dopodiché riempirla con le verdure. Cucire l'apertura con dello spago da cucina.

Io faccio la fanatica e dico di aver usato la pentola di ghisa col coperchio (Babbo Natale...), ma anche una teglia da forno va bene. Nel caso, si aumenta la quantitá di brodo.

Accendere il forno a 200° ed infornare il pennuto. Il tempo di cottura é di circa 30-35 minuti per kilo di carne. Trascorsa 1 ora e1/2 ho tolto il coperchio, irrorato col sugo e lasciato "abbronzare" per un'altra 1/2 ora.

Prima di servire l'anatra, ho sgrassato la salsa (il grasso non si butta!!! Si puó filtrare, si lascia solidificare e si utilizza al posto del burro per la cottura di volatili in genere).

Come vuole la tradizione delle Feste, non é assolutamente un piatto dietetico, porta serenitá e ci si sente piú buoni dopo averlo mangiato (e anche piú pesanti).

Buone Feste, buon Anno e buon Appetito!!!

lunedì 15 novembre 2010

Dolce di Natale, il Christstollen

Lo so non é ancora Natale, ma dappertutto si vedono giá le decorazioni, i rami di abete intrecciati con palle dai mille colori. Devo dire che questo scenario non si addice molto al tempo, visto che nonostante siamo a fine Novembre, fa un caldo fuori dal normale.

Volendo peró adeguarmi all'atmosfera, mi sono cimentata nella preparazione di quello che qui in Germania passa come il "compare" (cugino é giá un po' troppo) tedesco del panettone italiano.

La preparazione é molto meno elaborata di quella del panettone ed il tempo di lievitazone é decisamente inferiore.

Ci sono diverse versioni di questo dolce: con i canditi (che a me non piacciono) e l'uvetta, con la frutta secca, col lievito di birra o con quello per dolci, ecc. ecc.

Unico denominatore comune é il burro: di quello purtroppo non se ne puó fare a meno. Non a caso, si chiama anche Butterstollen.

Io ho provato la versione coi pistacchi, il marzapane ed il lievito di birra.

Per realizzarlo, occorrono:
  • 500 gr di Farina
  • 1 dado di Lievito di Birra (42 gr.)
  • 1/8 l di Latte
  • 5 cucchiai di Zucchero
  • 250 gr. di Burro
  • 100 gr di farina di Mandorle
  • 1 pizzico di Sale
  • 1 bustina di Zucchero Vanigliato
  • 1 fialetta di Aroma di Mandorle
  • Buccia grattugiata di 1 Limone
  • 250 gr di Marzapane
  • 80 gr. di Pistacchi
  • Zucchero a Velo
In una ciotola (io ho usato quella del robot da cucina), disporre la farina a fontana. Riscaldare leggermente la metá del latte, aggiungere 2 cucchiai di zucchero e sciogliervi il lievito. Versare il composto al centro della fontana e mescolare unendo parte della farina, fino ad ottenere una poltiglia bella densa. Coprire con un panno e lasciare riposare il lievitino per 15 minuti circa.

Sciogliere 200 gr. di burro ed unirli alla 2. metá del latte. Lasciar raffreddare ed unire la farina di mandorle, 3 cucchiai di zucchero, il sale, lo zucchero vanigliato, l'aroma di mandorle e la buccia di limone grattugiata.

Versare il tutto nella ciotola e, inserendo il gancio per impastare, lavorare l'impasto fino a che tutti gli ingredienti saranno amalgamati uniformemente.

Coprire nuovamente con un panno e lasciare lievitare per 1 ora (io l'ho messo nel forno leggermente riscaldato e poi spento).

Trascorso il tempo, versare l'impasto su un piano di lavoro infarinato (o su un foglio di silicone) e, lavorandolo leggermente, distribire i pistacchi, amalgamando. Stendere con le mani fino ad ottenere un rettangolo. Lavorare il marzapane fino a farlo diventare un salsicciotto ed adagiarlo nel senso della lunghezza sul rettangolo ottenuto. Ripiegare su se stesso, in modo da avvolgere completamente il marzapane.

Trasferire il panetto con tutto il foglio di silicone su una teglia da forno e coprire di nuovo per 30 minuti.

Scaldare il forno a 200° (evitare il ventilato) ed infornare a metá altezza per 50 minuti circa. Trascorsi 10 minuti, ridurre il calore a 175° e proseguire la cottura.

Trascorso il tempo, sfornare il dolce e spennellarlo ancora caldo col rimanente burro fuso. Avvolgerlo in un foglio di alluminio e lasciarlo in pace (non spiluccare, t'ho visto!!!) fino al giorno dopo.

Cospargerlo con zucchero a velo e... HO HO HOOOO!!

Per conservarlo a lungo (a lungo? beato chi ci riesce!), riavvolgerlo nel foglio di alluminio.

giovedì 11 novembre 2010

Tortino alle Mele

Certe volte, anzi troppo spesso, nel fare la spesa dimentico che la nostra numerosissima famiglia é composta da due persone: me e Ciccio.

Mi ritrovo a comprare caterbe di roba che puntualmente vanno poi ad alimentare il congelatore (conoscendomi, l'ho comprato apposta a forma di armadio).

Credo, anzi ne sono certa, di avere ereditato questa strana abitudine da mio nonno: pure lui aveva la mania di "azzeppare" il frigorifero con ogni sorta di cibi. La differenza tra i due peró, sta nel fatto che mentre lui sopravvisse a due guerre e quindi sviluppó col tempo una sorta di autodifesa alla fame patita all'epoca, io mi limito ad accumulare nel caso in cui, non si sa mai... É anche vero che i frigoriferi e le dispense semivuote mi mettono 'na tristezza!!

Tutto ció premesso, per spiegare che l'altra settimana non ho saputo (tra le altre cose) dir di no ad una cassetta di mele che primeggiava sugli scaffali di un supermercato.

Avevo a disposizione (naturalmente!) un rotolo di pasta sfoglia, un tempo da lupi e tante tante mele. "Combinazione perfetta!" mi sono detta e quindi...

Ho usato:
  • 1 Rotolo di Pasta Sfoglia
  • 4 Mele
  • 1 noce di Burro
  • 1 cucchiaio di Zucchero di Canna
  • 2, ma anche 3 cucchiai di Amarettini
  • Cannella in polvere (io ne ho usata a gogó, ma degustibus)
Tanto per cominciare, ho acceso il forno a 200°.

Gli amarettini e la cannella, li ho messi nella moulinette e tritati fini.

Ho sbucciato le mele, private dei torsoli, tagliate a pezzetti e messe ad ammorbidire in un tegame insieme al burro e allo zucchero di canna.

La pasta sfoglia, dopo averla stesa, l'ho tagliata a misura di due pirofile da forno (mono/bi-porzione) e ne ho rivestito il fondo. Non essendo le forme di silicone, le ho prima leggermente imburrate.

Ho aggiunto alle mele gli amaretti tritati con la cannella, ho amalgamato il tutto e versato poi il composto nelle pirofile.

Infornato per 30 minuti circa e... Buon Natale (l'ho giá detto che c'é un tempo da lupi?)!!


martedì 9 novembre 2010

Timballini di Patate e Spinaci al Forno

Comincio col ringraziare Sonnenblume per avermi consegnato un premio (alla latitanza?):



A questo punto dovrei passarlo ad altri 15 bloggers, ma poiché manco da tanto onestamente non saprei da chi cominciare. Lo passo quindi a tutti e buonanotte!

Detto ció, confesso di esserci cascata di nuovo: piú cerco di tenermi alla larga da negozi che vendono "impiccia-cucine" e piú puntualmente la "vocina suadente" dentro di me, mi dice: "Ma entra, tanto non trovi piú niente che non abbia giá..." ERRORE DI SBAGLIO!!!! Pure stavolta hanno vinto loro ed io, tapina, ho ceduto alla tentazione.

L'impiccio di oggi, in realtá non é proprio nuovo nuovo. O meglio é nuovo di negozio, ma porta egregiamente sulle spalle circa una settantina di primavere.

É nato come cuociuova, ma io le uova non le avevo. Potevo lasciarlo cosí bello bello a guardarmi dallo scaffale? Eh no, carino!! Cosí l'ho messo subito al lavoro.

Ho usato:
  • 1 Kg. di Spinaci freschi
  • 3-4 Patate
  • 1/4 l. di Latte
  • 1 dl ca. di Panna
  • 1 rametto di Rosmarino
  • 3 spicchi di Aglio
  • Formaggio grattugiato (Parmigiano o Emmenthal o icché vi pare)
  • Sale e Pepe
In un tegame (io non ho usato olio, ma é soggettivo), ho fatto asciugare gli spinaci puliti, insieme a due spicchi di aglio schiacciati.

In un altro tegamino, ho portato a bollore il latte insieme all'aglio ed il rosmarino e lasciato insaporire per qualche minuto.

Ho Sbucciato le patate e con una mandolina le ho tagliate a fette di 3 mm. di spessore circa.

Dopo aver eliminato l'aglio ed il rosmarino dal latte, ho aggiunto la panna, salato con moderazione, pepato e mescolato il tutto.

Ho imburrato leggermente gli stampini e li ho foderati con le fette di patate. Ho aggiunto uno strato di spinaci, insaporito col fomaggio grattugiato e ripetuto il procedimento fino ad esaurimento degli ingredienti.

Ho versato il miscuglio di latte e panna negli stampini riempiendoli fino a metá circa ed infornati per 35 minuti circa in forno preriscaldato a 190° o fino a che le patate non siano risultate belle dorate.

Ho lasciato riposare qualche minuto prima di servire (anche perché sarebbe stato impossibile mangiarli prima).

E pure 'st'impiccio l'abbiamo "battezzato"!!

venerdì 5 novembre 2010

A Zamp de Puerc al Forno, meglio conosciuta come "Schweinshaxe"

Ricordo il mio stupore quando atterrai in terra teutonica, convinta che la Germania fosse il Paese dove piove sempre, dove i tedeschi indossano i calzini bianchi, le Golf sono arancioni e dove si mangia che "manco a li cani"...

10 anni sono trascorsi da allora e ancora oggi trovo questo paese straordinario sotto tanti aspetti. Certo, le radici italiane non le taglio, ma rimane il fatto che aprire il cuore ad altri orizzonti mi ha fatto capire quanti pregiudizi spesso hanno condizionato il mio modo di vedere le cose.

Tutto ció premesso, presento oggi Siore e Siori, quello che ha segnato in modo inesorabile il mio giro vita, che mi fa addannare perché colpisce il mio punto debole e al quale proprio non riesco a resistere (sono facilmente corruttibile, accidenti!): la Schweinshaxe (oppure, detta in soldoni, stinco di maiale al forno).

Devo dire di aver provato diversi metodi di cottura, ma nessuno mi ha mai soddisfatto in pieno: o mangiavo un "carognone" duro arrabbiato nonostante lo irrorassi con vini, birre, brodi e accidenti vari oppure, nel cercare di aggiustare i tempi di cottura ottenevo un "mortaccino" moscetto e quasi lesso...

Finalmente, posso dire con orgoglio di aver scoperto la cottura ideale!

Ho usato:
  • 2 Stinchi di Maiale
  • Verdure per brodo (cipolle, carote, sedano, porri, alloro, ecc.)
  • 1 pugno di Pepe in grani
  • 1 cucchiaio di Bacche di Ginepro (facoltativo)
  • 3-4 Chiodi di Garofano
  • Sale
In una pentola bella grande, ho messo tutti gli ingredienti (ad esclusione del sale) e gli stinchi. Ho coperto di acqua e portato ad ebollizione a tegame coperto. Salato e, abbassando la fiamma, ho lasciato sobbollire per 1 ora e 1/2 circa.

Trascorso il tempo, ho acceso il forno a 190°, ho tolto gli stinchi dal brodo (che potrá essere usato una volta sgrassato, nella preparazione di zuppe. Oppure si potrá congelare in attesa di tempi migliori), li ho appoggiati su un tagliere e ne ho incideso la cotenna con tagli trasverali (essendo caldi, sará questione di un attimo!).

Ho nuovamente aggiustato di sale, dopodiché ho adagiato gli stinchi direttamente sulla griglia e li ho infornati sistemando una leccarda riempita di acqua (raccoglierá il grasso ed eviterá che la carne si secchi durante la cottura).

Li ho lasciati cuocere per 1 ora circa, fino alla completa doratura della cotenna. Volendo, si puó usare il grill per qualche minuto.

Li ho serviti, accompagnati con del puré alle erbe (si puó, in alternativa, optare per dei cavoli rossi stufati, o icché vi pare).

Anche questa volta, degli stinchi ho lasciato solo le iniziali nel piatto. Puonizzimo, carantito!!



lunedì 13 settembre 2010

Polpo al Vino Rosso

Quando si dice che non tutti i mali vengono per nuocere...

Ci voleva una bella influenza tardo-estiva per farmi stare a casa, riprendere la tastiera in mano e dare una sonora spolverata a questo blog pieno di ragnatele.

Il tempo dei mondiali é (per fortuna) archivato da tempo, sicché il senso di colpa per aver "fatto secco" il cugino del polpo Paul l'ho seppellito come l'ascia di guerra, in attesa di tempi migliori.

Questo non é un piatto sfornato proprio ieri e nemmeno ieri l'altro, ma vale la pena di gustarlo in ogni momento, sia caldo che freddo.

La ricetta l'ho presa da un libro di cucina greca, pur avendola riveduta e corretta (nemmeno troppo, in realtá).

Ho usato:
  • 1 Polpo da 1 Kg ca.
  • Olio evo
  • 1/2 l di Vino Rosso
  • 200 ml di Aceto di Vino (Rosso)
  • 1 pugnetto di Pepe in grani
  • Sale (forse!!)
  • Prezzemolo fresco
Lavare il polpo, dopodiché tagliarlo a pezzetti di 3 cm. circa.

In un tegame, scaldare l'olio e rosolare il polpo a fuoco sostenuto. Versare il vino, l'aceto, il pepe in grani e portare ad ebollizione.

Lasciare cuocere a tegame coperto e a fuoco basso per un'ora circa. Una volta trascorso il tempo aggiustare, se necessario, di sale.

Servire, cospargendo con abbondante prezzemolo tritato.

Kali orexi!!!



martedì 4 maggio 2010

Asparagi al Bacon e... Uovo di Colombo

Poffarre e perdindirindina, é passato piú di un mese dall'ultima volta che mi sono affacciata nel bloggomondo e la cosa mi irrita non poco!!

Non so come riescano molti di voi a conciliare lavoro, famiglia e blog, avendo a disposizione "solo" 24 ore...

Questa é un'altra ricettina faffú, copiata peró di sana pianta al Sig. Giacomo Oliviero.

Si fa in un battibaleno e servono:
  • 1/2 Kg. di Asparagi Verdi
  • 1 confezione di Bacon a fette
  • Sale e Pepe
  • Olio Evo
  • 4 Uova fresche
Lavare gli asparagi e tagliare le basi legnose.

Dopo averli asciugati, avvolgerli uno per uno nel bacon ed adagiarli in una pirofila da forno.

Condirli con dell'olio evo e metterli in forno preriscaldato a 200° per 10 minuti.

Nel frattempo, lessare le uova alla "lacrima" ed interromperne la cottura sotto un getto di acqua fredda.

Servire gli asparagi dopo averli conditi con sale (POCO, per via del bacon!!) e pepe e "pucciarli" nelle uova.

VUALÀ!!

Ora scusate, ma mi inabisso per un altro po'





P.S.: 'sta tovaglia é un cazzotto in un occhio...

venerdì 26 marzo 2010

♫♫Viva lla Pappappappa col Popopopopopopomodorooooo...♫♫

Eh si, la pappa col pomodoro é una di quelle zuppe che lasciano il segno.

É di una facilitá disarmante, di un gusto strepitoso e di calorie... lasciamo perdere!

Avendo ultimamente poco tempo a disposizione (che si é notato?), devo ingegnarmi per riuscire a mangiare in orari normali e senza dovermi "abbassare" a scongelare piatti pronti last minute.

Poiché avevo a disposizione una baguette che era diventata talmente dura da poter essere utilizzata come manganello, ho preferito farle fare una fine piú gloriosa.

Con le dosi sono andata molto ad occhio. Il risultato é che ho ottenuto una "cofana" di zuppa, capace di sfamare un reggimento...

Il fine ha comunque giustificato i mezzi.

Ho usato:
  • 2 Spicchi di Aglio
  • 1 Baguette rafferma
  • 1/2 l ca di Brodo
  • 1 Kg. di pomodori
  • Passata di Pomodoro
  • Basilico Fresco (tanto!)
  • Sale e Pepe
  • Parmigiano grattugiato
In un tegame, con dell'olio evo ho rosolato a fuoco dolce gli spicchi di aglio tagliati a rondelle sottili.

Ho aggiunto poi il pane tagliato grossolanamente (praticamente mi si é sbriciolato sotto la lama del coltello) ed il brodo precedentemente riscaldato.

I pomodori li ho tagliati a pezzettoni ed uniti al resto, facendo cuocere il tutto per circa 1/2 ora e comunque fino a che hanno quasi disfatto il pane.

Poiché la zuppa era un po' troppo "anemica", ho aggiunto la passata di pomodoro in quantitá tale da ravvivarne il colore (e quindi, ad occhio!).

Dopo aver aggiustato di sale e pepe, ho aggiunto il basilico spezzato grossolanamente (a mano e NON col coltello, ché si sprigiona meglio tutto l'aroma!!) ed amalgamato il tutto.

Ho impiattato e servito in tavola, non prima peró di aver unito una bella spolverata di Parmigiano ed un giro di olio d'oliva quello buono


Ora veniamo ai ringraziamenti a Luca & Sabrina e a Federica per avermi dato questo bellissimo premio (in ritardissimo perché io ed il tempo andiamo in direzioni opposte!!)

Per ritirarlo le modalità sono queste:


1) postare il premio
2) passare il premio a 12 amici…
3) mettere i loro link
4)avvisarli del premio ricevuto
5) dire chi ti ha regalato il premio

Mi piacerebbe poter scegliere "solo" 12 persone cui donarlo a mia volta, ma essendo tutti voi sempre cosí carini nei miei confronti, ve lo passo paro paro.


martedì 9 marzo 2010

Zuppa di Lenticchie Rosse al Cocco

Si dice che il lavoro nobiliti l'uomo. Si dice sí, é vero. Ma che il lavoro debba strizzarmi come un limone, questo non lo dice nessuno. Eppure é cosí!!

Da qualche giorno sono alle prese con l'impossibile ed il riuscire ad affacciarmi nel bloggomondo é diventato veramente un lusso. Mi dico che passerá, ma intanto "sguazzo" beatamente (in senso lato!) tra mari di carte, fotocopie, appunti in pdf e quant'altro riesca ad atterrare sulla mia scrivania.

Ho fatto una minestrina "faffú" (fast food) che, devo dire, ha appagato l'occhio e calmato l'animo esagitato da rientro dopo una delle ennesime giornate da dimenticare...

Ho usato:
  • 3 Patate
  • 250 gr di Lenticchie Rosse
  • 1 Cipolla
  • 1 stecca di Lemongrass
  • 1 pezzo (2 cm. ca) di Zenzero fresco sbucciato e grattugiato
  • 1/2 lattina di Latte di Cocco
  • Brodo (qb)
  • 1 cucchiaino di Curcuma
  • Sale e Pepe
Ho rosolato in poco olio evo la cipolla con lo zenzero ed il lemongrass tagliato a rondelle.

Ho aggiunto poi le patate sbucciate e tagliate a pezzi, le lenticchie rosse. il latte di cocco e tanto brodo necessario a coprire a filo le verdure.

Ho lasciato cuocere per 20 minuti circa, dopodiché ho ridotto il tutto ad una crema col minipimer.

Ho regolato di sale, pepe (ho usato quello bianco, perché non mi piaceva che si vedessero i puntini neri) ed aggiunto la curcuma.

Impiattato, mangiato e, stracca cummacché mi sono poi lasciata languidamente abbracciare da Morfeo (di lui, la mia dolce metá non é geloso!!)